Lotta al crimine, 3mila telecamere per le forze dell’ordine foto

Complessivamente hanno detto sì i titolari di 830 impianti di videosorveglianza (per un totale di circa 3mila telecamere). L’intenzione è quella di continuare ad incentivare l’adesione di altri privati, aggiornando costantemente la piattaforma. 

Tremila occhi elettronici a disposizione delle forze dell’ordine di Piacenza per rendere più rapida ed efficace la lotta al crimine. Questo il risultato dell’inedito “anagrafe delle telecamere”, voluto dalla Prefettura e realizzato dall’azienda Galli Data Service. 

Un software, installato su un notebook, che contiene tutta la cartografia interattiva della provincia di Piacenza con la mappa dei sistemi di video sorveglianza presenti (di enti locali o aziende private) e una scheda per ogni impianto con referente e recapito, oltre ad una serie di funzioni di ricerca e filtro avanzate. 

Come spiegato dai promotori dell’iniziativa, oggi riuniti nella sede di via San Giovanni, gli occhi elettronici sono un elemento essenziale per le indagini, ma spesso gli operatori incontrano numerose difficoltà, a partire proprio dalla localizzazione degli impianti di sicurezza.

Inoltre, una volta identificati, è necessario capire se sono dotati di registrazione, risalire al proprietario, individuare le modalità di accesso e compiere altre procedure, tanto che, secondo quanto stimato dagli imprenditori di Galli data Service, l’intera operazione necessità di circa 4 ore di lavoro.

Da queste difficoltà e con l’obiettivo di agevolare le indagini, è nata l’idea di una mappatura delle telecamere degli enti locali e delle aziende private che hanno aderito al progetto, inserite in una piattaforma informatica a disposizione di carabinieri e polizia.

La progettazione del software ha necessitato due anni di lavoro: nella prima fase sono stati contattati i soggetti che potevano essere interessati a partecipare alla “mappa”,offrendo loro le spiegazioni necessarie e poi stillando un elenco definitivo delle adesioni. 

Complessivamente hanno detto sì i titolari di 830 impianti di videosorveglianza (per un totale di circa 3mila telecamere). L’intenzione è quella di continuare ad incentivare l’adesione di altri privati, aggiornando costantemente la piattaforma.

Secondo una stima approssimativa, fornita nel corso della conferenza stampa, tra città e provincia sono presenti 6mila occhi elettronici, quindi al momento la “copertura” offerta dal sistema è circa del 50%.

Il costo di realizzazione dell’anagrafe delle telecamere pubbliche e private è stato sostenuto interamente da Galli data Service, che punta a far conoscere il proprio lavoro, oltre che ad offrire un servizio per la collettività.

“Si tratta di un progetto pilota, l’unica altra provincia italiana dotata di una mappa è Pisa, possiamo dire di essere tra i primi” spiegano gli imprenditori.

Al termine della presentazione il Prefetto ha consegnato alle Forze di Polizia i personal computer sui quali è operativa la piattaforma.
 
 

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