Giornata modiale contro la droga, “No alla normalizzazione del consumo”

Il messaggio dell'associazione "La Ricerca" di Piacenza  in occasione della 29esima giornata Onu contro il consumo e il traffico illecito di sostanze stupefacenti

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Riceviamo e pubblichiamo il messaggio dell’associazione “La Ricerca” di Piacenza in occasione della 29esima giornata Onu contro il consumo e il traffico illecito di sostanze stupefacenti

La nota stampa –  Abbassata la guardia, e la droga fa ancora paura
 
Non solo il 26 giugno, ma ogni giorno deve essere “la Giornata mondiale di lotta alla droga”. Ce lo chiedono i genitori, per primi. In piena consapevolezza e sofferenza della gravità del problema che offusca e rischia di mettere a repentaglio il futuro, la vita dei loro figli, hanno il diritto (e dovere) di chiedere una partecipazione di tutti nel contrastare un fenomeno in realtà mai sopito. E lo chiediamo anche noi dell’associazione “La Ricerca”, alla luce di 35 anni di iniziative, azioni e di battaglie con cui non ci stancheremo mai di scendere in campo in soccorso a quanti sono finiti in trappola e alle loro famiglie, certi che l’impegno per cambiare le cose va portato avanti su più fronti: dell’educazione, della prevenzione e contrasto allo spaccio (in reciproca collaborazione con le Forze dell’Ordine), e naturalmente dell’accoglienza e del recupero di chi è finito nel labirinto della dipendenza da sostanze. Ci rivolgiamo al vicino di casa, alla nonna, alla zia, all’allenatore, all’insegnante, al vigile, al prete, al compagno di banco, al politico, al medico perché ciascuno può fare la propria parte e non solo segnalando casi o situazioni sospette, ma facendo anche un po’ l’educatore. Siamo infatti convinti che ogni occasione della vita di tutti i giorni può diventare educativa, e noi siamo chiamati a dare l’esempio, educando i giovani, le persone tutte, a credere che di fronte alla fragilità e alle difficoltà è sempre possibile andare avanti, crescere, migliorare.

“Educhiamo alla vita per non rassegnarci”. E’ lo slogan con cui la Fict, la Federazione italiana comunità terapeutiche di cui facciamo parte, rimarca il suo “no alla droga” nella 29° Giornata Onu contro il consumo e il traffico illecito di sostanze stupefacenti. Riassume perfettamente le convinzioni che permeano da sempre ogni nostra azione al fianco dei giovani e delle famiglie, dagli sportelli d’ascolto e dai progetti nelle scuole medie e superiori, e nei centri educativi, ai cicli formativi  del Percorso Diogene aperto ai giovanissimi che sono in qualche modo già entrati in contatto con la droga, dai piani personalizzati di recupero dei tossicodipendenti in comunità terapeutica ai colloqui di ascolto e orientamento aperti ai ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti ed educatori in genere.

Alla luce della nostra esperienza non possiamo che ripetere quanto sia importante ed efficace puntare sull’ascolto e sul dialogo con i nostri figli, aiutarli a costruirsi una coscienza critica su quanto accade intorno a loro, responsabilizzarli, insegnando loro ad assumersi delle responsabilità anche nelle piccole cose, educarli alla fatica e al fallimento, perché capiscano che anche passando attraverso gli errori si può crescere, educarli al rispetto delle regole, alla legalità, alla gioia vera che non è il soddisfacimento di piaceri effimeri, ma che viene dal saper cogliere il senso del vivere nelle piccole cose che nutrono l’anima. L’educazione passa attraverso esperienze forti di apprendimento, di emozioni, di condivisione.

Segnalare il problema, non aver paura di parlarne. Recentemente abbiamo posto a confronto-diretto genitori e Forze dell’Ordine: tutti concordi nell’urgenza di fare educazione ma anche prevenzione nel senso più stretto del termine, cioè che bisogna intervenire  – segnalando, denunciando, chiedendo aiuto, prima che sia troppo tardi, appena ci accorgiamo che qualcosa nei nostri figli o attorno a loro li sta avvicinando al pericolo-droga -, per evitare che il primo approccio con le sostanze si trasformi in dipendenza.

Occorre alzare il livello di attenzione per proteggere i nostri figli, avere consapevolezza dei rischi legali e dei pericoli per la salute che l’uso di sostanze comporta, rendersi conto di quanto possano compromettere il loro futuro. Non bisogna aver paura di parlare del problema, perché ci sono luoghi, come il nostro preposti proprio a dare una mano, dove trovi subito e sempre il sostegno ad affrontare anche le difficoltà che sembrano insormontabili, trovi altri come te, con cui puoi confrontarsi in un reciproco scambio di auto-mutuo-aiuto, e operatori esperti che sanno che cosa dirti e come affiancarti. Qui non trovi soluzioni immediate, perché il problema della tossicodipendenza non si può risolvere in un colloquio, né con suggerimenti né con le medicine, la soluzione arriva alla fine di un percorso da compiere insieme.

Recuperi sempre più brevi perdono di efficacia. Sul fronte del recupero dei giovani con problemi di tossicodipendenza non possiamo non esprimere forte perplessità verso una tendenza che avvertiamo sempre più marcata anche nella regione Emilia Romagna ad investire in percorsi riabilitativi sempre più brevi: esperienza e scienza hanno ampiamente dimostrato che i percorsi di recupero funzionano se si rispettano i tempi delle persone non i tempi dei finanziamenti.

Assistiamo ad un disinvestimento totale. Ci sembra di cogliere in generale, da parte delle istituzioni e della stessa società civile, una sorta di resa che rischia di non tener conto delle necessità di tutelare la salute e il benessere dei giovani. Un generale disinvestimento non solo sotto il profilo delle risorse economiche, ma soprattutto di valide proposte educative, che rischia di portare a conseguenze nefaste. No alla normalizzazione dell’uso di droghe. Ultimo aspetto che riteniamo importante affrontare: la “normalizzazione” dell’uso di sostanze. Tutto il contesto sociale di questi anni sembra ritenere il consumo di sostanze una condotta “condivisa” dalla maggioranza della popolazione soprattutto giovanile, ed anche le nuove proposte di legge, sembrano andare verso la normalizzazione dell’uso di sostanze. Noi concordiamo con il no della Fict al disegno di legge Giachetti circa la legalizzazione della cannabis, non siamo d’accordo non tanto sulla tolleranza all’utilizzo personale e privato – peraltro mai  penalizzato e relegato da sempre ad illecito amministrativo con scarsa efficacia dissuasiva -, bensì sulla valorizzazione di una forma di socializzazione che si fonda sul consumo di sostanze e che riteniamo un disvalore inaccettabile”.
 
Associazione La Ricerca Onlus
Presidente Gianluigi Rubini

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