Continua il “live” al Festival Beat, 4 band sul palco di Ponte Ghiara foto

Sul palco del Festival Beat si esibiranno, a partire dalle ore 21.30, Elli De Mon, The Sick Rose, Kid Congo and the Pink Monkey Birds e The Nomads. 

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Seconda giornata di live all’area di Ponte Ghiara (Salsomaggiore – Parma). Sul palco del Festival Beat si esibiranno, a partire dalle ore 21.30, Elli De Mon, The Sick Rose, Kid Congo and the Pink Monkey Birds e The Nomads. 

La serata (ingresso 15 euro – biglietteria aperta dalle ore 19.30) sarà presentata dallo speaker e dj di Virgin Radio Doctor Feelgood. Non mancherà una variopinta esposizione che spazierà dai vinili agli abiti sino al mobilio. Sarà allestito un maxischermo dove poter visionare la partita dei campionati europei di calcio Italia-Germania. 

L’area è raggiungibile, da Salsomaggiore Terme, tramite shuttle bus service. Al termine dei concerti si terrà il tradizionale allnighter party con la Festival Beat Dj Crew.

Precederanno i concerti una serie di eventi nella cittadina termale: nel pomeriggio, dalle ore 14.30, Pool party alla piscina Leoni di Viale Del Lavoro 2 con la Festival Beat Dj Crew e uno special Limbo Party con Rolando Bruno e la sua Orchestra. Alle ore 17.30, al Cafè Desiree di Largo Roma, aperitivo con la Monogawa Dj Crew (Cesena) e Talkin’ about Books ovvero presentazione del libro “Italian Nightclubbing” (ed.Arcana) con gli autori Alessandra Izzo e Tiziano Tarli, modera Gino Delledonne. Alle ore 18 al Devil’s Den Pub di Viale Patrioti (free entry) concerto di Tall Juan; alla stessa ora, al Caffè del Teatro di Viale Romagnosi 24, invece, Tartufo beat Dj set con Jack Garage. 

LE SCHEDE DELLE BANDS:

ELLI DE MON(IT)

Questa ragazza non ha paura di nessuno: sale sul palco, siede dietro una grancassa, imbraccia la chitarra e spara il suo blues scarno e sofferto in faccia a un pubblico che alla fine ne resta sistematicamente conquistato. Tra le one-girl band, una delle migliori in circolazione. Giovane, ma con radici che affondano nel passato e nel delta del Mississippi, Elli De Mon sa rendere attuale un suono antico come il mondo. Mica poco.

THE SICK ROSE(IT)

Sul piano della popolarità e della qualità, con chi se la giocavano in Europa a metà anni ottanta, i Nomads? Risposta facile: con i nostri Sick Rose. Dalla loro Torino arrivavano bombe di puro garage-punk texano alla Zakary Thaks/Kenny & The Casuals. Roba incendiaria per intenditori, il meglio del neo-sixties stava in dischi come il loro album d’esordio Faces, che oggi compie 30 anni e che Luca Re e compagni ripropongono al Festival Beat in una serata all’insegna del garage e delle voci cartavetrate. Una celebrazione dovuta, uno show che si preannuncia come indimenticabile.

KID CONGO and the PINK MONKEY BIRDS(USA)

È stato il chitarrista (tenetevi forte) dei Cramps, dei Gun Club e dei Bad Seeds di Nick Cave. È un monumento vivente al rock’n’roll più torbido e sanguigno: signore e signori, mister Kid Congo Powers, accompagnato dai suoi Pink Monkey Birds. Un monumento, si, ma capace di incidere sul presente con album importanti come l’ultimo La Arana Es La Vida (su In The Red). Punk, garage, rock’n’roll riverberato e l’enorme talento di un musicista dal curriculum più unico che raro. Imperdibile.

THE NOMADS(SWE)

Un mito del garage-punk, né più né meno. Era il 1983 quando la band svedese pubblicava Where The Wolf Bane Blooms, una pietra miliare del garage dei mid-eighties. La scena scandinava, insieme a quella italiana, era l’unica all’epoca a rivaleggiare con quella americana, e i Nomads ne erano la punta di diamante. A tanti anni di distanza, la band di Stoccolma è ancora in pista, convinta, oggi come allora, che non ci sia niente di meglio che una buona dose di fuzz per infiammare un concerto. Ne avremo la riprova sul palco del Festival Beat, quando a chiudere la serata del sabato saranno proprio loro, i leggendari Nomads.

TALL JUAN (Argentina/USA)

L’argentino Tall Juan è un ragazzo che ha ascoltato il proprio cuore. E il cuore l’ha portato da Buenos Aires a New York, più precisamente nel Queen’s. Non a caso. È lì che hanno costruito la propria leggenda i Ramones ed è da lì che Tall Juan con la sua band è partito per conquistare il mondo, col suo suono sospeso tra Rocket To Russia e il pop alternativo dei nostri giorni. Il sabato del Devil’s Den porta il suo nome, guai a chi manca.

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