La denuncia di Cgil e Cisl: “Conflitto e intimidazione in azienda”

I sindacati confederali Cgil e Cisl di Piacenza intervengono su quanto accaduto alla Gls di Montale, e denunciano il clima di tensione all'interno dell'azienda

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Piacenza: Ministero del lavoro, cordoglio per la morte dell’operaio; conferma dell’impegno a portare avanti le attività di vigilanza
 
Roma, 15 settembre 2016 – Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali esprime profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia per la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanfe, l’operaio rimasto vittima di un drammatico evento verificatosi la notte scorsa a Piacenza e sul quale sono in corso le indagini della magistratura.

Nel pomeriggio il Ministro Poletti ha incontrato i rappresentanti dell’Usb. Il Ministro ha ribadito l’impegno del governo a tutela della legalità del lavoro, che sarà ancora rafforzato con l’avvio dell’attività dell’Ispettorato nazionale del lavoro, ed ha affermato che ad ogni lavoratore deve essere garantito il diritto di manifestare le proprie posizioni in condizioni di sicurezza.

Poletti ha inoltre sottolineato che spetta alla magistratura accertare l’esatta dinamica dei fatti e le responsabilità connesse, confermando l’impegno del Ministero a portare avanti le attività di vigilanza utili per assicurare la legalità nei luoghi di lavoro.

Anche i sindacati confederali Cgil e Cisl di Piacenza intervengono su quanto accaduto alla Gls di Montale, e denunciano il clima di tensione all’interno dell’azienda.

Negli appalti, dopo le intimidazioni e lo sfruttamento, si muore – La nota della Cgil e Filt di Piacenza
 
Il drammatico epilogo del presidio di questa notte davanti ai magazzini della GLS a Montale (Piacenza) affonda le radici nel clima di tensione aziendale, ripetutamente denunciato, senza che questo producesse effetti conseguenti, negli anni precedenti dalla Cgil.

Cgil e Filt di Piacenza e dell’Emilia Romagna denunciano in questo modo la situazione che si è determinata in questa realtà, tragicamente aggravata dalla morte di Abdesselem el Danaf, lavoratore egiziano investito la notte scorsa durante un presidio di lavoratori indetto dal sindacato Usb.

Questo non è solo il momento della solidarietà e delle vicinanza alla famiglia, ma anche quello di non tacere, a partire dalla necessità di fare luce sulle cause e le responsabilità di quanto è accaduto.

Sicuramente in questa vicenda l’azienda ha una grossa fetta di responsabilità per una situazione che si prolunga da anni, con l’incapacità della stessa di affrontare i problemi inerenti alle condizioni e ai rapporti di lavoro, non ricercando soluzioni che avrebbero migliorato il clima all’interno dei luoghi di lavoro.

Come Cgil e Filt avevamo richiesto con forza alle istituzioni e alle parti sociali datoriali del territorio di intervenire affinché fossero estesi e applicati, a partire dalla GLS, i contenuti degli accordi e protocolli su legalità e appalti siglati nel territorio e a livello regionale.
Infatti nelle denunce presentate a suo tempo avevamo segnalato a più riprese come il mancato governo della GLS delle dinamiche presenti all’interno del deposito rischiassero di far precipitare gli eventi.

Anche alla vigilia del Natale 2015 vi furono episodi di intimidazioni e violenze fisiche culminate con l’accoltellamento di un lavoratore: le nostre preoccupazioni che tutto ciò potesse sfociare in una tragedia si sono purtroppo dimostrate fondate.

La morte di Abdesselem mette tragicamente in evidenza la situazione presente negli appalti della logistica e rende urgente e definitiva la ricerca di una soluzione, a partire dalla legge regionale su “Appalti e legalità”, in grado di restituire dignità e diritti ai lavoratori che operano anche in questo comparto.

Non ci fermeremo e sosterremo le nostre ragioni con tutte le azioni necessarie.
Cgil Emilia Romagna                                                                 Cgil Piacenza
Filt Emilia Romagna                                                                  Filt Piacenza

“Cordoglio e vicinanza alla famiglia, ma a ognuno le proprie responsabilità” – La nota stampa Cisl

Tutta la Cisl esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia dell’operaio egiziano ucciso da un camion ieri in tarda serata mentre stava picchettando all’esterno di un’azienda di logistica a Piacenza.

“Una tragedia immane, la vita è un valore da preservare sempre, al di sopra di ogni interesse di parte e non è accettabile che ancora oggi si possa morire sul lavoro e per il lavoro”, ha commentato Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna.

“Ora – ha continuato Marina Molinari, segretario generale aggiunto della Cisl di Parma e Piacenza – la magistratura e le autorità giudiziarie facciano piena luce su questi terribili accadimenti, tuttavia, al di là di questa innegabile tragedia, ognuno si prenda le proprie responsabilità.

E’ agli atti che da tempo la Cisl e la Fit Cisl denunciano la grave situazione di conflittualità e di intimidazione che si vive in azienda, tanto che in più occasioni sindacato e delegati sindacali hanno sporto denunce alle autorità di pubblica sicurezza.

E a niente sono valse le continue richieste che abbiamo fatto alla stessa azienda, e alle cooperative che si sono succedute, per favorire un clima di legalità. Non ci è stata data mai alcuna risposta, anzi con il passare del tempo gli animi si sono esacerbati e si è moltiplicato il clima di divisione, di prevaricazione e di lacerazione interna che questa notte ha trovato il suo drammatico apice nella morte di un lavoratore”.

“Ora rimane il profondo dolore per la tragedia di ieri sera, sperando però che la morte di questo lavoratore non sia strumentalizzata da nessuno, ma costringa a riportare tutti sulla strada della ragione e del dialogo ripristinando al più presto il rispetto e la dignità del lavoro e dei lavoratori”, ha concluso Antonio Postorino della Fit Cisl di Piacenza.

Piacenza, tragedia umana e sindacale. La condanna della Fiom

La scorsa notte, Abdesselem El Danaf, operaio, immigrato, padre di cinque figli, è stato travolto e uccido da un tir mentre lottava per i propri diritti durante un picchetto sindacale davanti a un’azienda di logistica di Piacenza, dove lavorava dal 2003.

E’ un episodio umanamente terribile e sindacalmente gravissimo: la vittima è stata schiacciata dall’autista di un camion che – secondo alcuni testimoni – sarebbe stato incitato da rappresentanti dell’azienda a forzare il picchetto che aveva bloccato i cancelli per difendere i diritti dei lavoratori sanciti in alcuni accordi sindacali che l’azienda non sta rispettando.

L’uccisione di Abdesselem El Danaf avviene in un momento in cui il diritto di sciopero viene messo in discussione – anche da parte delle autorità pubbliche e dallo stesso governo – e in un clima in cui il lavoro, i suoi diritti e le sue condizioni sono ridotti a una variabile dipendente degli interessi dell’impresa e della finanza. In particolare, nel settore della logistica assistiamo a un costante degrado delle condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori con un sistema di appalti, sub-appalti e false cooperative che determina condizioni di sottosalario e di lavoro precario privo di tutele, in cui proliferano le prestazioni illegali e il mercato delle braccia che ha come prime vittime i lavoratori immigrati.

Nel denunciare questa situazione, di fronte a ciò che è successo la scorsa notte a Piacenza, esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla famiglia di Abdesselem El Danaf e ai suoi compagni di lavoro.

La Segreteria nazionale Fiom-Cgil

Il cordoglio di Anmil Piacenza: “Lavorare in sicurezza deve essere obbligatorio”

E’ di poche ore fa la notizia Ansa riguardante la morte di un operaio egiziano di 53 anni, avvenuta ieri in tarda serata all’esterno di un’azienda logistica di Piacenza: il lavoratore stava picchettando di fronte ai cancelli della ditta quando è stato travolto ed ucciso dall’autista di un camion, che è poi sfuggito per un soffio al linciaggio degli altri operai prima di essere fermato dalla Polizia.
 
“La notizia mi lascia esterrefatto, una persona ha perso la vita mentre stava difendendo i suoi diritti di lavoratore” – commenta il Presidente Territoriale di Anmil Piacenza Giovanni Ferrari – “E’ chiaro da tempo che la situazione del nostro Paese è terribile: ogni giorno sul posto di lavoro muoiono tre persone. Tre vittime ogni 24 ore è un dato impressionante, e lo sono anche le altre cifre del fenomeno: nel 2015, solo a Piacenza sono state 4.848 le denunce di infortunio sul lavoro pervenute all’Inail, di cui 6 con esito mortale.”
 
“Lavorare in sicurezza deve essere non solo possibile, ma obbligatorio.” – continua Giovanni Ferrari – “E’ questo il messaggio che da più di 70 anni Anmil, Associazione che tutela chi sul lavoro o per il lavoro ha perso la vita e/o l’integrità fisica, nonché orfani e vedove di caduti sul lavoro, cerca di trasmettere tramite l’attività su tutto il territorio nazionale: ai lavoratori, in primis, ma anche alle aziende, agli studenti, a tutta la cittadinanza, attraverso la diffusione di una cultura della sicurezza in cui il lavoro, che è un diritto ed un dovere sancito dalla nostra Costituzione, non può essere insicuro e sommerso! Quando si tratta di incidenti sul luogo di lavoro, purtroppo, si interviene quasi sempre dopo che l’infortunio è avvenuto, la prevenzione deve invece tornare ad avere un ruolo primario nella coscienza del lavoro.”
 
Anche Bruno Galvani, Presidente della Fondazione Anmil, interviene sulla brutta vicenda, con una breve riflessione: “Questa drammatica vicenda porta la mia mente alle dolorose foto in bianco e nero di Sebastiao Salgado. Questi lavoratori sono i nuovi schiavi, e gli schiavi non hanno diritti. La loro vita non vale nulla e la fila di disoccupati affamati là fuori è sempre più lunga. Oggi anche la nostra Costituzione piange”.
 
Anmil si unisce al dolore della famiglia del lavoratore in questo terribile momento.
 

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