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Unioni civili, Foti e Polledri “Cirinnà non intervenga sull’operato del consiglio”

Massimo Polledri (Lega Nord) e Tommaso Foti (Fdi-An) contestano duramente la presa di posizione dei senatori Dem Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice in merito alla non disponibilità di palazzo Farnese come sede di registrazione delle unioni civili

“Reazione isterica e scomposta quella di Cirinnà e Lo Giudice. In merito alle unioni civili e ai matrimoni ha legiferato il consiglio comunale di Piacenza, rappresenza dei cittadini democraticamente eletta”.

Unioni civili, Piroli: “No a discriminazione tra matrimoni e unioni civili” 

Massimo Polledri (Lega Nord) e Tommaso Foti (Fdi-An) contestano duramente la presa di posizione dei senatori Dem Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice in merito alla non disponibilità di palazzo Farnese come sede di registrazione delle unioni civili.

“Ricordiamo – dice Polledri – che non sono matrimoni, non a caso vengono disciplinate da articoli diversi delle Costituzione. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso fanno riferimento agli articoli 2 e 3, il matrimonio all’articolo 29. Tutte le polemiche che stanno nascendo sono dovute alle poche idee ma confuse di questa maggioranza sfilacciata che governa palazzo Mercanti, all’interno di una legge che è in palese confusione”.

“Contesto anche la decisione del presidente del consiglio Christian Fiazza di respingere la mia mozione che chiede di poter prevedere, da parte dei funzionari preposti, di potersi rifiutare di registrare queste unioni. Anche l’obiezione di coscienza è un diritto”. 

“Stupisce che il relatore di una legge manifesto entri a gamba tesa nell’operato di un consiglio comunale, eletto democraticamente e non con liste bloccate come accade per il Parlamento – aggiunge Foti -. Il regolamento che norma il matrimonio, votato dal consiglio comunale lo scorso aprile, prevede che le prime debbano tenersi all’interno della casa comunale. Il che significa sia la sede di viale Beverora come palazzo Farnese, indistintamente”.

“Se, come afferma Cirinna’, deve applicarsi il primo periodo, comma 20 dell’articolo 1 della legge che disciplina le unioni civili, allora il suo intervento della predetta è del tutto inutile, atteso che è la norma a prevedere che si applichino anche alle unioni civili i regolamenti che disciplinano i matrimoni. Se invece, e questa è la mia opinione, deve applicarsi il secondo periodo del comma 20 dell’articolo 1 della legge che disciplina le unioni civili, allora la Cirinna’ non ha nulla di che lamentarsi, atteso che gli articoli da 106 a 116 del codice civile non sono espressamente indicati nella richiamata legge e perciò non si estendono alle unioni civili. Ne segue che i sottoscrittori dell’unione civile – al pari dei cittadini che, ad esempio, devono sottoscrivere un atto notorio – hanno la sola possibilità di recarsi alla casa comunale di via Beverora. Siamo davanti una polemica che è mera esibizione folcloristica, perché Cirinnà e Del Giudice non si occupano del debito pubblico?”
 

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