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Le Rubriche di PiacenzaSera - Rotary

Rotary informa: Rotary e un posto unico, Amico Campus foto

PiacenzaSera.it inizia una collaborazione con il Gruppo Piacentino Rotary, pubblicando le iniziative promosse dai vari club presenti sul territorio

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Lo scopo di questo blog è la divulgazione e pubblicizzazione di tutte le attività svolte dai singoli club rotariani del gruppo piacentino, per il raggiungimento degli obiettivi e il compimento dei service prefissati. Qui saranno pubblicate iniziative, eventi e ogni altro sforzo compiuto per incoraggiare e promuovere l’ideale di servizio come base delle iniziative benefiche e la successiva dimostrazione del loro raggiungimento. 

Rotary e un posto unico: Amico Campus
Tra tutte le sue grandi opere Uberto Eco scrisse un libro poco conosciuto, a suo modo speciale, e che ha sempre avuto un posto particolare nel mio cuore: “Storie delle terre e dei luoghi leggendari.”

Tra le pagine di questo saggio, il grande autore esplora e racconta i mondi fantastici nati dalla fantasia di scrittori e artisti, partendo da Omero arrivando alla fantascienza dei giorni nostri, quindi, tutti posti che in realtà non esistono realmente ma dove per secoli l’uomo ha potuto viaggiare e arrivarci con la fantasia, desideri ma anche incubi e paure.

Ma se prendiamo la mappa, quella reale, oggi possiamo puntare il dito su un posto ben preciso, dove la fantasia, il desiderio e forse anche le paure dei Rotariani, hanno permesso la realizzazione di un luogo leggendario, unico, ma a differenza di quelli elencati da Eco, concreto e reale: Amico Campus.

Questa landa della solidarietà si trova in provincia di Pavia, a Salice Terme, nato nel 2009 come detto per volontà di alcuni rotariani, e l’obiettivo che si vuole, e si riesce a raggiungere in questa “Isola che c’è”, è quella di regalare divertimento e un po’ di spensieratezza ai disabili e alle loro famiglie programmando soggiorni, giochi, spettacoli, musica e danze, senza che si debbano preoccupare di nulla, sia da un punto di vista organizzativo quanto economico.

Tutti professionisti e leader nel loro settore che privandosi del proprio tempo, lo mettono con cuore e pazienza per affiancare questa realtà e regalare così, per quanto possibile, una vacanza un po’ speciale, e per molti di loro l’unica in un anno.

Spiegare che cosa è Amico Campus per chi come me non c’è mai stato non è cosa facile, e ancora più complicato esternare il miscuglio fragile di emozioni, sensazioni e respiri corti che tutto questo scaturisce in chi ci crede e si prodiga a tenere in vita un luogo speciale che forse meriterebbe un puntino anche sulla mappa “fantastica” di Umberto Eco; quindi per provare a capirlo almeno un pochino possiamo leggere una sorta di diario/pensiero scritto da un rotariano del R.C. Valtidone, annuale volontario, le cui parole mi hanno fatto comprendere non tanto la mia fortuna, quanto come la forza, quella vera, non derivi dalle capacità fisiche. Grazie.

Nereo Trabacchi
 
Saluto A. con un ultimo bacio sul portone della Scuola Elementare e penso a quanto sono fortunato. A quanto, troppo spesso, si diano per scontate molte cose; troppe cose. Dirigo la macchina verso Salice Terme pieno di buone intenzioni, ma anche un po’ preoccupato. Sapro’ relazionarmi con loro? Sapro’ superare quella sensazione di sottile disagio che, seppur vergognandomene, devo ammettere provo in presenza di un disabile? Quand’ecco che, al rientro dalle cure termali, mi si avvicina una Madre e sorridendo mi “fulmina” con un: “Siete degli Angeli. Che Dio vi benedica.” Beh non mi sono mai sentito cosi’ orgoglioso di essere rotariano! Timori svaniti, energie moltiplicate e strada in discesa.
 
Alzo la tapparella della mia stanza e con sorpresa e gioia mi accoglie una splendida giornata di sole. Scendo al ristorante per fare colazione e dopo pochi minuti mi si avvicina una Madre per comunicarmi che purtroppo si vede costretta a rinunciare al resto della vacanza e rientrare con il figlio disabile ed il marito, al terzo ciclo di chemio e con effetti collaterali oramai ingestibili, a casa. Certo che per chi, come me, crede in quesi frangenti la Fede traballa e ti domandi se a volte “Qualcuno” non si distragga un po’ troppo! Odio le frasi di circostanza e mi limito a stringerla in un abbraccio e Lei, allontanandosi con gli occhi lucidi, ma con enorme dignita’, mi chiede di ringraziare il Rotary per averle offerto l’opportunita’ di partecipare al Campus. Avessi avuto sottomano una bottiglia di grappa, l’avrei volentieri corretta con il caffe’ che stavo bevendo!
 
Francesco, trapianto di cornea, doppio trapianto (giusto per non farsi mancare nulla). I medici avvertono i genitori che per i successivi 6 mesi devono accuratamente evitare che il figlio si tocchi gli occhi. Il Padre costruisce in casa un “caschetto” protettivo da fargli indossare durante il giorno e per 180 notti si alterna con la moglie per controllare che Francesco, nel sonno, non si sfreghi gli occhi. Quanto sacrificio, quanta dedizione, semplicemente quanto amore devi provare per un figlio per superare queste prove? Ne sarei capace? Spero di non doverlo mai scoprire. Ah dimenticavo che ovviamente Francesco e’ disabile.
 
Asfissia neonatale. La gioia del parto trasformata in sentenza di condanna: signora, si rassegni, suo figlio non camminera’ mai…40 anni dopo Augusta ancora rincorre il suo Andrea per le vie di Salice. Ed anche la scienza medica si inchina di fronte alla forza di una Madre.
 
Mi avvicino alla Madre di Marco, sorpreso di non vederlo a “lezioni di cucina”, lui che sempre sorridente ed entusiasta partecipa a tutte le attivita’; mi risponde che sta facendo le sue terapie in acqua, che adora da quando e’ successo l'”incidente”. Titubante azzardo un: mi scusi Signora posso chiederle…
Aveva 9 anni e stava attraversando la strada per salire sullo Scuolabus, quando venne centrato in piena testa dallo specchietto retrovisore di un ?€&@?#.
3 mesi di coma e poi il risveglio ed anni ed anni di cure, lotte e fatiche per riprendere la vista, la parola, l’uso delle gambe. Valeria, la Mamma, mi dice che e’ stato come vederlo nascere una seconda volta. Anch’io comincio a sentirmi un po’ rinato…
 
Colazione; mi avvicina una Madre per chiedermi la cortesia di dare un’occhiata alla Figlia mentre Lei corre in camera a prendere l’addensante che ha scordato. Incuriosito Le chiedo a cosa serva quella polverina e mi spiega che Alessandra,da circa 10 mesi, ha perso anche il controllo della trachea e tutti gli alimenti che le vengono serviti devono essere frullati e resi omogenei. Mi alzo chiedendomi quanta sofferenza debba e possa ancora sopportare quel suo corpo afflosciato sulla sedia a rotelle…e frullano anche a me.
 
Non guardarmi con pieta’. Mi accontento di un sorriso.
E, se proprio ce la fai, di una carezza sul viso.
Abbandona imbarazzo e compassione. Nutrimi piuttosto di condivisione.
Ricorda, il mio tempo scorre piano e spesso sempre uguale, ma proprio per questo posso farti dono del segreto per rallentare.
Mi chiamano diverso, perche’ senza difese, filtri e pretese, ma attento, non ti sbagliare, e’ questa la mia strada affinche’ il tuo cuore io possa finalmente toccare.
 
Cari Soci, cari Amici,
Uno dei motti del Rotary e’ “profits most who serves best”. L’esperienza all’Amico Campus mi ha fatto comprendere appieno il significato piu’ profondo e la profonda verita’ di questa frase. Ricordo che ad un’Assemblea rotariana il decano Cossu mi fece riflettere dicendo che chi sta nel Rotary senza servire non serve al Rotary. Io vorrei andare oltre dicendovi che chi sta nel Rotary senza servire, non sa cosa si perde!

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