Scuola: Fondazione a fianco di Piacenza e Rottofreno contro il bullismo per l’integrazione

L'integrazione degli studenti stranieri, la lotta al disagio scolastico, l'affermarsi di una scuola sempre più in prima linea contro le emergenze educative. Così si propongono due articolati progetti che hanno ricevuto il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano

L’integrazione degli studenti stranieri, la lotta al disagio scolastico, l’affermarsi di una scuola sempre più in prima linea contro le emergenze educative. Così si propongono due articolati progetti che hanno ricevuto il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e che vedono come capofila le Amministrazioni comunali di Piacenza e di Rottofreno.

A presentarli, con il presidente Massimo Toscani nella sede dell’ente in via Sant’Eufemia, il Dr. Cesare Betti presidente della Commissione Educazione e Ricerca, l’assessore alle Politiche scolastiche del Comune di Piacenza Giulia Piroli e il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani.

Il primo, relativamente a Piacenza, è il progetto “Interventi di sostegno alle scuole del Comune di Piacenza nella prevenzione e gestione di emergenze educative”.

Si tratta di un progetto del servizio Servizi Educativi, Formazione e Giovani del Comune di Piacenza e affronta diverse problematiche: l’integrazione dei ragazzi stranieri neoarrivati, l’insorgere di comportamenti fortemente aggressivi in particolare tra preadolescenti ed adolescenti che sfociano nel fenomeno del bullismo e nel cyberbullismo, l’aumento di forme e disturbi dell’apprendimento, l’uso in età precoce di sostanze stupefacenti e alcool.
Sono tutti segnali di un malessere crescente e diffuso che non si possono ignorare.

A questi si aggiunge il fenomeno del drop out, giovani che, interrompendo precocemente gli studi, possiedono pochi strumenti conoscitivi per agire con competenza e attivamente in una società caratterizzata dalla complessità.
La loro fragilità personale, spesso accompagnata da contesti famigliari non adeguati, li relega ai margini sociali da cui è facile scivolare nella deriva della devianza anche per la contestuale difficoltà di trovare un’occupazione lavorativa.

Gli insegnanti e il sistema scolastico nel suo complesso garantiscono spesso una preziosa azione educativa, attenta all’accoglienza e alla relazione con e tra i ragazzi, ma anche sul versante scolastico i rischi di demotivazione rischiano di avere il sopravvento nella percezione di una sfida impossibile da affrontare con risorse e strumenti inadeguati.

E’ fondamentale che gli educatori non vengano lasciati soli, ma che si costruisca una forte alleanza nella comunità educante tra Istituzioni, famiglie, associazionismo e terzo settore.

In questi anni il Comune di Piacenza ha sostenuto attivamente le scuole su questi temi individuando risposte non episodiche ai bisogni espressi e sostenendo progetti che vanno incontro alle fasce più deboli dell’utenza scolastica.

L’altro progetto, che già in passato era stato proposto in maniera analoga con il sostegno della Fondazione, è relativo all’area di San Nicolò e vede come interlocutore della Fondazione il comune di Rottofreno: “Tra il dire e il fare…” è promosso da un tavolo di lavoro al quale partecipano diverse associazioni di volontariato e sportive del territorio coordinate dall’Associazione “Abracadabra – Progetto Famiglie”, l’Amministrazione Comunale di Rottofreno e l’Istituto Comprensivo “M. K. Gandhi” di San Nicolò, ai cui alunni è rivolta l’iniziativa.

Il progetto ha come obiettivo il coinvolgimento e l’inclusione dei giovani per la promozione del “ben-essere” e del loro protagonismo attivo e consapevole. In questi anni ha interessato in modo prioritario la scuola, organizzando attività di peer education per il recupero scolastico e attività di laboratorio.

L’intento è continuare nella direzione dell‘impegno comune, provando ad immaginare per il territorio di San Nicolò una realtà progettuale sempre più allargata e capace di riuscire a raggiungere i ragazzi ed i giovani con proposte che possano rappresentare, oltre che un impegno reale, anche l’occasione per incontrarsi e costruire relazioni significative ed importanti.

Una precisa ottica di “azione sociale preventiva” legata ad un’idea di “scuola e territorio aperti”, sempre più rispondente all’esigenza di molti ragazzi di avere un luogo in cui trascorrere il proprio tempo in maniera costruttiva ed in cui trovare occasioni di crescita ed anche di “sano” divertimento.

I progetti sono in linea con le modalità d’intervento della Fondazione relativamente si settori Educazione, Istruzione e Formazione, Famiglia e valori connessi, che vedono l’ente a fianco delle realtà del territorio sia per il sostegno degli istituti scolastici e delle realtà didattiche di ogni ordine e grado, sia per la progettualità che possa avere un impatto positivo sui nuclei famigliari.

In particolare, nell’esercizio 2015, la Fondazione ha stanziato 1.160.000 euro per l’istruzione e nel 2016, secondo quanto previsto dal DDP (Documento Programmatico Previsionale) vi saranno altre erogazioni pari a 1.242.000 euro.

Per il settore Famiglia nel 2015 sono stati stanziati 577.500 euro, mentre nel 2016 la cifra delle erogazioni raggiungerà quota 594.000 euro.

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