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Fare Cinema di Bellocchio a Venezia con “Pagliacci” foto

Il cortometraggio inedito “Pagliacci”, realizzato da Marco Bellocchio a Bobbio nell’ambito del progetto formativo Fare Cinema apre domani, giovedì 1 settembre, la 31°Settimana internazionale della critica all’interno della 73° Mostra del Cinema di Venezia.

Il cortometraggio inedito “Pagliacci”, realizzato da Marco Bellocchio a Bobbio nell’ambito del progetto formativo Fare Cinema apre domani, giovedì 1 settembre, la 31°Settimana internazionale della critica all’interno della 73° Mostra del Cinema di Venezia.
 
Dopo Sorelle Mai (il film nato dalle edizioni dei laboratori estivi tenuti da Bellocchio a Bobbio, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia del 2010) Fare Cinema torna a Venezia, con un prezioso cortometraggio di 18 minuti che conferma l’eccellenza di un percorso formativo (Fare Cinema) in cui i corsisti (selezionati fra i tanti aspiranti) hanno l’opportunità di percorrere tutte le fasi creative di una produzione cinematografica (l’ideazione, la sceneggiatura, la regia, la scenografia, la fotografia, la recitazione, le riprese, il suono e il montaggio), lavorando al fianco di uno dei grandi Maestri del cinema non solo italiano.
 
Fare Cinema, progetto ventennale, fiore all’occhiello dell’Alta Formazione Cinematografica è un’eccellenza nazionale sul territorio piacentino ed è realizzato grazie al sostegno di Ministero, Regione Emilia Romagna, Provincia di Piacenza, Comune di Bobbio, Fondazione di Piacenza e Vigevano e Camera di Commercio di Piacenza.
 
A presentare domani a Venezia il cortometraggio per Associazione Marco Bellocchio sarà Paola Pedrazzini, che ha fortemente creduto, insieme a Marco Bellocchio, alla costituenda scuola permanente di formazione cinematografica.
La selezione a Venezia del cortometraggio realizzato nell’ambito di Fare Cinema è infatti anche un segnale benaugurante per il centro permanente di alta formazione cinematografica “Fare Cinema” la cui Fondazione è in corso proprio in questi mesi e che era stata annunciata prima dell’estate a Bobbio dal ministro dei beni culturali Dario Franceschini, insieme al sottosegretario Paola De Micheli (che dall’inizio ha creduto e voluto il progetto), all’assessore regionale Paola Gazzolo, al Maestro Marco Bellocchio e a Paola Pedrazzini.
Proprio in quell’occasione Marco Bellocchio parlò di una Scuola capace di coniugare l’eccellenza e l’identità culturale del territorio e parlò proprio di “cinema e opera lirica”.
Ed la lirica è coprotagonista in Pagliacci il cui riferimento è ovviamente all’opera di Leoncavallo (di cui Bellocchio ha curato la regia per il Teatro Petruzzelli di Bari).

Diretto da Marco Bellocchio, con la fotografia di Daniele Ciprì, Pagliacci è stato girato all’interno del progetto Fare Cinema a Bobbio (all’auditorium Santa Chiara, in un bar in piazza Santa Fara e in un’antica villa proprietà del marchese Obizzo Malaspina).
“A patrocinare l’esordio di Sic@Sic, un cortometraggio inedito di Marco Bellocchio, Pagliacci, realizzato dal Maestro con gli allievi del laboratorio Fare cinema di Bobbio. Pagliacci, film sorprendente ed entusiasmante interpretato dalla compianta Lucia Ragni, è un tassello che permette di osservare il cinema di Bellocchio da un’angolazione inedita e ripensare le sue innumerevoli spinte pulsionali e insurrezionali. Fra Marco Bellocchio e i giovani autori presentati da Sic@Sic si crea così un ponte ideale che permette di pensare il cinema italiano come un dialogo fra l’urgenza di una tradizione viva e gli imperativi di un futuro tutto da giocare e inventare.
(Giona A. Nazzaro  Delegato Generale – 31. Settimana Internazionale della Critica)

Tra gli interpreti: Lucia Ragni (compianta, a cui il corto è dedicato), Federica Fracassi e Corrado Invernizzi (già presenti in altri film di Bellocchio), Luca Micheletti, Rebecca Liberati, e Mino Manni.

Questa la sinossi del prezioso cortometraggio di 18 minuti: nel teatro di un piccolo paese si stanno svolgendo le prove di uno spettacolo tratto dall’opera I Pagliacci. Non c’è orchestra ma solo un pianoforte e i cantanti. Tra i pochi nel pubblico c’è la madre del cantante, una ricca signora del luogo e finanziatrice del progetto, la sorella e poche altre persone coinvolte nello spettacolo. Nel corso di una serata a cena in casa della ricca signora durante una seduta di ipnosi emergono i rancori ed i dolori dei due figli nei confronti della loro madre e l’impossibilità da parte loro di liberarsene. 

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