Quantcast

“Turismo, Piacenza abbia il coraggio di fare sistema”

Elisabetta Rapetti, promotrice del ciclo di incontri dedicati al turismo, organizzato con l'associazione Piacenza Cultura e Sport, spiega così le ragioni che hanno dato il via ll'iniziativa. Ieri martedì 24 maggio, al Barino, si è tenuto il secondo appuntamento, molto partecipato. 

“A chi mi chiede perché, da assessore del Comune di Gossolengo, mi interesso del turismo a Piacenza faccio presente la sfida che ci mette davanti il percorso di fusione con Rivergaro e Travo. Fare progetti di promozione turistica come realtà a se’ stanti vuol dire essere pazzi: abbiamo tutti il dovere di fare uno sforzo e lavorare insieme”. Elisabetta Rapetti, promotrice del ciclo di incontri dedicati al turismo, organizzato con l’associazione Piacenza Cultura e Sport, spiega così le ragioni che hanno dato il via ll’iniziativa. Ieri martedì 24 maggio, al Barino, si è tenuto il secondo appuntamento, molto partecipato. 

Dopo la presentazione di Elena Libé (Oltre le correnti – Pd) dei contenuti della nuova legge regionale, si è dato spazio (rigorosamente per 7 minuti) ai relatori della serata: Fabio Malusardi, presidente dell’Associazione Piacenza Cultura Sport; Giampietro Comolli, manager distretti tematici produttivi made in Italy; Franco Villa, presidente Unpli Unione Nazionale Pro Loco Italiane. A stimolare il dibattito, il giornalisa Gianfranco Salvatori (IlPiacenza). 

“Resta ancora sul campo la domanda posta durante il primo incontro: Piacenza è interessata a fare turismo? – ricorda Comolli -. Servono operatori formati e poi, possiamo fare promozione turistica se la connmessione internet non funziona? Il 63 per cento delle prenotazioni avviene on line”. 

“Sul fronte delle Pro Loco non possiamo  provincia di confine, noi siamo riusciti a sfatare questo luogo comune. A Piacenza – dice Villa – contiamo 70 Pro Loco, siamo secondi solo a Bologna. Sono soddisfatto di questa nuova legge, la salvaguardia delle piccole proloco assume un ruolo strategico e di fondamentale importanza. Credo che investire sul turismo per il rilancio dell’economia debba essere azione concertata tra gli enti”. 

Malusardi ha presentato una nuova forma di raccolta fondi che sta sempre più prendendo piede: il crowdfunding, ovvero il finanziamento collettivo o microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse.

Il giornalista Salvatori pone invece il problema di come viene “comunicata” Piacenza. Comolli ricorda che il grande successo turistico è arrivato solo quando Comuni o province hanno scelto un prodotto leader. “La seconda cosa è il marchio – sottolinea -. Piacenza deve avere il coraggio di farsi un brand. Su questo si deve lavorare”. 

Per Villa dobbiamo imparare da Parma nel promuovete i nostri prodotti e difenderli. Certo, non vanno dimenticate cifre spaventose che Parma ha investito in pubblicità”. 

Prende poi la parola Renato Zurla, portando la sua esperienza da ex amministratore. “Sul turismo nessuno ha risposte da dare ma si deve fare un mea culpa collettivo. Le occasioni di promozione turistica ci sono state a Piacenza, ma non si sono volute cogliere. A Capannette di Pej, a metà degli anni Novanta, doveva nascere il più grande parco d’Europa, e purtroppo il progetto è rimasto sulla carta. Dobbiamo provarci e ricominciare, e non spingere su esperienze singole”. 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.