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Alle Cantine Bonelli “matrimonio” tra vini francesi e piacentini foto

"La terra è la madre del vino", in Italia come in Francia. Per la decima edizione della manifestazione, promossa da le cantine Bonelli di Rivergaro (Piacenza), i vini piacentini hanno sposato il blasonatissimo Châteauneuf du Pape, uno dei vini più famosi al mondo. 

“La terra è la madre del vino”, in Italia come in Francia. Per la decima edizione della manifestazione, promossa da le cantine Bonelli di Rivergaro (Piacenza), i vini piacentini hanno sposato il blasonatissimo Châteauneuf du Pape, uno dei vini più famosi al mondo. 

Ospite della padrona di casa Elena BonelliFrançois Maimone uno dei produttori della zona francese Côtes du Rhône, che comprende Avignone (da qui il nome del vino). “E’ la prima zona ad aver ricevuto la denominazione doc, e proprio quest’anno celebriamo l’ottantesimo anniversario di questo riconoscimento – spiega il signor Maimone -. Il nostro vino è frutto della combinazione di uve provenienti da 13 vitigni diversi, con una produzione controllata in termini di quantità. Lo Châteauneuf du Pape nasce dalla nostra umilità, con la poesia che questo mestiere richieste: il nostro vino è il frutto di una sinfonia di 13 vitigni, che noi produttori “suoniamo” con armonia”. 

Poesia, armonia, rispetto del territorio sono i cardini dell’attività dei produttori locali, ora riuniti nel progetto di rilevanza europea “SOIL4WINE”, che porterà nelle valli piacentine un milione di euro. “Siamo molto contenti – dice il preside della facoltà di Agraria della Cattolica Lorenzo Morelli – di essere stati i catalizzatori del progetto”. Il rappresentante di Ervet ha sottolineato l’importanza di partecipare a progetti innovativi, in grado di portare vantaggi alla comunità. Nello specifico, il progetto piacentino è incentrato sulla stretta connessione tra viticultura e “manutenzione” del territorio: un’agricoltura sostenibile può aiutare a contrastare l’erosione del terreno. 

Agostino Maggiani dei parchi del Ducato sottolinea come “l’agricoltura è fondamentale, elemento di tutela del territorio, della biodiversità, modella il paesaggio. Per non parlare del fondamentale ruolo svolto, sul fronte della ricettività, da cantine e aziende agricole”. 

La chiave dello sviluppo sta, per l’assessore regionale Paola Gazzolo, “nell’innovazione green delle nostre imprese e delle nostre comunità. L’Emilia Romagna ha una vocazione all’innovazione e questo progetto è un esempio”.

Il convegno, moderato dalla giornalista di Libertà Simona Segalini, è stato scandito dalle musiche dell’Appennino, per concludersi con una degustazione in cantina.  

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