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Brexit, Sforza Fogliani: “Nel settore bancario apre il cuore alla speranza”

"L'Europa - afferma - ci ha imposto regole assurde e costose. Ci ha imposto regole, come il bail in, per problemi futuribili, in cambio di danni immediati, di un danno di immagine che il sistema bancario ci metterà 30 anni a cancellare"

“La Brexit, nel nostro settore, apre il cuore alla speranza”. E’ il commento del presidente di Assopopolari, il piacentino Corrado Sforza Fogliani, al risultato del referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Europa.

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“L’Europa – afferma – ci ha imposto regole assurde e costose. Ci ha imposto regole, come il bail in, per problemi futuribili, in cambio di danni immediati, di un danno di immagine – loro che ci insegnano a prevenire il rischio reputazionale – che il sistema bancario ci metterà 30 anni a cancellare, se ci riuscirà”.

“L’Europa dei burocrati – ridotta a un tavolo di confronto, dove prevalgono i più forti, e non siamo noi – non potrà non tener conto di questa sonora lezione e considerare, ad esempio, se sia davvero il caso di rivoluzionare ancora le nostre banche per varare entro l’anno prossimo un nuovo sistema di privacy, cioè per cambiare ancora la cosa più futile che si possa immaginare per impegnare i conti economici”.

“Lasciamo stare il pensiero unico – conclude -. La Brexit è una botta per il bonapartismo economico, per chi vuole eliminare le banche territoriali e ridurre anche l’Italia ad un comodo oligopolio bancario”.

LEGA NORD: “VITTORIA CONTRO I POTERI FORTI” -“I britannici ci hanno dimostrato che il voto di un popolo determinato è in grado di opporsi ai poteri forti che assoggettano l’Europa”. 

Il segretario provinciale della Lega Nord, Pietro Pisani, e il consigliere regionale Matteo Rancan commentano così l’esito del referendum che ha allontanato il Regno Unito dall’Unione Europea.

“Siamo di fronte – dichiarano i due esponenti del Carroccio – ad un risultato epocale conseguito da un popolo coraggioso e risoluto, in grado di scuotere un’Unione Europea che attanaglia i cittadini, l’agricoltura, il commercio e in generale tutti i settori economici di un intero continente”.

“È un forte segnale di democrazia che consentirà ai britannici di far valere la propria scelta davanti agli apparati tecnocratici che governano oltre 500 milioni di cittadini europei nell’ottica di renderli sudditi di un sistema omologante. Sia questo episodio un esempio da seguire per gli italiani, affinché non si sottraggano al voto per il referendum di ottobre, ovvero l’occasione migliore per contrastare le politiche scellerate di Renzi”.

“Anche per noi – proseguono Pisani e Rancan – è ormai giunto il momento di alzare la voce contro un governo succube dei poteri transalpini e capace solo di asfissiare la nostra gente seguendo le direttive di un’Unione Europea ormai fallita. Il no al referendum sarà l’avviso di sfratto al governo da parte di un popolo stanco di essere considerato come servo da una politica che non ci va più bene”.

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