No Carbonext, la protesta sbarca in Regione “Raccolte 6mila firme contro il progetto”

I rappresentanti dei comitati oggi a Bologna hanno incontrato i consiglieri regionali. 

Il Provvedimento di Via, presentato dall’azienda Buzzi Unicem Spa sul progetto di modifica del cementificio in località Mocomero del comune di Vernasca, nel piacentino, per l’utilizzo del ‘carbonext’, un combustibile solido secondario, è stato al centro di un incontro avvenuto questa mattina in Assemblea, a margine dei lavori d’Aula, tra i Comitati di cittadini della Val D’Arda e alcuni consiglieri regionali.

I rappresentanti dei quattro Comitati, ‘Aria pulita in Val d’Arda’ di Castell’Arquato, ‘Basta nocività in Val d’Arda’ di Lugagnano Val d’Arda, ‘Cittadini per l’ambiente rurale’ e Legambiente Piacenza, chiedono “alla politica di assumersi le proprie responsabilità” su questo progetto che prevede, secondo quanto si legge in un loro volantino, “la possibilità per lo stabilimento di bruciare 60.000 tonnellate annue di rifiuti indifferenziati misti a plastiche in sostituzione dei tradizionali combustibili”.

Nel testo si ricorda anche che “non sono state prese in considerazione le tre mozioni votate all’unanimità dai consigli comunali di Castell’Arquato, Morfasso e Lugagnano che dichiarano la totale contrarietà al progetto”, né “le richieste dei cittadini che chiedono garanzie” con 6.000 firme raccolte, depositate in Provincia a Piacenza.

I rappresentanti dei Comitati segnalano che il 15 luglio scorso, a Lugagnano, si è tenuto un incontro sul progetto con i consiglieri regionali del territorio. L’obiettivo quello di fare il punto su una scelta che ora “spetta alla politica”. “La decisione sul Carbonext è ora nelle mani della Giunta regionale”,- si legge ancora nel volantino- per questo “ci vuole un faccia a faccia con chi ci rappresenta, in maggioranza come in minoranza, nell’organo che avrà la responsabilità oltre che politica, anche personale, delle scelte che compirà sul destino della Valle e dei suoi abitanti”.

“Lunedì 25, tuttavia, – aggiungono i rappresentanti dei Comitati- in tutta fretta la Giunta regionale ha approvato il progetto a cui ci stiamo opponendo da mesi”.

Di qui, l’incontro odierno a cui hanno partecipato Gian Luigi Molinari, Manuela Rontini (presidente della commissione Territorio) e Katia Tarasconi, tutti del Pd, Matteo Rancan (Ln), Gianluca Sassi (M5s) e Tommaso Foti (Fdi-An) durante il quale i Comitati hanno presentato una lettera, indirizzata alla presidente dell’Assemblea e ai Consiglieri, dove chiedono, tra l’altro, di “sospendere in via di autotutela l’efficacia della delibera approvata lo scorso 25 luglio”, con cui si darebbe il via libera al progetto, e di “fissare un’apposita audizione in commissione Ambiente dei Comitati e dei cittadini della Val d’Arda”, richiesta sostenuta anche dai consiglieri Rancan, Foti, Molinari, Tarasconi e Sassi, oltre che da Igor Taruffi (Sel) e Galeazzo Bignami (Fi) in una risoluzione bipartisan in cui si chiede alla Giunta di partecipare all’audizione.

“La voce dei cittadini è sempre importante”- sottolinea Molinari (Pd), che ribadisce come “la preoccupazione in Val d’Arda sia alta. Credo- conclude- che tutti insieme, istituzioni e territorio, dobbiamo lavorare per superare i problemi dal punto di vista tecnico, visto che la presenza del cementificio è indubbiamente impattante dal punto di vista ambientale, ma è anche un’azienda che dà lavoro da oltre un secolo”.

Di “soddisfazione per l’incontro con i Comitati” parla Rancan (Ln), che punta il dito sul “grande assente, l’assessore Paola Gazzolo” che è intervenuta “a gamba tesa con una dichiarazione alla stampa dopo l’incontro del 15 luglio vanificando di fatto il lavoro dei consiglieri e dei Comitati. Ci aspettiamo- conclude- che il Pd prenda posizione”.

Sulla “fretta della Giunta” nell’approvazione di questa “anomala procedura di Via” interviene anche Sassi (M5s), che evidenzia come tutto sia avvenuto prima dell’audizione dei Comitati. “Una velocità- aggiunge- di cui vorremmo capire i motivi”.

Anche Foti (Fdi-An) mette in rilievo il fatto che la Giunta abbia “voluto inopinatamente decidere senza ascoltare le ragioni del territorio espresse anche dai Comitati che avevano chiesto di sospendere ogni decisione prima dell’audizione”. “Accadrà dopo, non per colpa nostra, – assicura- ma certamente l’audizione ci sarà perché l’unico lusso che la politica non può permettersi è quello di non ascoltare”.

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