Ex Consorzio, Piacenza che Verrà: “Ennesimo progetto di riqualificazione”

"E' corretto che non sia chi amministra - e cioé la politica in senso buono- a proporre un disegno complessivo di sviluppo della cittá ma che si accettino via via le proposte che giungono dai privati?"

Riceviamo  epubblichiamo la nota stampa dell’associazioe Piacenza che Verrà sul progetto di recupero dell’area cittadina dell’ex Consorzio, tra via dei Pisoni e via Pennazzi.

“ENNESIMO PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE PER PIACENZA – Nell’ottobre dell’anno scorso Consorzio Agrario Terrepadane (soggetto nato a giugno 2014 dall’unione dei Consorzi di Piacenza, Milano, Lodi e Monza Brianza) ha presentato un progetto di recupero della maxi area di via Colombo retrostante il palazzo dell’Agricoltura, che va dalla via dei Pisoni a via Pennazzi.

Si tratta di un’area di 130mila metri quadrati, di cui113mila di proprietà del Consorzio, ma che comprende anche l’immobile comunale dell’ex mercato ortofrutticolo e l’area demaniale del Piano Caricatore (attualmente adibita a terminal provvisorio delle autocorriere del trasporto pubblico).

Un’area oggi cosparsa di vecchi edifici e capannoni industriali che appare degradata e fatiscente.  Nelle previsioni della proposta un mix funzionale di usi pubblici e privati (terziario, alberghiero, residenziale, commerciale), e un centro commerciale di livello inferiore). 

Dopo un percorso che ha visto, nei mesi di ottobre e novembre 2015, il coinvolgimento di Regione Emilia-Romagna e Provincia di Piacenza, la Giunta del sindaco Dosi a fine marzo 2016 ha avviato il percorso per definire le linee guida e i criteri generali che dovranno orientare i contenuti dell’accordo pubblico-privato preliminare all’approvazione dell’Accordo di programma definitivo (Accordo di Programma finalizzato alla realizzazione di interventi di trasformazione e riqualificazione del comparto Consorzio Agrario di Piacenza). 

Il Consiglio Comunale ne ha discusso per la prima volta a fine luglio, approvandolo con la sua maggioranza di centro-sinistra. Le opere di “compensazione e di convenienza pubblica” sarebbero – per quanto é dato sapere – la sede unica della Polizia Municipale, un asilo nido, un giardino, un collegamento viario parallelo a via Colombo ed alcuni studi finanziati da Terrepadane (tra cui uno studio di marketing territoriale, uno studio sul riassetto urbano, uno studio sul rilancio del commercio). 

É apprezzabile che si pensi alla riqualificazione di questa parte della cittá, ed é altrettanto positivo che l’Amministrazione Comunale abbia accettato al volo questa proposta che potrebbe rappresentare una opportunitá di sviluppo della cittá. Ma qualche domanda va posta.

La prima:é corretto che non sia chi amministra – e cioé la politica in senso buono- a proporre un disegno complessivo di sviluppo della cittá ma che si accettino via via le proposte che giungono dai privati? La seconda: quali saranno i tempi per la riqualificazione del comparto via Colombo, visto che ormai da anni sono pressochè “al palo” le partite delle aree militari e demaniali che dovevano ridefinire (!??!) il volto e la vita della cittá? 

Infine la terza: la proposta di rigenerazione urbana penalizzerá altri comparti ancora in stand-by (vedi ad esempio Borgofaxall)? e l’equilibrio generale della cittá ne trarrá giovamento? Torna alla mente il quartiere area ex Unicem che doveva rappresentare un volano di sviluppo, ed e’ risultato essere invece un semplice investimento immobiliare…

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