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Maloberti “Gazzolo incapace sul problema irrigazioni. Riquantificare il Dmv”

 E' la posizione espressa da Giampaolo Maloberti Giampaolo Maloberti socio Consorzio Rivo Villano. 

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“Grazie ad un giugno ricco di precipitazioni, si è evitato il consueto teatrino legato alla mancanza d’acqua a fini irrigui per le coltivazioni della pianura piacentina. Ma, come sempre succede in Italia, quando non si vogliono risolvere i problemi si organizzano tavoli, commissioni, cabine di regia; e così è avvenuto per il delicato ed annoso problema dell’ acqua e del suo utilizzo. Non contenti, si è dato vita al Contratto di Fiume che dovrebbe operare per la riqualificazione del Trebbia, in collaborazione con il comune di Genova, specificatamente per il problema del rilascio del Brugneto”. E’ la posizione espressa da Giampaolo Maloberti Giampaolo Maloberti, socio Consorzio Rivo Villano. 

“Le derivazioni a scopo irriguo dai corsi d’ acqua sono subordinate al rispetto del cosiddetto deflusso minimo vitale (d’ora in poi DMV), calcolato secondo metodi ben precisi. Il DMV, in realtà, altro non è che un’altra delle assurde regole impostataci dall’Europa dei burocrati e dei banchieri, accettata supinamente da Roma, mettendo in crisi l’agricoltura italiana, quella padana in particolare”. 

“Senza andare troppo lontano, anche preso gli uffici bolognesi dell’assessore Gazzolo, quando si tratta di complicare la vita agli agricoltori, non scherzano. Infatti, oltre a non calcolare più un valore unico di DMV lungo tutta l’asta dei fiumi, ma valutandolo con valori differenziati a seconda della ricchezza ambientale (termine che non vuol dire niente, ma che in mano a burocrati privi di buonsenso può ottenere varie interpretazioni), s’inseriranno nel metodo di calcolo del DMV anche le portare delle alluvioni. Sappiamo tutti che, fortunatamente, quest’ultime, oltre a non alimentare le falde, durano solo poche ore”. 

“Il mondo ambientalista non ha perso occasione per esprimere la propria soddisfazione, accompagnati dall’assessore Gazzolo, per quanto riguarda la possibile sanzione in arrivo da parte del Corpo Forestale ai consorzi irrigui della Valnure per il presunto mancato rispetto del DMV del Nure, il quale è fissato in 0,378 metri cubi al secondo”. 

“Quando ci si renderà conto, una volta per tutte, dell’ importanza che il settore agricolo e agroalimentare rivestono nell’economia della provincia, anche in termini occupazionali di manodopera fissa e stagionale, sarà troppo tardi. Le eccellenze delle nostre terre rappresentano cultura, tradizione e indotto. E queste derivano da colture irrigue che necessitano di acqua per lo più provenienti da derivazioni superficiali, non essendo sempre possibile e vantaggioso il ricorso alle falde sotterranee”. 

“Smettiamola con soluzioni strampalate e senza senso, tipo quella di utilizzare le acque reflue dai depuratori comunali per risolvere il problema dell’irrigazione dei nostri campi. La soluzione sta nell’ordine del giorno votato durante uno degli ultimi consigli provinciali: il rilascio dalla diga del Brugneto adeguato alle esigenze irrigue, ambientali e turistiche della vallata; la costruzione di più invasi o di una diga in Valnure; nuovi metodi di quantificazione del DMV, tenendo conto della specificità idrologica, morfologica ed agroambientale, al posto dei valori standard stabiliti dai burocrati di Bruxelles e di Bologna nei loro uffici insonorizzati alle esigenze dei territori e delle persone che li vivono”.

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