Alla Galleria Biffi presentazione del libro dedicato a Felice Trabacchi

Viaggio da un sindaco di ieri, Trabacchi, appunto, autore del primo balzo in avanti della città a metà degli anni Settanta, a un sindaco di oggi: Roberto Reggi, l’unico ad essere stato eletto due volte consecutive e il cui dinamismo ha mutato irreversibilmente le infrastrutture di questa città in un’epoca assai lontana e diversa rispetto agli anni in cui governò Felice Trabacchi. 

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Due sindaci, due epoche. Così s’intitola l’incontro di sabato 11 giugno alle ore 11 alla Galleria Biffi Arte (via Chiapponi 39) tra il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, il presidente della Fondazione Piacenza Futura, Flavio Chiapponi, professore di Scienze Politiche a Pavia, e il giornalista Mauro Molinaroli, per discutere intorno al volume, “Felice Trabacchi, Vita civile e politica” (Scritture). Viaggio da un sindaco di ieri, Trabacchi, appunto, autore del primo balzo in avanti della città a metà degli anni Settanta, a un sindaco di oggi: Roberto Reggi, l’unico ad essere stato eletto due volte consecutive e il cui dinamismo ha mutato irreversibilmente le infrastrutture di questa città in un’epoca assai lontana e diversa rispetto agli anni in cui governò Felice Trabacchi.

Il libro

La storia raccontata nel libro di Molinaroli ripercorre le vicende di un uomo che ha rappresentato molto per la comunità piacentina: dall’adesione alla lotta partigiana nel 1944 al suo impegno come avvocato e segretario della Cgil, tra il 1948 e il 1952, a favore dei lavoratori nelle fabbriche e nelle campagne, allora privi di qualsiasi tutela normativa. C’è poi la sua presenza in Consiglio Comunale dagli anni Sessanta al 1990, trent’anni nei quali Felice Trabacchi è stato prima uno dei più attivi oppositori delle giunte di centro e di centro sinistra, e poi sindaco tra il 1975 e il 1980. Un sindaco amato dai cittadini e forse, “il sindaco – scrive l’autore – che più di ogni altro ha interpretato lo spirito dei piacentini; una figura colta, attenta, preparata e soprattutto disponibile al dialogo con la gente, che lo rispettava e lo stimava”.

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