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Ok in Regione al testo sulla legalità, slot vietate a 500 metri dalle scuole  

L'Assemblea legislativa approva il progetto di legge della Giunta. Il Testo - 49 articoli rispetto ai 170 complessivi delle norme precedenti - riordina le misure esistenti e introduce innovazioni per promuovere la cultura della legalità

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Legalità. Il Testo unico regionale è legge, l’Emilia-Romagna rafforza la lotta alle mafie e il sostegno alle vittime. Tutte le novità introdotte dalla nuova normativa. Bonaccini: “Una giornata importante”. Mezzetti: “Qui c’è una rete di anticorpi”

L’Assemblea legislativa approva il progetto di legge della Giunta. Il Testo – 49 articoli rispetto ai 170 complessivi delle norme precedenti – riordina le misure esistenti e introduce innovazioni per promuovere la cultura della legalità, contrasto a usura e racket, controlli sugli appalti, sicurezza sul lavoro, tutela occupazionale per il personale di aziende sottoposte a interventi giudiziari e Osservatorio sulla criminalità, azioni per il recupero di immobili e attività sottoposte a sequestro, azioni di prevenzione e contrasto della corruzione.

Divieto di installare apparecchi per il gioco d’azzardo entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto

Bologna – L’Emilia-Romagna rafforza il proprio ‘no’ a tutte le mafie e alla criminalità organizzata attraverso il Testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili, progetto di legge approvato oggi dall’Assemblea legislativa regionale. Nei 49 articoli del provvedimento – una forte semplificazione normativa rispetto ai 170 complessivi di tutte le leggi approvate in questi anni dalla Regione in materia – sono diverse le nuove misure previste.

Fra le più importanti, la lotta all’usura, compresa quella connessa al gioco d’azzardo patologico, con la proibizione di installare apparecchi vicino a luoghi frequentati da giovani e assistenza alle vittime degli strozzini e del racket; un forte controllo sugli appalti, con un maggiore utilizzo del Rating di legalità e l’estensione dell’Elenco di merito a tutte le aziende e non solo a quelle del comparto edile; la tutela occupazionale per il personale di aziende sottoposte a interventi giudiziari, maggiore sicurezza sul lavoro e azioni di prevenzione e contrasto della corruzione, con la riduzione delle stazioni appaltanti. E ancora: l’ulteriore rafforzamento dell’attività di promozione della cultura della legalità, il sostegno al recupero di immobili confiscati e un Osservatorio regionale sulla criminalità.

“E’ una giornata importante per l’Emilia-Romagna – ha commentato dopo l’approvazione presidente della Regione, Stefano Bonaccini -, come avevamo promesso nel nostro programma abbiamo varato una pagina significativa nella lotta alle mafie in un clima partecipato e di dialogo di cui sono orgoglioso. E’ questo l’approccio che dobbiamo avere, nell’ambito delle nostre competenze, in uno dei territori più ricchi d’Europa che da molto tempo subisce l’insediamento di gruppi criminali che hanno spostato la propria azione laddove possono fare ‘affari’.

Sono convinto che l’Emilia-Romagna possa produrre quelle misure necessarie a contrastare efficacemente le mafie. È una lotta senza quartiere che ci coinvolge tutti e per quanto ci riguarda la nostra determinazione sarà sempre maggiore, con provvedimenti come questo che agiscono a 360 gradi e semplificano la burocrazia non necessaria accorpando misure e rendendole più efficaci”.

Per l’assessore alle Politiche per la legalità, Massimo Mezzetti, “anche con questo provvedimento, che adottiamo come prima Regione in Italia, lanciamo un segnale forte e chiaro: chi pensava altrimenti deve sapere che noi adotteremo ogni misura per fare argine contro mafie e criminalità organizzata. Abbiamo gli anticorpi per un impegno che non deve avere colore politico. Affermare questo non significa che noi siamo impermeabili, anzi. Insieme alle forze sindacali, organizzazioni economiche, associazioni, consiglieri comunali, all’informazione e quanti nella società civile si stanno impegnando in questa battaglia, rappresentiamo una rete di anticorpi che reagiscono e lavorano quotidianamente per sconfiggere il virus. Non è nostro compito indagare né inquisire, ma costruire un’impalcatura di norme che possa affiancare e aiutare il lavoro degli organismi preposti”.

Testo unico: la sintesi – Il Testo unico conferma e rafforza il ruolo della Consulta regionale per la legalità, individua la struttura che svolge funzioni di Osservatorio e i suoi interlocutori, istituzionali e non, e ripropone con lievi modifiche le disposizioni relative a un centro di documentazione.

Prevede la predisposizione di un Piano integrato delle azioni regionali, annuale, che indicherà le risorse finanziarie e organizzative tenendo conto delle analisi svolte dall’Osservatorio regionale delle indicazioni della Consulta per la legalità.

Elementi centrali del Testo unico sono dedicati alla promozione della legalità. Si tratta di una serie di disposizioni innovative, introdotte per la prima volta nella normativa regionale.

In particolare, l’articolo 13 amplia l’ambito di utilizzo del Rating di legalità, prevede l’obbligo di diffusione della Carta dei principi della responsabilità delle imprese ed estende l’Elenco di merito delle imprese e degli operatori economici (già istituito in Regione per le imprese edili) a tutte le categorie.

Previste quindi, nella sezione dedicata a contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, edilizia e costruzioni, forti azioni di supporto tecnico e semplificazione alle stazioni appaltanti e azioni innovative sulle procedure, nonché nuovi e più efficaci sistemi di controllo nei cantieri anche a seguito del sisma del 2012. In particolare, viene promossa la riduzione delle stazioni appaltanti.

Inoltre, disposizioni per i settori dell’autotrasporto, movimentazioni merci e servizi complementari e per il settore del facchinaggio, in cui si ripropongono alcune tra le più significative disposizioni già adottate dalla Regione per definire i requisiti di regolarità e legalità degli operatori economici in questi ambiti, oltre che un potenziamento dell’attività ispettiva e di controllo.

Introdotte anche nuove disposizioni in materia di ambiente e sicurezza territoriale, per controlli più efficaci anche promuovendo accordi con le autorità e i nuclei specializzati nella vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni in materia ambientale e nella tutela del patrimonio naturale e forestale.
Inoltre, al fine di contrastare più efficacemente gli illeciti nel settore agroalimentare, la Regione supporterà le attività che possono essere svolte a livello territoriale dalla Rete del Lavoro agricolo di Qualità e dalle imprese ad essa aderenti.

Innovative sono anche le parti che disciplinano gli interventi per la prevenzione dell’usura, compresa quella connessa al gioco d’azzardo patologico.

Si prevede che la Regione promuova azioni di tipo educativo e informativo in collaborazione con istituzioni, associazioni economiche e sociali; agevoli l’accesso al credito; dia contributi per attività di monitoraggio del fenomeno usuraio, azioni di prevenzione, supporto alle vittime, anche con riferimento a forme di consulenza legale e psicologica; formi e informi sull’utilizzazione del “Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura”. Poiché il ricorso all’usura da parte di soggetti indebitati a causa della loro dipendenza dal gioco d’azzardo è sempre più diffuso, il Testo si prefigge di affrontare questo tema in maniera organica tenendo conto degli interventi preventivi e di assistenza già previsti dalla legge regionale n. 5 del 2013.

A tal proposito, al fine di tutelare le fasce di consumatori psicologicamente più deboli, nonché di garantire l’ordinato impatto dell’afflusso degli utenti alle sale da gioco, il Testo unico introduce il divieto di nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino a una distanza di 500 metri dai “luoghi sensibili” quali, tra gli altri: istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi, luoghi di aggregazione giovanile ed oratori.

Il Testo unico poi inserisce in questa legge una nuova disposizione che stabilisce la negazione del proprio patrocinio per quegli eventi che ospitano o pubblicizzano attività che, benché lecite, sono contrarie alla cultura dell’utilizzo responsabile del denaro o che favoriscono o inducono la dipendenza dal gioco d’azzardo patologico.

Altri articoli prevedono che la Regione promuova la costituzione di una Rete con gli enti locali del territorio regionale, per condividere esperienze ed attività di prevenzione e organizzare attività comuni.

Si rafforza inoltre la possibilità che la Regione intervenga a sostegno delle amministrazioni locali che abbiano avuto in assegnazione beni confiscati alla mafia e al crimine organizzato.

Innovativo è poi l’articolo cheprevede azioni per la continuità occupazionale delle persone che lavorano nelle imprese oggetto di provvedimenti giudiziari anche attraverso accordi e intese con i Ministeri competenti. Nasce poi un Tavolo regionale sui beni e sulle aziende sequestrati e confiscati comprendente anche le associazioni di volontariato e promozione sociale, il mondo della cooperazione, organizzazioni sindacali e associazioni di datori di lavoro.

Al supporto per le vittime dell’usura si aggiungono le vittime di racket, due fenomeni diversi che spesso si configurano in un unico evento. A tal fine il testo prevede interventi che supportino le vittime, anche con il coinvolgimento di associazioni antiusura e antiracket, compresa l’assistenza legale.

L’integrazione delle politiche regionali di prevenzione della criminalità organizzata con le politiche nei settori sociale e sanitario permetterà di realizzare efficaci e coordinate azioni di contrasto e di riduzione del danno di una serie di fenomeni sociali e criminali connessi o derivanti dalla criminalità organizzata e mafiosa, quali lo sfruttamento, la tratta e altre forme di violenza sulle fasce economicamente e socialmente più deboli della popolazione.

Infine, il Testo unico conferma l’istituzione della la Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie e per la promozione della cittadinanza responsabile, oltre che la partecipazione della Regione all’associazione “Avviso pubblico”./Va.Ma.

Il commento del segretario della Cgil di Piacenza, Gianluca Zilocchi

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AGLI IMMIGRATI I BENI CONFISCATI ALLA MAFIA IN ER: RANCAN (LEGA), PROVVEDIMENTO MIOPE E ASSURDO – “Ancora una volta la Regione Emilia Romagna si dimostra pronta a rispondere alle esigenze degli ultimi arrivati e sorda davanti a quelle della sua gente”.

Così Matteo Rancan, consigliere regionale piacentino della Lega Nord attacca duramente la maggioranza che governa la Regione dopo il voto favorevole sul testo che permette di utilizzare i beni confiscati alla mafia per la gestione dei richiedenti asilo.

“Mi riferisco – spiega Rancan – alla disposizione presente nel “testo unico per la promozione della legalità e per la valorizzazione della cittadinanza e dell’economia responsabili’ che fa si che i beni confiscati alla mafia possano essere utilizzati per la gestione dei richiedenti asilo. Alla faccia dei  nostri cittadini che magari ne avrebbero bisogno”.

“Insomma – attacca Rancan – è l’ennesima misura razzista che crea dei pericolosi privilegi a favore dei clandestini considerando che queste persone vengono catapultate sul nostro territorio senza una logica. Tutto – aggiunge – nella totale miopia della Regione Emilia Romagna che continua  a vessare quei cittadini  che pagano le tasse sul nostro territorio e che fino ad ora hanno contribuito a creare e formare la nostra società. Una vergogna contro la quale diciamo un ‘no’ forte e chiaro”.

“Una posizione chiara e decisa come quella che abbiamo assunto chiedendo di modificare la legislazione nazionale antimafia. E’ infatti pressoché incontestabile oltre che avvallato da risultanze giudiziarie e approfonditi studi e ricerche in materia criminale che una delle principali cause per cui il contagio mafioso delle organizzazioni criminali tipiche dell’Italia Meridionale si è diffuso e ramificato nel Nord Italia e quindi anche in Emilia-Romagna è il forzoso invio di numerosi criminali in soggiorno obbligato o altre misure simili previste dalla legislazione antimafia in comuni di quella parte del Paese prima immuni da quel tipo di criminalità”.

“Anche il fenomeno del falso pentitismo – continua -, per cui collaboratori di giustizia sottoposti a speciali misure di protezione unitamente a familiari e congiunti in comuni del Nord Italia continuano nei posti dove soggiornano a commettere attività illecite, ha sicuramente contribuito a diffondere in tali zone d’Italia il contagio mafioso”.

“Per questo – conclude – abbiamo invitato la Giunta a costruire una rete sinergica di collaborazione tra le autorità giudiziaria e di pubblica sicurezza e le pubbliche amministrazioni del territorio regionale per migliorare la vigilanza e i controlli sui mafiosi soggiornanti in Emilia-Romagna per disposizione dell’autorità giudiziaria in modo da meglio monitorare che non proseguano o comunque attuino attività criminali, ma purtroppo la maggioranza ha bocciato il nostro documento”.

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