Unioni civili, Piroli: “No a discriminazioni” Sichel: “Ho invitato Cirinnà”

Sulla vicenda delle unioni civili e della mancata concessione per la celebrazione della sala Pierluigi Farnese di Palazzo Farnese, interviene l'assessore alle Pari Opportunità di Piacenza Giulia Piroli

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Sulla vicenda delle unioni civili e della mancata concessione per la celebrazione della sala Pierluigi Farnese di Palazzo Farnese, interviene l’assessore alle Pari Opportunità di Piacenza Giulia Piroli, che parla di problema “meramente organizzativo”. L’assessore afferma che “non ci possono essere differenze rispetto ai criteri e ai luoghi che il Comune utilizza per i matrimoni civili”.  

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Ecco il suo intervento – “Questa Amministrazione comunale ha sempre operato per sviluppare nella comunità piacentina le pari opportunità e per affermare i diritti civili di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione”.

A ribadirlo è oggi l’assessora con delega alle Pari Opportunità, Giulia Piroli: “La questione della sede da utilizzare per celebrare le unioni civili – commenta – è meramente organizzativa. Come precisato dalla mia collega di Giunta, Giorgia Buscarini, la si è affrontata in maniera provvisoria proprio per rispondere immediatamente alle richieste di poter esercitare un diritto, ma sarà meglio definita nel tempo.

Dico con convinzione che anche questo ingranaggio sarà perfettamente oliato a breve termine, perché è palese che non ci possano essere differenze rispetto ai criteri e ai luoghi che il Comune utilizza per i matrimoni civili. Non possono esistere discriminazioni tra matrimoni di serie A e unioni civili di serie B”.

“La nostra Amministrazione – prosegue Giulia Piroli – ha sempre lavorato su tutti i fronti per promuovere le pari opportunità, contrastando pregiudizi e discriminazioni. Mi preme ricordare le iniziative contro l’omofobia e la promozione delle politiche di genere a partire dalle scuole, oltre all’attiva collaborazione con tutte le associazioni e i soggetti che su questi temi si impegnano sul nostro territorio. Parliamo di questioni importanti, che hanno risvolti concreti nella vita di tante persone e che, a maggior ragione per questo, non dovrebbero essere oggetto di strumentali polemiche politiche che non portano alcun beneficio ai cittadini, ma servono solo ad alimentare uno scontro interno ai partiti”.

“Invece di festeggiare questa svolta fondamentale – conclude l’assessora Piroli – si è voluta scatenare una tempesta in un bicchiere d’acqua, con starnuti conseguenti a raffreddori prevedibili. Peraltro, sono sicura che avrà modo di rivedere la sua posizione anche il senatore Lo Giudice, che nel 2014 aveva presentato un’interpellanza parlamentare proprio per condannare l’affossamento del questionario Agedo contro l’omofobia nelle scuole: un fatto purtroppo accaduto a Piacenza, per il quale si era indignato come la sottoscritta, a differenza di esponenti locali di marcata sensibilità che, all’epoca, erano rimasti in silenzio”.

“Anche questa volta, come sempre, l’Amministrazione comunale risponde con fatti concreti, determinata nel proseguire con la propria politica di inclusione e di apertura sulle pari opportunità e sui diritti civili”.

Unioni Civili, Sichel (Pd): “Ho invitato Cirinnà e Lo Giudice a Piacenza per celebrare una delle prime unioni civili”

“Ho invitato i senatori del Pd Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice a Piacenza perchè vengano a celebrare una delle prime unioni civili, se ci sarà una coppia disponibile, nella splendida cornice della sala comunale Pierluigi Farnese”. 

Lo afferma il consigliere comunale del Partito Democratico Federico Sichel, che aggiunge: “La presenza a Piacenza di due dei principali promotori in Parlamento della legge sulle unioni civili sarebbe il modo migliore per chiudere il capitolo delle polemiche e festeggiare anche nella nostra città una conquista fondamentale nel campo dei diritti”.

“La nuova legge costituisce un passo importante per il nostro Paese e va applicata in toto. Conosco la sensibilità dell’assessore Giorgia Buscarini su queste tematiche e sono convinto che il problema sorto in relazione alla sede di celebrazione del rito civile sia il frutto di una sottovalutazione, nell’ambito del lavoro di riorganizzazione degli uffici per l’applicazione delle nuove norme. Come già annunciato dallo stesso assessore, si porrà rimedio a questo aspetto in tempi molto rapidi”.

“Sono certo che un’amministrazione di centrosinistra – conclude – come quella di Piacenza, non solo garantirà la piena applicazione di una legge approvata in Parlamento, con il fondamentale sostegno del Partito Democratico, ma farà in modo che il rito dell’unione civile possa celebrarsi in un luogo adeguato e dignitoso, per consentire alle coppie e ai loro familiari di festeggiare quel momento indimenticabile nel migliore dei modi”. 

PUTZU (FI): “VIA BEVERORA LOCATION DI SERIE B” – Sul tema si registra anche l’attacco del consigliere comunale di Forza Italia Filiberto Putzu: “La chiara discriminazione, con violazione della legge dello Stato, – afferma – che il Comune di Piacenza intende mettere in atto con la celebrazione “obbligatoria” delle unioni civili nella “location di serie B” presso l’Anagrafe di via Beverora, va denunciata e contrastata con il massimo della decisione”.

“Le patetiche motivazioni (logistico-amministrative) di assessore e sindaco non risultano convincenti e comunque nella sostanza sono lesive dei diritti che devono, per legge, essere uguali per tutti i cittadini, compreso, nello specifico, la possibilità di celebrare nel migliore dei modi un momento cosí significativo della propria vita”.

“Anche in questo caso, purtroppo, – conclude – il centro sinistra ribadisce di “predicare bene e razzolare male”. A quando un cambiamento per Piacenza?”.

ARCIGAY: “RICEVUTO ASSICURAZIONI DAL COMUNE” – Attraverso il segretario locale, Davide Bombini, l’associazione Arcigay Piacenza L’ATOmo ha contattato sulla questione l’assessore Giorgia Buscarini: “L’assessore – spiegano – ha chiarito di essere stata fraintesa dalla giornalista della Libertà – giornale locale – sulla questione della concessione della sala di Palazzo Farnese. In questa fase “d’assestamento” il governo della città sta applicando delle pratiche transitorie per arrivare entro inizio settembre 2016 – assicura Buscarini – al pieno utilizzo della sala in Palazzo Farnese, oltre che alla Villa Comunale in uso – sempre da settembre prossimo – per la celebrazione dei matrimoni civili”.

“Dunque – prosegue Arcigay – parebbe essersi trattato di un malinteso. Per quanto ci veda turbati il fatto che il Comune abbia difficoltà nell’applicare già da subito l’articolo che prevede l’uso delle sale adibite alla celebrazione dei matrimoni civili, l’assessore Buscarini prima e l’assessore Piroli poi, hanno assicurato che è piena intenzione della giunta di applicare pedissequamente la legge sulle unioni civili”.

“L’attenzione dedicata alla nostra città da parte dei senatori PD sopraccitati ci fa ben sperare, ovvero il sapere che si vigili sul fatto che venga applicata la norma alla lettera stabilizza un clima di affermazione dei diritti civili”.

“Cogliamo l’occasione – proseguono – per invitare i cittadini che dovessero trovare delle difficoltà nell’avviare l’iter per sancire l’unione civile a contattarci per sfruttare il canale di collaborazione stabilito in questi anni tra Arcigay piacenza L’ATOmo e le istituzioni cittadine. Canale che vorremmo aprire anche con i senatori Cirinnà e Lo Giudice, così solerti nell’impegnarsi per la nostra realtà locale, a sostegno delle attività che la nostra associazione porta a vanti sul terriotorio, a partire dal rapporto diretto tra Arcigay e cittadini LGBTI”.

“Se di diritti civili si è parlato apertamente, in realtà questa faccenda tocca gli affetti delle persone. Quando si trattano temi che coinvolgono la sfera personale, sarebbe bene usare accortezza e tatto. Ci sentiamo – concludono – di richiamare alla dimensione umana tutti gli attori coinvolti in questo episodio, poiché le dinamiche di partito e le questioni burocratiche devono rimanere separate dalla vita quotidiana ed emotiva delle persone. Il rischio di strumentalizzazione è forte, anche se involontario, e i nostri politici devono sempre agire senza rischiare di ledere l’integrità dei cittadini”.

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