“Profughi” ripuliscono lo Stradone, al via il patto di volontariato FOTO foto

Con la ramazza in mano e la pettorina arancione del comune di Piacenza, a ripulire da foglie e da erbacce lo Stradone Farnese. E' partita questa mattina, 3 ottobre, l'esperienza di "patto di volontariato" con il Comune di Piacenza

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Con la ramazza in mano e la pettorina arancione del comune di Piacenza, a ripulire da foglie e da erbacce lo Stradone Farnese. E’ partita questa mattina, 3 ottobre, l’esperienza di “patto di volontariato” con il Comune di Piacenza per una decina di richiedenti asilo ospitati dall’Azienda servizi alla persona “Città di Piacenza”. L’ente che gestisce per conto dell’amministrazione comunale l’accoglienza di circa una centinaio di profughi.

La squadra di dieci ragazzi, accompagnati da un educatore della cooperativa “L’Ippogrifo” che collabora con l’Asp, dalle 9 alle 12,30 di ogni mattina si occuperà di supportare il Comune nell’attività di pulizia e cura del verde pubblico. L’utilizzo dei cosiddetti “profughi” rientra in un patto di volontariato stretto con l’amministrazione comunale, secondo un modello che all’interno dell’Asp è già stato utilizzato per alcune attività lavorative interne sulla base di un patto diretto di lavoro.  

Una squadra di undici ragazzi stranieri è infatti già attiva da alcune settimane per lavori di manutenzione, tinteggiatura e di cura del verde all’interno degli edifici dell’Asp, come il “Vittorio Emanuele” di via Campagna e gli Ospizi Civili di via Scalabrini.

La direttrice dell’Asp “Città di Piacenza” Cristiana Bocchi sottolinea il valore di queste esperienze di volontariato: “Attualmente le nostre strutture accolgono un centinaio di richiedenti asilo ed è importante offrire loro la possibilità di rendersi utili alla collettività. Speriamo che queste attività che riusciamo a svolgere insieme agli educatori della cooperativa L’Ippogrifo possano ampliarsi nelle prossime settimane. 

Del centinaio di richiedenti asilo in capo ad Asp, la metà è stata collocata in alcuni appartamenti in città. Vorremmo incrementare la quota di persone che possano risiedere in case autonome per favorire la loro distribuzione in nuclei non troppo numerosi e anche la loro integrazione, ma non nascondo che si fa molta fatica a reperire alloggi disponibili. Per questo mi sento di fare un appello a che può mettere a disposizione un’abitazione per queste persone”. 

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