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Truffe, in 4 mesi rubati agli anziani 60mila euro. L’allarme dei carabinieri

A lanciare nuovamente l'allarme è l'Arma dei carabinieri, che dal 1 gennaio ad oggi ha raccolto ben 20 denunce (più 9 tentate truffe fortunatamente non andate a segno), da parte di altrettanti cittadini, caduti nella trappola dei malviventi.

Un bottino dal valore di ben 60mila euro, tra contanti e preziosi, rubato agli anziani di Piacenza e provincia: a tanto ammonta la refurtiva che i truffatori sono riusciti a “spillare” alle loro vittime, in soli 4 mesi di attività. A lanciare nuovamente l’allarme è l’Arma dei carabinieri, che dal 1 gennaio ad oggi ha raccolto ben 20 denunce (più 9 tentate truffe fortunatamente non andate a segno), da parte di altrettanti cittadini, caduti nella trappola dei malviventi.

I dati diffusi oggi, mercoledì 4 maggio, riguardano solo i casi segnalati ai carabinieri; di conseguenza è solo un numero parziale delle truffe andate a segno, ma già allarmante e in grado di rendere l’ampiezza del fenomeno e agiustificare un nuovo appello delle forze dell’ordine, che invitano la popolazione alla massima prudenza. Le vittime sono tutte persone anziane, a volte anche ultraottantenni e quindi facili prede per i ladri.

Due le modalità utilizzate con maggior frequenza dai malintenzionati, ecco quali:

IL FALSO TECNICO IREN – Da inizio anno 7 casi accertati (4 i tentativi andati a vuoto), con un bottino complessivo pari 40mila euro. Come funziona? il falso tecnico di Iren, spesso in complagni di un complice,  con tuta o pettorina da lavoro, si presenta direttamente alla porta di casa, dicendo di dover controllare la qualità dell’acqua.

Apre il rubinetto e l’acqua, a contatto con la sua mano imbevuta di una sostanza chimica, diventa rossa. “C’è del mercurio dobbiamo depurarla” racconta a quel punto il truffatore al malcapitato di turno, chiedendogli di mettere contanti e monili in un sacchetto da riporre nel freezer, così da proteggerli mentre lui si occupa della bonifica. Ovviamente si tratta di un trucco: mentre uno dei due distrae la vittima, l’altro s’intasca i preziosi. A quel punto salutano gentilmente il padrone di casa, che solo quando i truffatori sono già lontani si accorge del furto.

I FINTI CARABINIERI AL TELEFONO – Da inizio anno ben 13 truffe andate a segno (5 tentate), con un bottino complessivo pari a 20mila euro. Il finto carabiniere contatta la vittima sul telefono di casa, dicendo che il figlio, o un altro congiunto, si trova in stato di fermo in caserma perchè ha avuto un incidente stradale e la sua auto era priva di assicurazione. Sarà quindi arrestato, aggiunge il finto militare, se l’anziano non salda immediatamente l’importo dell’assicurazione.

La vittima viene inoltre invitata a contattare direttamente la caserma per verificare personalmente i fatti. L’anziano riaggancia e compone il numero, ma i truffatori in realtà restano in linea (una tecnica attuabile solo sul telefono fisso, che permette a chi chiama di restare collegato all’utente per 90 secondi, anche se quest’ultimo chiude la comunicazione)  così che la vittima crede di parlare con la caserma e invece si sta rivolgendo sempre alle stesse persone. Accetta quindi di pagare la somma ad un impiegato o funzionario delle forze dell’ordine che si presenterà direttamente alla sua porta.

I carabinieri invitano i cittadini a diffidare dalle persone che si presentano come rappresentanti delle forze dell’ordine o agiscono con le modalità qui sopra descritte e soprattutto a non far entrare in casa sconosciuti o consegnare loro contanti e preziosi, ma chiamare il 112 direttamente con il cellulare. 

 

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