Una piacentina tra i primi “dottori all’inglese”: “Ho il lusso di poter scegliere” foto

Francesca Rossetti, 25enne di Piacenza, è tra i primi doctor laureati al San Raffaele di Milano. "Ho investito sulla visione a lungo termine"

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“Ho investito sulla visione a lungo termine, per concedermi il lusso di poter scegliere”.

Il lusso di cui parla Francesca Rossetti, 25enne di Piacenza, è costato anni di impegno e lavoro, che le hanno permesso di essere tra i primi “medici all’inglese” d’Italia, sfornati dall’università Vita –Salute San Raffaele di Milano.

Una scelta non comune, in controtendenza con quell’opinione diffusa che vuole le nuove generazioni del Belpaese disinteressate ad una formazione cosmopolita, a differenza dei coetanei europei.

La giovane piacentina, con casa a Travo, ha preferito una “strada in salita”; affrontare la Facoltà di medicina con lezioni esclusivamente “british”. Sei anni di studi in chirurgia toracica – misurandosi con pazienti stranieri – brillantemente portati a termine il 13 luglio scorso, giorno in cui ha conseguito il titolo di “doctor”, riconosciuto in tutto il mondo.
 
 “Avevo già studiato materie scientifiche in inglese al liceo Respighi e quindi proseguire in quella direzione, per quanto difficile, mi è sembrato naturale – spiega Francesca, che ora sta trascorrendo le meritate vacanze estive nella “sua” Valtrebbia  -; avevo fatto diversi test d’ingresso, andati a buon fine, ma ho preferito l’opzione internazionale per tenermi aperte tutte le porte”.

Nella prima classe “anglofila” attivata dall’università milanese (una quarantina i posti disponibili) c’era anche la studentessa piacentina, così come tra i primi ad indossare la corona d’alloro finale, con il massimo dei voti, tanto da guadagnarsi un’intervista pubblicata nei giorni scorsi sul Corriere.it (LEGGI QUI)

“Sono molto contenta della mia scelta perché offre molte possibilità in partenza – racconta Francesca al telefono-; a 18 anni spesso non sai cosa vorrai fare, è una consapevolezza che si acquisisce nel tempo, e io ho voluto concedermi il lusso di poter scegliere dove svolgere la professione, senza avere rimpianti”. 

Ora in programma ci sono l’esame di stato e l’iscrizione alla specialistica, per il futuro la volontà d’indossare il camice in Italia: “Abbiamo strutture eccellenti per chirurgia toracica, penso all’Humanitas di Milano, ai centri di  Torino e Padova o allo stesso San Raffele, dove si fanno ricerche d’avanguardia – aggiunge -; spero di poter restare nel mio Paese”.

In attesa di riaprire i libri, Francesca si dedica ad un’altra grande passione: “Faccio la volontaria al centro recupero animali selvatici di Niviano, lì però mi limito a dare una mano, non faccio il medico, i miei pazienti sono altri”.

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