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“Lavorare con persone amanti del cinema è come danzare” VIDEO

Un'attrice che non ha rimpiati per le scelte professionali fatte, e che sceglie i progetti su cui lavorare affidandosi all'istinto, alla consapevolezza di essere o meno la persona adatta ad impersonare il ruolo che le viene proposto.

Piacenza – Un’attrice che non ha rimpiati per le scelte professionali fatte, e che sceglie i progetti su cui lavorare affidandosi all’istinto, alla consapevolezza di essere o meno la persona adatta ad impersonare il ruolo che le viene proposto. Si è presentata così Juliette Binoche, attrice francese chiamata a chiudere la rassegna Bobbio Film Festival curata da Marco Bellocchio, con la sua ultima pellicola, “L’attesa”, opera prima di Piero Messina, giovane regista già assistente di Paolo Sorrentino. 

Con grazia e ironia, Binoche ha risposto alle domande degli studenti dei corsi di regia e di critica cinematografica organizzati da Bellocchio. L’attrice francese, in grado di passare con disinvoltura da blockbuster come Chocolat, a kolossal come Il paziente Inglese, che le ha fatto vincere l’Oscar, all’opera prima di un regista italiano, ha spiegato che la scelta dei film da interpretare è frutto di diversi fattori: a convincerla non è mai solo la sceneggiatura o il regista che girerà la pellicola. “In una storia ci sono molte cose da raccontare – ha detto – e l’attore sa se è la persona giusta o meno per raccontarla. Quando mi hanno proposto di interpretare “La stanza del figlio” di Nanni Moretti e ho rifiutato non ho avuto rimpiati, perché chi ha impersonato il ruolo (Laura Morante, ndr) l’ha fatto molto bene”. 

Rispetto al film “L’attesa”, è il regista stesso a raccontare come è nata la collaborazione con Juliette Binoche. 

“Una volta terminata la scrittura della sceneggiatura – spiega Piero Messina – mi sono detto che mi sarebbe piaciuto poter lavorare con un’attrice come lei, e così insieme al produttore abbiamo fatto un tentativo e abbiamo mandato lo script al suo agente. La proposta lo ha convinto a sottoporla a Juliette, così ci siamo incontrati per parlarne a pranzo, nonostante le difficoltà della lingua: io non parlo bene inglese e non so il francese. Mi ha stupito vederla così preparata: per incontrarmi aveva addirittura letto delle interviste su di me”. 

“Piero prima ancora di essere un regista, è una persona. E’ stato un piacere immenso lavorare con lui – dice Juliette Binoche -, è intelligente, ha passione e ha una visione del lavoro che deve fare. Ama gli attori e ama la sua professione. Quando si lavora con persone appassionate è davvero un piacere farlo, perché è come una danza. E poi, per girare questo film non mi ha portato in Italia, ma in Sicilia!”. 

IL VIDEO DELL’INTERVISTA

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