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Paralimpiadi, sono 11 gli atleti dall’Emilia-Romagna

Dalla A di Azzolini alla Z di Zanardi, sono undici gli atleti con disabilità dell’Emilia-Romagna che dal 7 al 18 settembre parteciperanno alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro

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Dalla A di Azzolini alla Z di Zanardi, sono undici gli atleti con disabilità dell’Emilia-Romagna che dal 7 al 18 settembre parteciperanno alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Gli uomini sono 7, le donne 4. Il più giovane ha appena 17 anni, il più grande ne compirà 50 a ottobre. La delegazione più numerosa per provincia di nascita è quella di Bologna (4 atleti), seguita da Ferrara e Reggio Emilia (2). Un atleta anche dalle province di Modena, Parma e Rimini. Nuoto e tiro con l’arco le discipline più rappresentate (2 atleti per ognuna).
L’ Emilia-Romagna è tra le prime 3 regioni in Italia per numero di atleti che andranno alle Paralimpiadi.

Grazie alla collaborazione tra il Distretto 108 Tb del Lions Club e il Cip Emilia-Romagna, gli atleti riceveranno un contributo che servirà a coprire parte delle spese della trasferta a Rio de Janeiro.

GLI ATLETI

In ordine rigorosamente alfabetico, il primo atleta della delegazione emiliano-romagnola è l’arciere Fabio Azzolini, Nato a Castelnovo ne’ Monti (RE) nel 1969 e tesserato per gli Arcieri Montale, Azzolini è su sedia a ruote dal 1993 dopo un incidente in auto. Ha già partecipato alle Paralimpiadi di Pechino del 2008 e di Londra del 2012. A Rio de Janeiro gareggerà nell’Arco Compound W1. Nel suo palmares un bronzo ai Campionati mondiali di Para Archery del 2015 e 22 titoli italiani individuali. Il suo motto: “L’importante è vincere, perché ho partecipato”.

La modenese Cecilia Camellini (1992) dell’Asd Tricolore è una delle stelle mondiali del nuoto paralimpico. Non vedente dalla nascita, ha partecipato alle Paralimpiadi di Pechino del 2008 (due medaglie d’argento nei 50 e nei 100 metri stile libero) e di Londra del 2012 (due ori nei 50 e nei 100 metri stile libero e due bronzi nei 100 dorso e nei 400 stile libero). Dal 2004 ad oggi ha vinto 30 titoli italiani individuali. Detiene 2 record del mondo, 3 europei, 6 italiani in vasca lunga e 5 in vasca corta.

È di Castelnovo ne’ Monti anche Massimo “Mally” Croci (1972) dell’Atletico H, che alle Paralimpiadi di Rio gareggerà nel tiro a segno. Le sue specialità sono la carabina R3 e la R6 a 10 metri e a 50 metri, posizione a terra: nella R3 il centro del bersaglio è largo 4,5 millimetri, proprio come il pallino, nella R6 è di 5,6 millimetri, come la cartuccia. Dal 2011 è stato otto volte campione italiano. È disabile a causa di un incidente in motocicletta: un’aranciata ghiacciata gli ha provocato una congestione che gli ha fatto perdere il controllo.

Alla sua prima Paralimpiade pure Giulia Ghiretti, nuotatrice di Parma del 1994. Tesserata per la Ego Nuoto e per le Fiamme Oro, la sua specialità sono i 100 metri rana, in cui ha vinto un argento ai Campionati mondiali di Glasgow nel 2015. Agli ultimi Campionati nazionali ha invece conquistato due ori nei 200 metri stile libero e nei 50 farfalla. Da giovanissima ha praticato la ginnastica artistica: nel 2010 è stata proprio una brutta caduta in allenamento dal trampolino elastico che le ha causato una lesione alla colonna vertebrale.

Il più giovane della delegazione emiliano-romagnola è lo schermidore Emanuele Lambertini: nato nel 1999 a Cento (FE), vive a San Giovanni in Persiceto (BO) e si allena nell’Asd Zinella Scherma di San Lazzaro di Savena. Pratica scherma da quando aveva 10 anni. È stato 4 volte campione italiano Under 23 e ha vinto l’argento ai Campionati mondiali U17. È fresco vincitore di un oro e di un bronzo ai Campionati italiani e di un argento agli Europei nel fioretto a squadre. Allenato da Magda Melandri, a Rio de Janeiro gareggerà nelle prove di fioretto, individuale e a squadre. Il suo motto: “Che la forza sia con te”

Luca Lunghi è nato a Ferrara nel 1975 ed è un vogatore del Cus Ferrara. Dopo essere stato un campione Juniores e Under 23, per questioni di studio prima e di lavoro dopo si è preso una pausa dal canottaggio di 17 anni. Ma da quando è tornato a vogare, ha vinto tre ori ai Campionati italiani e un argento in Coppa nel mondo nella sua specialità, il Quattro con del Para Rowling. Lunghi di nome e di fatto: è alto 197 centimetri per 95 chili di muscoli. Ingegnere in una multinazionale, ha una disabilità congenita a un braccio.

Dal canottaggio alla canoa con il bolognese Federico Mancarella. Classe 1992, una laurea in Economia, è nato con la spina bifida. Tesserato per il Canoa Club Bologna, la sua specialità è lo sprint e nel 2016 ha conquistato due titoli nazionali nei 200 e nei 500 metri e un argento agli Europei di Mosca. Ha praticato anche la canoa-slalom e la canoa-polo. “La canoa mi aiuta a scaricare le tensioni e mi apre la mente, mettendomi a confronto con persone diverse”.

Ancora un bolognese con Fabian Mazzei (1973), numero 1 italiano del tennis in carrozzina dal 1999 a oggi. Paraplegico dal 1994 per una caduta durante una gara amatoriale di sci, è uno dei due veterani della Paralimpiadi: con la prossima di Rio de Janeiro, infatti, sono 5, la prima a Sidney nel 2000. Nella sua carriera, Mazzei ha disputato 16 Mondiali ed è stato vincitore di oltre 70 tornei internazionali tra singolo e doppio e di 56 titoli italiani. La sua passione sono i viaggi e la musica: agli Internazionali di Roma di due anni fa ho cantato l’Inno di Mameli prima della finale tra Serena Williams e Sara Errani.

Nata a Cattolica nel 1986, ma a Bologna da una decina di anni, dove ha studiato, vive e lavora, l’arciere Eleonora Sarti è attualmente prima nel ranking mondiale di para archery. Alle Paralimpiadi di Rio gareggerà nella specialità Compound. Ha iniziato a praticare il tiro con l’arco nel 2013, anno in cui ha debuttato in una competizione internazionale  Nel 2015 ha vinto il Campionato mondiale ed è stata anche convocata dalla Nazionale “normo”. Fino al 2013 è stata azzurra di basket in carrozzina. Ha malformazioni congenite a mano destra, gamba sinistra e piedi: “Il tiro con l’arco è l’unico sport che disabili e normodotati possono fare insieme”.

L’amazzone bolognese Silvia Veratti (1973) è l’altra veterana delle Paralimpiadi insieme a Fabian Mazzei, avendo debuttato anche lei a Sidney nel 2000. Tesserata per il Centro Ippico Lombardo, fa equitazione da quando aveva 15 anni. Dal 1997, dopo un incidente a cavallo che l’ha resa paraplegica, passa al paradressage, utilizzando una sella di sua invenzione. Il suo cavallo si chiama Zadok.

Ultimo in ordine alfabetico è Alex Zanardi. Nato a Bologna nel 1966, è un paraciclista e tante altre cose. Pratica handbike dal 2007. Alle Paralimpiadi di Londra del 2012 ha vinto 2 ori individuali e 1 argento nella staffetta. Dal 2013 a oggi ha vinto 8 ori ai Campionati del mondo. Nel 2014 ha partecipato all’Ironman alle Hawaii, percorrendo 3,8 km a nuoto, 180 km con la handbike e 42 km (la distanza della maratona) con la carrozzina olimpica.

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