Le competenze degli architetti per l’Urban Hub, l’incontro

Nei giorni scorsi un incontro tra gli architetti dell'Ordine e l'Urban Hub ha dato la possibilità di confrontarsi su un importante bando regionale di finanziamento di servizi

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L’Ordine degli Architetti incontra l’Urban Hub di Piacenza
 
Nei giorni scorsi un incontro tra gli architetti dell’Ordine e l’Urban Hub ha dato la possibilità di confrontarsi su un importante bando regionale di finanziamento di servizi nell’ambito, tra gli altri temi, del concept design, della progettazione e modellazione 3D destinato alle piccole e medie imprese dei settori di specializzazione della regione, tra cui quella delle industrie culturali creative.

Ne hanno parlato il vicesindaco Francesco Timpano, il project manager dell’Urban Hub Andrea D’Amico ed il presidente dell’Ordine degli architetti Giuseppe Baracchi con un gruppo nutrito di professionisti piacentini. Un’occasione importante per gli architetti che possono fornire alle imprese competenze e servizi di rilievo per il sostegno dell’innovazione. 

“Si tratta di uno strumento potenzialmente formidabile – sostiene il vicesindaco Timpano -, in modo veramente molto lungimirante un bando regionale è pensato a sostegno non solo di imprese che forniscono servizi ma anche di professionisti del mondo della creatività. Un modo azzeccato per costruire il circuito tra creativi e imprese. L’Urban Hub potrà con il suo FabLab supportare, come richiesto dal bando, e favorire questa connessione”.

Da parte sua il presidente dell’Ordine Baracchi sostiene che “questa è un’ulteriore possibilità collaborativa tra Amministrazione e Ordine e deve essere vista come un importante occasione di connettere architetti, designer, creativi, Pmi, mondo universitario e della ricerca, nell’approccio e sviluppo di  concept o layout produttivi e non, rivolto anche a quel nuovo linguaggio e nuova metodologia di lavoro che dovrà sempre di più relazionarsi e confrontarsi con differenti figure professionali dalla molteplice conoscenza e dai nuovi modelli espressivi, ma tutte indirizzate a un unico obiettivo progettuale.

La professione cambia e questa deve essere vista come una possibilità da perseguire”.

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