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Le Rubriche di PiacenzaSera - Cinema

Rapetti “Campagna per Piacenza, non contro i vegani”

Sui social impazza la polemica sulla campagna di promozione del territorio promossa dall’Associazione Piacenza Cultura Sport “Vegano? Ma scherziamo?

Sui social impazza la polemica sulla campagna di promozione del territorio promossa dall’Associazione Piacenza Cultura Sport “Vegano? Ma scherziamo?”.

A finire nell’occhio del ciclone anche Elisabetta Rapetti che dopo aver raccolto anche tanti plausi e segnali di stima, ora ha deciso di mettere i punti sulle “ì” a cominciare dal primo equivoco da cui tutto è partito.

“Vegano, ma scherziamo?”. L’assessore Rapetti testimonial della campagna

“Non è e non è mai stata una campagna contro lo stile di vita vegano. Lo ribadisco anche se ho già avuto modo di spiegarlo in una precedente intervista. La campagna promossa dall’Associazione Piacenza Cultura Sport non è assolutamente un attacco ai vegani, né a nessun altro. E’ al contrario una campagna che, con ironia, vuole promuovere la cultura enogastronomica del nostro territorio”.

“E’ una campagna “pro Piacenza”. La nostra tradizione enogastronomica e la nostra economia si basano su agricoltura e allevamento. Tra le nostre eccellenze abbiamo vino, asparagi, aglio, ma anche tre salumi Dop, la Mariola presidio Slow Food e tanti formaggi. La cucina delle nostre nonne è fatta di anolini con lo stracotto, tortelli con ricotta e spinaci, piccola di cavallo, tutti piatti tipici per cui ci conoscono in tutta la Regione”.

“Ho voluto sposare l’iniziativa di Piacenza Cultura Sport perché credo che si debba tutelare e promuovere la nostra tradizione enogastronomica. Troppo spesso, quando si difende la propria territorialità, si rischia di attirare polemiche e di essere bollati come poco tolleranti. Come è accaduto al sindaco Patrizia Calza con la questione profughi a Gragnano. Certo non voglio fare nessun paragone e non è lo stesso ambito, ma nel concetto di base è il medesimo: sensibilizzare l’opinione pubblica con una provocazione. In tanti, tantissimi, hanno capito il messaggio e mi ha fatto sentire affetto e sostegno nel marasma delle polemiche che, purtroppo, fanno più rumore”.

“Mi hanno chiesto perché ho accettato di fare da testimonial a questa campagna – prosegue Elisabetta Rapetti – Il motivo è semplice e parte della mia esperienza di amministratore a diretto contatto con i cittadini. Siamo in un periodo di cambiamento e profonda trasformazione sociale, economica e culturale soprattutto in campo turistico”.

“La preoccupazione di perdere la nostra identità territoriale, le nostre tradizioni, la nostra storia e le nostre radici di fronte a questo mondo sempre più senza confini è palpabile. Promuovere il territorio e far entrare Piacenza nel circuito del turismo nazionale, passa necessariamente dalla tutela del nostro patrimonio culturale ed enogastronomico. Per tutelare la nostra identità e preservare quello che abbiamo di tipico, però, dobbiamo unire le forze”.

“La fusione tra le amministrazioni di Gossolengo, Travo e Rivergaro va in questa direzione. La nostra è una terra di origini agricole. Piacenza è una provincia Cenerentola nel quadro dell’Emilia Romagna, sempre alla ricerca di un ruolo più di prestigio. Una delle nostre ricchezze è il nostro patrimonio enogastronomico, che dobbiamo salvaguardare e promuovere”.

“La coppa uno fra tanti. Non faccio un elenco perché sicuramente ne dimenticherei qualcuno e il “dimenticato” se ne avrebbe a male e di polemiche ne abbiamo già avute a sufficienza. Voglio invece ringraziare l’associazione “Piacenza Cultura e Sport” per la scelta audace di fare questa campagna e di avermi scelto come testimonial tutto ciò, lo ripeto, senza discriminare nessuno e nella totale libertà di pensiero e di scelte”.
 

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