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Irlanda in Musica, a Bobbio tre giorni di festa

Raggiunto quest'anno il ragguardevole traguardo della diciannovesima edizione consecutiva, il festival di musica e cultura celtica animerà il borgo medioevale della splendida Valtrebbia nel week end del 22, 23 e 24 luglio prossimi

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Raggiunto quest’anno il ragguardevole traguardo della diciannovesima edizione consecutiva, “Irlanda in Musica” è il festival di musica e cultura celtica organizzato dal Comune di Bobbio (Piacenza) con la direzione artistica di Fedro, che animerà il borgo medioevale della splendida Valtrebbia nel week end del 22, 23 e 24 luglio prossimi.
 
Irlanda in Musica, rassegna nata ormai quasi un ventennio fa con l’intento di celebrare e mantenere vivo il forte legame che lega Bobbio, in particolare proprio la piazza che ospita il festival fin dalla sua prima edizione, con l’Isola di Smeraldo, grazie all’altissima qualità della proposta artistica, da alcuni anni a questa parte, è entrata a far parte della rosa delle poche feste celtiche italiane che abbiano un respiro davvero internazionale.

La curiosità nata attorno alla kermesse bobbiese ha portato in Valtrebbia centinaia di turisti, che hanno avuto modo di godere dell’ottima musica live, proposta nelle serate del festival, in un contesto geografico e culturale d’eccellenza.

Sul palco di Piazza San Colombano, ove ha sede l’omonima Basilica che ospita nella sua cripta le spoglie del Santo missionario irlandese, negli ultimi diciotto anni si sono si sono susseguiti gruppi e musicisti di caratura internazionale, che seppur di provenienza geografica differente, chi dall’Irlanda o dalla Scozia, dal Galles o dalle contee del nord dell’Inghilterra, chi dalla Galizia spagnola o dalla Francia, sono accomunati da uno stesso sentire, dalla voglia di fare festa ma allo stesso tempo di celebrare in musica le sonorità tipiche della cultura celtica, che si riscontrano trasversalmente in molti paesi europei, con strumenti e suggestioni che si ritrovano anche sull’Appennino.  
 
La proposta musicale dell’edizione numero diciannove di Irlanda in Musica, sarà all’insegna della tradizione, ma con qualche twist. Le band che si esibiranno sul palco di Bobbio nelle serate di venerdì 22 e sabato 23, sebbene affondino le loro radici nell’Irish Traditional Music, con gli strumenti tipici e le sonorità che la caratterizzano, sono accomunate dalla giovanissima età dei propri musicisti, che portano una ventata di freschezza al repertorio proposto.

Chiude il calendario della rassegna l’unica formazione di outsider, cinque musicisti che non provengono dall’Irlanda, bensì dal Piemonte occitano, zona ricchissima di suggestioni musicali, che ha dato i natali ai famosissimi Luf ed anche ai più giovani Lou Tapage, che tanti proseliti hanno raccolto nelle passate edizioni di Irlanda in Musica.

Il cartellone dell’edizione 2016 sarà inoltre corredato di due appuntamenti letterari, che precederanno i concerti live, in cui, alla presenza degli autori, verranno presentati un saggio ed un romanzo, rispettivamente nelle serate di venerdì 22 e sabato 23.

Irlanda in Musica, come ogni anno, sarà anche una grande festa gastronomica, con stand allestiti nella piazzetta attigua a San Colombano in funzione già dalle ore 19:30, che proporranno cucina etnica e le classiche birre Irish d’importazione.

LA MUSICA – Il gruppo che aprirà la XIX edizione di Irlanda in Musica, che si esibirà per la prima volta in Italia proprio sul palco di Bobbio nella serata di venerdì 22, arriva da Glasgow, ma la famiglia delle tre sorelle ha origini fortemente radicate nel Donegal, magica contea situata nell’estremo nord dell’Isola di Smeraldo, radici che Anna, Sheila e Claire Friel, The Friel Sisters per l’appunto, tengono in grande considerazione nella loro vita e soprattutto nella loro musica.

Abituate a suonare insieme fin da piccolissime, le Friel Sisters sanno fondere perfettamente i loro strumenti musicali, creando una stretta miscela tra violino, flauto e uilleann pipes: Spesso nei loro live i brani proposti,  molti dei quali recuperati dal repertorio della loro famiglia e della tradizione locale della County Donegal, sono cantati all’unisono. Lo stile che le caratterizza è un puro Irish Traditional, ma la freschezza con cui si esibiscono nei loro show da un tocco di modernità alla loro musica.

Le Friel Sisters si sono esibite in vari eventi e festival in tutta Europa, America e Asia, e sono apparse come ospiti sul palco o in tour con artisti del calibro di Altan, The Chieftains, Lúnasa, Máirtín O’Connor Trio, Cherish the Ladies, Solas e Fidil. Nell’estate 2013 le ragazze hanno registrato il loro album di debutto nella loro terra d’origine, il Donegal, con ospiti come Gearoid Mooney, Seamus O’Kane e Griogair Labhruidh, e proprio in questi mesi sono impegnate nella realizzazione di un secondo album, che verrà ultimato al termine del lungo tour in giro per l’Europa.
 
Sabato sera saliranno sul palco di Piazza San Colombano i Cuig, cinque giovanissimi musicisti provenienti da diverse contee d’Irlanda, che in appena un paio d’anni di attività si sono fatti strada tra le centinaia di formazioni di Irish Trad.

Il loro sound ha un taglio molto moderno, se le radici sono infatti, saldamente ancorate alla tradizione, nella loro musica i Cuig incorporano arie bretoni, galiziane e del bluegrass americano, varianti già presenti nella tradizione irlandese, e sanno già accendere le emozioni del pubblico ben aldilà della verde isola con le loro sonorità eccitanti e innovative.

I Cúig si sono conquistati la scena esibendosi in vari programmi televisivi e radiofonici in Irlanda e Regno Unito, anche se forse la loro consacrazione è avvenuta nell’agosto del  2013, quando hanno partecipato al Fleadh Live di TG4 trasmesso a un pubblico mondiale di più di un milione di ascoltatori. Sin dalla loro formazione, i Cúig hanno condiviso il palco con alcuni dei più grandi nomi della musica irlandese, tra cui Flook, Beoga, Martin O’Connor Trio, Goitse e We Banjo 3 e molti dei musicisti di musica Irish che militano in queste formazioni hanno speso parole di ammirazione per il talento di questi ragazzi.

Dopo quell’esperienza, i Cuig hanno spiccato il volo, esibendosi in diversi eventi europei, come  Les CeltiCimes Festival nelle Alpi francesi o il Balver Höhle Irish Folk Festival, in Germania. Ad aprile è uscito il loro nuovo album, New Landsapes, accolto con entusiasmo da pubblico e critica.

Chiude il calendario musicale della XIX edizione di Irlanda in Musica una formazione proveniente dall’Occitania italiana, i Raskas, cinque ragazzi originari dela zona del cuneese che si esibiranno in San Colombano nella serata di domenica 24.

La musica dei Raskas prende le mosse dalla tradizione popolare occitana, franco-provenzale e celtica per essere contaminata da elementi pop, funky, reggae e rock, delineando un prodotto musicale definibile come folk ‘n roll d’Oc, una commistione ben delineata anche nel loro album “La Macha Niera” (2014). I brani incisi rappresentano il percorso intrapreso negli anni dal gruppo, in cui si passa da brani vicini alla tradizione occitana fino a pezzi più complessi e dinamici. I testi raccontano viaggi e personaggi singolari, temi impegnati, come la guerra partigiana e ispirazioni letterarie.
 
I LIBRI – Nelle serate di venerdì 22 e sabato 23 luglio, alla musica celtica di Irlanda in Musica, verranno affiancati due incontri incentrati sull’Isola di Smeraldo, con due presentazioni letterarie. Nella prima serata del festival si parlerà di “Per l’onore di Irlanda.

L’insurrezione irlandese del 1916”, un bel saggio uscito pochissime settimane fa che sarà presentato al pubblico di Bobbio dall’autore stesso, Paolo Gulisano, medico prestato alla narrativa e saggistica, che ha pubblicato almeno una trentina di testi storici e fantasy.

Sabato sera sarà invece la volta di un romanzo, il primo capitolo di una trilogia interamente ambientata in Irlanda, nel XVIII secolo, e scritta a quattro mani da Maura Maffei e Rónán Ú.Ó. Lorcáin. “La Fragilità della Farfalla”, questo il titolo dell’opera, sarà presentato alla presenza dell’autrice, erborista e soprano lirico, che ha dedicato al progetto di questa trilogia cinque anni di intense ricerche e studio. Profonda conoscitrice della storia e della cultura irlandese, Maura Maffi  ha firmato oltre duecento articoli monografici per il mensile “Keltica”.

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