Ttip verso il fallimento, il comitato per il no: “E’ una vittoria”

"Hanno preso parte alla nostra battaglia - affermano - molte persone, spinte dalla volontà di riprendere in mano il loro futuro. Consapevoli, ed è questo l’aspetto più importante, dei danni che il TTIP potrebbe comportare in materia di sicurezza alimentare"

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Il premier francese Valls ha annunciato l’impossibilità di chiudere l’accordo di libero scambio tra UE e USA entro l’anno, seguito dagli altri ministri degli stati europei che hanno comunicato l’imminente fallimento delle trattative.

Non è tardato ad arrivare il commento del comitato “I Piasintein I Disan No”: “È una vittoria per la nostra salute, per la nostra tradizione, per la nostra filiera agroalimentare, per la nostra democrazia”.

“Il patto commerciale con gli Stati Uniti voluto dai burocrati di Bruxelles sta vedendo il suo tramonto – prosegue la nota-. Dicono che la causa di tale “sconfitta” siano i “populismi”, ma noi preferiamo chiamarli “cittadini informati” e quindi parecchio arrabbiati, per utilizzare un eufemismo. In questi mesi siamo stati tra la gente a spiegare la natura dell’accordo, le gravissime conseguenze per il nostro Paese, promuovendo attività di informazione, come convegni e raccolte firme”.

“I risultati sono stati stimolanti e soddisfacenti, visto che hanno preso parte alla nostra battaglia molte persone, spinte dalla volontà di riprendere in mano il loro futuro. Consapevoli, ed è questo l’aspetto più importante, dei danni che il TTIP potrebbe comportare in materia di sicurezza alimentare”.

“Rischieremmo, infatti, di trovare nel piatto prodotti con standard igienici molto inferiori ai nostri. Ormoni, anabolizzanti ed antibiotici nelle carni, che provocherebbero la farmaco-resistenza, ossia la limitazione dell’efficacia dei medicinali in caso di reale bisogno. Pollo lavato con cloro e candeggina, glifosate, pesticidi di ogni tipo oggi vietati in Italia, cancerogeni per il nostro organismo”.

Il comitato conclude: “Speriamo non siano i soliti annunci lanciati nel vuoto, ma l’inizio della fine di questa Unione Europea folle e sovrademocratica che, avendo il solo interesse di aiutare le multinazionali amiche, vuole imporci scelte dannose per la qualità della nostra vita”.

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