Futuro dell’Unità spinale di Villanova: “Sarà potenziato, tre le opzioni possibili” foto

Le precisazioni arrivano del Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Provincia di Piacenza Patrizia Calza a seguito della seduta dell’Ufficio di presidenza di lunedì 10 ottobre.

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“Il paventato spostamento dell’Unità Spinale da Villanova a Fiorenzuola (Piacenza) non è che una tra le tre alternative oggi in campo (Potenziamento Unità Spinale di Villanova, Trasferimento Unità Spinale da Villanova a Fiorenzuola, Polo riabilitativo in rete tra Fiorenzuola-Villanova) attualmente oggetto di analisi e di valutazione”.

Opzioni per le quali, con studi di fattibilità, si effettuerà una valutazione comparata dei costi/opportunità, “prerequisito preliminare rispetto a qualsivoglia decisione”.

Le precisazioni arrivano del Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Provincia di Piacenza Patrizia Calza a seguito della seduta dell’Ufficio di presidenza di lunedì 10 ottobre. In queste settimane si sono susseguite le voci e le ipotesi relative al futuro del centro di riabilitazione della bassa Val d’Arda nell’ambito del disegno più complessivo della rete ospedaliera provinciale.

“E poiché di rete si tratta – prosegue Calza – la soluzione della localizzazione del Polo riabilitativo piacentino – che va potenziato e rilanciato per reggere le sfide future e mantenere il livello di competitività indispensabile ad attrarre professionisti e utenti – trascina con sé anche la concomitante scelta di dove e come localizzare l’attività chirurgica programmata (assodato che gli interventi di emergenza convergeranno sull’ospedale del Capoluogo) e l’assistenza intensiva collegata.

Per questo occorre precisare che ancora si è lontani da una definizione complessiva dei Nodi Ospedalieri della Rete con la relativa implementazione/dismissione di funzioni e specializzazioni”.

“Allo stato attuale decisioni così delicate e strategiche come quelle relative alla specializzazione e alla localizzazione dei Comparti Operatori – nella prospettiva non già di risparmiare bensì di garantire i livelli di sicurezza oggi richiesti dagli standard internazionali e dai parametri per l’accreditamento della strutture – sono ancora tutte da assumere di concerto tra Azienda e Sindaci e non paracadutate dal livello sovraordinato regionale sulla testa della cittadinanza.

Apprezzabile infine l’invito più volte sottolineato dai Componenti dell’Ufficio di Presidenza ad assumere un punto di vista territoriale e non già “comunale” nella valutazione delle varie opzioni”.

“Rispetto poi alla Questione dell’Unità Spinale, gli stessi Sindaci di Villanova Freddi e di Fiorenzuola Gandolfi – prosegue Calza – hanno tenuto a precisare la preferenza per opzioni che possano al contempo salvaguardare il patrimonio storico di competenze e professionalità di Villanova e al contempo ampliare lo spettro di competitività dell’offerta riabilitativa avvalendosi del supporto clinico specialistico assicurabile dal Nuovo presidio di Fiorenzuola”.

“Quanto al percorso istituzionale Futuro in Salute mi preme ricordare che il processo partecipato tra Sindaci e Ausl di ridisegno dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri alla salute è un percorso istituzionale che è previsto – tra gli altri indirizzi normativi regolanti la salute territoriale – dalle stesse Linee guida regionali approvate nel 2015 di riordino della rete ospedaliera in applicazione degli standard ministeriali del Decreto Ministero Salute 70/2015”.

“Pertanto – conclude Calza – il risultato atteso, che è quello di una proposta di rete da presentare alla Regione per la valutazione, sarà proposto – come già è stato fatto per alcuni esiti intermedi – con la massima trasparenza e diffusione, ivi compresi i dati e le considerazioni a supporto delle decisioni. Ma soprattutto con la precisione, la completezza e la cura attese da un atto istituzionale tanto delicato e fondamentale al fine di favorire il dialogo e la conoscenza”.

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