Dosi e Gazzola “Piacenza tra le città con meno tasse in Regione”

L'analisi è stata presentata in Comune dal sindaco Paolo Dosi e dall'assessore al Bilancio Luigi Gazzola. I dati utilizzati sono quelli pubblicati sul sito del ministero dell'interno, relativamente agli anni 2013, 2014 e 2015. 

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Piacenza e’ tra i Comuni capoluogo dove la pressione fiscale è più bassa in Emilia Romagna. 

L’analisi è stata presentata in Comune dal sindaco Paolo Dosi e dall’assessore al Bilancio Luigi Gazzola. I dati utilizzati sono quelli pubblicati sul sito del ministero dell’interno, relativamente agli anni 2013, 2014 e 2015. 

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Relativamente al 2013, a Piacenza le entrate tributarie hanno raggiunto quota 618, 45 pro capite, circa l’11 per cento rispetto alla media regionale che si attesta sui 694,,68 euro. Piacenza e terza per minori entrate, dopo Reggio Emilia e Forlì. 

Una situazione che si ripresenta anche negli anni successivi: nel 2014 si passa a 745,97 euro pro capite, un aumento dovuto alla riduzione del 40 per cento dei trasferimenti statali, ma nonostante questo Piacenza resta sempre terza per importi più contenuti, dopo Reggio Emilia e Forlì. 

Nel 2015 resta sempre al terzo posto, con entrate pro capite pari a 765,89 euro. Un incremento dovuto sempre a una riduzione ulteriore della pressione fiscale. 

‘Sono stati anni difficili questi, per noi amministratori – dice il sindaco Paolo Dosi – costretti in una situazione di incertezza normativa. Con l’analisi di oggi facciamo chiarezza, senza utilizzare i dati in maniera arbitraria. Ringrazio l’assessore Gazzola per il lavoro svolto, i bilanci sono in ordine e la dimostrazione è questa analisi che presentiamo oggi’. 

‘La virtuosità e tanto maggiore quando aumentano le criticità – dice l’assessore Gazzola -, oggi abbiamo ritenuto di dare un’informazione il più possibile precisa e corretta, anche rispetto ad alcuni dati diffusi da Uil e Confedilizia. Piacenza si conferma al terzo posto per importi più contenuti a livello regionale. Per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, smentisco che l’aumento sia stato del 30 per cento negli ultimi anni. Un aumento c’è stato, ma pari al 9,8%, e il dato del 2015 vede Piacenza al secondo posto, sempre per importi bassi, dopo Bologna. Nel 2015 la somma di Imu e Tasi è pari a 450,85 euro pro capite, al di sotto della media regionale pari a 465,65 euro. È  purtroppo vero che ci troveremo ad avere un minor gettito di un milione e 200 mila euro, grazie alle esenzioni introdotte dal patto di stabilità.’

CONFEDILIZIA: “RIPORTATI DATI UIL” – “Il dato da noi riportato sull’aumento della tassa rifiuti verificatosi a Piacenza nel periodo dal 2012 al 2015, pari al 30,1%, si riferiva in modo specifico, come si legge chiaramente nel nostro comunicato, a quanto rilevato dal Servizio politiche Territoriali della UIL alla cui statistica ci siamo strettamente attenuti. E nessun commento o raffronto abbiamo fatto nel nostro comunicato sui singoli dati fatti registrare nel 2015”.

Così Confedilizia replica all’assessore Gazzola sui dati relativi all’aumento della tassa rifiuti: “La Giunta comunale pratica il vecchio sistema comunista di replicare sempre e comunque in modo da confondere le idee ai cittadini. Ma è un metodo che non ha mai pagato”.

“Il dato 2012 del Comune di Piacenza utilizzato come base per calcolare l’aumento percentuale rispetto al 2015, è errato – ribadisce ancora Gazzola. “Il dato esatto del 2012 avrebbe dovuto infatti comprendere oltre alla quota fissa e variabile dell’aliquota anche l’Iva del 10 % e l’addizionale provinciale del 5 % . Da ciò sarebbe emerso il dato corretto della TIA 2012 pari ad euro 229,65 per la famiglia di 4 persone in 80 mq. e non di euro 193,88 come erroneamente riportato”.

“Tra 2015 e 2012 l’aumento si riduce pertanto al 9,8 %. Pur sempre di aumento si tratta ma più contenuto rispetto al 30 % riportato nello studio UIL”.

“Spiace registrare che Confedilizia – che ha incautamente ripreso ed enfatizzato tale dato -, criticando chi replica, replichi a sua volta in modo stizzito ad una bonaria battuta con la quale si intendeva solo fornire ai cittadini una informazione corretta. Evocando addirittura un vecchio sistema comunista per confondere le idee ai cittadini, per chiarire le quali, evidentemente, il nuovo sistema liberale prevede di diffondere dati sbagliati”.

“L’Assessore Gazzola – è la nuova risposta di Confedilizia – contesta i dati della UIL con i propri dati. Finché si dà ragione da solo, crederà sempre di avere ragione”.

 

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