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“Sgarbi diffamò Comune e Reggi”, confermata la condanna al risarcimento

I fatti risalgono alla realizzazione della bretella della tangenziale nei pressi di Villa Serena e del sistema di rotatorie della viabilità cittadina

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In data odierna davanti alla Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Milano si è tenuto il processo d’appello nei confronti di Vittorio Sgarbi per diffamazione, commessa nei confronti del Comune di Piacenza e dell’allora sindaco Roberto Reggi, risalente alla realizzazione della bretella della tangenziale nei pressi di Villa Serena e del sistema di rotatorie della viabilità cittadina.

Il Procuratore Generale, informa il Comune di Piacenza con una nota – ha confermato la diffamazione derivante dalle frasi ingiuriose rivolte, attraverso l’emittente radiofonica nazionale Rtl 102,5, al sindaco e alla comunità piacentina. Il reato è però estinto a seguito dell’intervenuta prescrizione, risalendo i fatti al 2005.

Le parti civili, per il Comune l’avvocato Elena Vezzulli e l’ex sindaco Roberto Reggi difeso dall’avvocato Paolo Fiori, hanno chiesto la conferma della condanna di Sgarbi al risarcimento dei danni già riconosciuti nella sentenza di primo grado pronunciata nel 2009 dal Tribunale di Monza a favore delle parti rappresentate.

La Corte d’Appello ha quindi emanato la sentenza nella quale viene dichiarato estinto il reato e confermata la condanna al risarcimento del danno richiesto dal Comune di Piacenza con una somma provvisionale di diecimila euro, oltre alle spese legali. Anche nei confronti di Roberto Reggi è stato confermato il diritto al risarcimento del danno e alla rifusione delle spese legali da parte di Vittorio Sgarbi.

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