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“Siamo tutti Abd Elsalam”. In tremila al corteo senza incidenti FOTO e VIDEO foto

"Siamo tutti Elsalam". Con questo grido, scandito ritmicamente dai manifestanti, dalla stazione di Piacenza il corteo di oggi pomeriggio per la morte dell'operaio Abd Elsalam Ahmed Eldanf, avvenuta la sera del 14 settembre davanti allo stabilimento Gls

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Un corteo pacifico, con tanti lavoratori stranieri, alcuni accompagnati dalle famiglie con i bambini, che ha attraversato Piacenza senza incidenti dalle 15 alle 17 di sabato 17 settembre.

Sono circa tremila le persone che hanno dato vita alla manifestazione di protesta per la morte di Abd Elsalam Ahmed Eldanf indetta dal sindacato autonomo Usb.

In prima fila anche le donne con la moglie e la famiglia dell‘operaio egiziano 53enne, morto investito da un camion davanti allo stabilimento Gls di Montale: protetti dal servizio d’ordine del sindacato, hanno sfilato in testa al serpentone umano. 

Nel corteo tanti striscioni e anche delegazioni della variegata galassia della sinistra antagonista, presenti anche gli iscritti all’altro sindacato autonomo, il Si Cobas. 

Più volte sono stati scanditi slogan contro la Gls, l’azienda logistica dove lavorava la vittima, ma anche contro il governo Renzi e contro la Procura della Repubblica di Piacenza, che sulla tragica morte di Abd El Salam ha fornito una posizione assai diversa da quella del sindacato. 

La pioggia ha accompagnato la parte finale della manifestazione che si è sciolta senza alcun incidente. Da registrare solo la rottura di un vetro della Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza in via Cavour.

Imponente il dispiegamento di forze dell’ordine lungo tutto il percorso, da registrare che i piacentini non si sono rinchiusi in casa, in centro tante persone hanno assistito al corteo e alcuni negozi sono rimasti aperti.    

LA CRONACA – “Siamo tutti Elsalam”. Con questo grido, scandito ritmicamente dai manifestanti, è partito dalla stazione di Piacenza il corteo di oggi pomeriggio per la morte dell’operaio Abd Elsalam Ahmed Eldanf, avvenuta la sera del 14 settembre davanti allo stabilimento Gls. 

Una manifestazione indetta dalle Unioni Sindacali di base, cui hanno aderito anche altri sindacati autonomi come i Si Cobas, ma anche semplici cittadini. Nonostante il grande dispiegamento di forze e le precauzioni annunciate dal sindaco Paolo Dosi, per evitare che la mobilitazione possa degenerare come è accaduto in episodi simili in altre città, sono presenti diverse famiglie con bambini. I partecipanti sono diverse migliaia. Presenti anche i familiari della vittima: la moglie, il fratello e due dei 5 figli.

Il corteo ha raggiunto piazza Cavalli e poi si è spostato in viale Alberoni, dove a pugno alzato i manifestanti si sono fermati davanti all’abitazione di Abd Elsalam Ahmed Eldanf per rendergli omaggio. Dopo essere arrivati in stazione alle 17 il corteo si è sciolto. 

I VIDEO 
 

Delegazione SI incontra Prefetto Piacenza e partecipa a manifestazione

Oggi una delegazione di Sinistra Italiana, composta dai deputati Nicola Fratoianni e Giovanni Paglia e dai consiglieri regionali Igor Taruffi e Yuri Torri, ha incontrato il prefetto di Piacenza per discutere del grave episodio dell’operaio egiziano investito da un tir e della manifestazione di oggi. La stessa delegazione è in piazza per partecipare alla manifestazione e per dimostrare solidarietà e vicinanza alla famiglia e ai colleghi di Ahmed, per denunciare la situazione di selvaggio sfruttamento nel comparto della logistica.

Lega Nord “Folle autorizzare manifestazione”

«Tutti hanno il diritto di scendere in piazza a manifestare, ma se questo diritto lede la libertà di qualcuno, allora deve essere revocato».
È il commento del consigliere regionale della Lega Nord Matteo Rancan sulla manifestazione sindacale organizzata dall’Usb, con la partecipazione dei centri sociali, per la morte dell’operaio Abd Elsalam Ahmed Eldane, in programma oggi pomeriggio a Piacenza.

«È vergognoso – attacca l’esponente del Carroccio – assistere agli appelli del sindaco Dosi, che invita i piacentini ad abbandonare una determinata zona della città e gli esercenti a chiudere le proprie attività nel timore di una guerriglia urbana. Ed è inoltre assolutamente folle privare i cittadini della libertà di girare nella propria città, che le autorità consegneranno a chi è sospetto di provocare danni. E come se non bastasse, il corteo è il seguito della manifestazione non autorizzata dell’altra sera che ha paralizzato il servizio ferroviario. Una protesta che, se attuata da qualcun altro nelle stesse modalità, si sarebbe conclusa con ben altro trattamento nei confronti dei contestatori. Si tratta dunque di una politica sbagliata che non affronta il problema a monte, ovvero la presenza di persone che metteranno a repentaglio l’ordine pubblico perché non hanno nient’altro da fare».

Rancan mette inoltre in evidenza i costi derivanti dall’imponente schieramento di poliziotti per garantire l’ordine pubblico.

«Per nessuna manifestazione svoltasi a Piacenza – prosegue Rancan – si sono mai registrate simili dichiarazioni dell’amministrazione comunale che lasciano presagire disastri annunciati, né si ricorda un tale spiegamento di forze dell’ordine, il cui costo grava ovviamente sulla collettività. Per evitare simili problematiche la Lega chiede la chiusura dei centri sociali, che hanno annunciato la propria presenza al corteo, in quanto covo di violenti e devastatori. Piacenza è dei piacentini, a loro deve restare, e non può essere consegnata nelle mani di chi intende metterla a ferro e fuoco».

Sulla questione interviene anche il segretario provinciale del Carroccio, Pietro Pisani: «Dichiarazioni di questo tipo svelano la profonda inquietudine di Dosi, che non nasconde nemmeno quando vuole dimostrare che tutto va bene. Al contrario – insiste -, un amministratore capace affronta la quotidianità in modo fermo e deciso senza incutere il panico nella popolazione».

FOTI (FDI-AN): “Piacentini rinchiusi in casa: e’ questa la libertà sindacale?”

“Il diritto di manifestare e di protestare non ha maggiore valore di altri diritti, tra i quali quello di potere lavorare (di fatto precluso per il pomeriggio di sabato ai commercianti del centro storico) e di potere liberamente camminare per le vie del centro, anch’esso precluso – nello stesso giorno – a piacentini e non.

Le misure adottate dalle competenti autorità per prevenire danni a persone e/o cose, così come l’imponente servizio d’ordine messo in campo dai responsabili dell’ordine pubblico, attestano che la manifestazione dell’USB e’ stata caricata di toni e di aspettative che nulla hanno a che fare con le libertà sindacali, richiamando in servizio parole d’ordine, slogan, coreografie che ci rimandano agli anni di piombo.

E’ veramente riprovevole che, proprio chi almeno a parole dice di battersi contro ogni sfruttamento, sfrutti l’occasione tragica e dolorosa della morte di una persona per mettere alle corde un’intera città, costringendo altre persone ad abbassare le vetrine del negozio e/o a dovere stare rinchiuse in casa, non prima di avere messo al sicuro il proprio mezzo di trasporto: auto, moto o bicicletta.  Il tutto con costi a carico dello Stato, cioè dei piacentini tutti, oltremodo elevati.

Se questa e’ la libertà e la democrazia di cui sono portatrici alcune tristemente note sigle sindacali, non rimane che augurarsi che chi le organizza e le dirige sia presto chiamato a rispondere di comportamenti ed azioni censurabili sotto più profili.”, così Tommaso Foti, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale commenta la manifestazione in corso, organizzata dall’USB.

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