“Ghittoni, maestro nel disegno e artista da riscoprire” foto

Banca di Piacenza rende omaggio all'artista Francesco Ghittoni con due mostre, la prima si terrà nel periodo natalizio, mentre la seconda è in programma per la primavera. 

Banca di Piacenza rende omaggio all’artista Francesco Ghittoni con due mostre, la prima si terrà nel periodo natalizio, mentre la seconda è in programma per la primavera. L’avvocato Corrado Sforza Fogliani, presidente del comitato esecutivo dell’istituto di credito, lo ha annunciato in occasione della presentazione alla cittadinanza della raccolta di disegni di Ghittoni, recentemente acquistati dalla banca.

Alcune di queste opere saranno esposte in occasione della mostra “Francesco Ghittoni tra Corot e Morandi”, curata da Vittorio Sgarbi in collaborazione con Valeria Poli, e che aprirà i battenti il 18 dicembre prossimo fino a metà di gennaio 2017. In primvera si terrà invece una seconda esposizione, dedicata proprio ai disegni e opere di Ghittoni di proprietà della banca. 

“Onoriamo con questa iniziativa – dice l’avvocato Sforza Fogliani – la figura umana, oltre che quella di artista di Francesco Ghittoni. E’ un progetto che rientra, nelle attività di Banca di Piacenza, di cercare di rivalutare artisti apprezzati a Piacenza ma poco conosciuti a livello nazionale, come è accaduto per Gaspare Landi e Foppiani. Di recente abbiamo acquistato anche i carteggi di Verdi e di Illica, stiamo portando a Piacenza quello che è di Piacenza. 

Alessandro Malinverni, professore di Storia dell’arte e conservatore del museo Gazzola, traccia un ritratto di Francesco Ghittoni. “Per lui vale la definizione ‘nemo proprietà in patria’, così come è accaduto per Giovanni Paolo Panini e Gaspare Landi. Ghittoni è stato rivalutato solo dopo la morte nel 1939 con mostra curata da 2 suoi allievi. E’ stato molto amato da Ferdinando Arisi – dice il professor Malinverni – che l’ha fatto conoscere a Piacenza in anni più recenti, grazie a due mostre nel 1981 e nel 1993. La collezione della Banca di Piacenza è un insieme importante: il professor Arisi parlava di circa 200 disegni realizzati da Ghittoni, e in banca ce ne sono 40, per lo più studi e schizzi preparatori, con carboncino e qualche tocco di biacca”.

“Questo acquisto non solo arricchisce la dotazione della banca, ma resta è a disposizione di tutti, visto che le opere restano esposte negli uffici e negli spazi comuni dell’istituto di credito – fa notare il professor Malinverni -. Va sottolineato questo ruolo importante che il privato fa rispetto al pubblico, nel campo dell’arte, perché all’estero sono i musei stessi che acquistano opere, in Italia invece non è così. Da sottolineare anche come un’operazione come questa salvi dalla dispersione un genere come il disegno che è più fragile e meno tutelato rispetto alla pittura. Ghittoni ha formato una serie di artisti piacentini, partendo proprio dal disegno e lasciando al colore un ruolo secondario, applicando un modello didattico mal tollerato da alcuni allievi come Richetti e Cassinari. Aveva una grande capacità non solo di fare arte ma anche di scrivere, primo conservatore del museo civico ospitato allora presso il Gazzola, dove Ghittoni ha insegnato. Aveva una grande dimestichezza con le grandi opere presenti a Piacenza: poteva “dialogare” con il tondo di Botticelli e il fegato etrusco”. 

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