Regione: “S. Damiano? Rete aeroportuale già decisa a livello nazionale” foto

L'assessore Donini, ospite di Confindustria Piacenza per avviare l'iter che porterà al piano regionale integrato dei trasporti, getta acqua sull'entusiasmo per il nuovo futuro dell'aeroporto di San Damiano, delineato dai 4 consiglieri piacentini a Bologna

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“Secondo il decreto del consiglio dei ministri dell’agosto 2015 sono 3 gli aeroporti in Regione che hanno rilevanza nazionale: Parma, Bologna, Rimini. Sull’aeroporto di San Damiano non abbiamo visto nulla se non qualche articolo di giornale. Noi siamo disponibili a vedere le carte, e nulla vieta ai privati di investire dove credono, ma la rete è questa. Poi sullo sfondo c’è il tema dell’area vasta”. 

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L’assessore regionale Raffaele Donini, ospite di Confindustria Piacenza per avviare l’iter che porterà al piano regionale integrato dei trasporti, getta acqua sull’entusiasmo per il nuovo futuro dell’aeroporto di San Damiano, delineato dai 4 consiglieri piacentini a Bologna. 

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“Abbiamo sempre detto a chi veniva a proporci progetti di rivitalizzazione (di aeroporti, ndr) che non eravamo interessati a entrare nelle compagini societarie. Rimini sta costruendo un masterplan di sviluppo per il proprio scalo, Parma lo ha già predisposto” dice sempre l’assessore, confermando le notizie già apparse. 

Non si è comunque parlato solo di questo durante l’incontro in Confindustria, introdotto dal vice presidente Claudio Bassanetti. “Usciamo dall’ultimo Prit (Piano regionale integrato dei trasporti) come cenerentole, invece adesso abbiamo nuove opportunità, anche grazie all’impegno profuso dai nostri consiglieri regionali – dice -. Noi ci siamo, ma chiediamo coordinamento: non possiamo andare in Regione e avanzare richieste a spizzichi e bocconi, dobbiamo lavorare uniti per il territorio”.  Tra gli obiettivi da portare a casa collegamenti più efficaci tra le aree logistiche di Piacenza, il collegamento veloce con Milano e lo sviluppo delle potenzialità offerte dalla fine dei lavori alla conca di Isola Serafini, anche a scopo turistico. “Altrimenti – dice Bassanetti – rischia di rimanere una cattedrale nel deserto”. 

“Il nostro obiettivo è di arrivare entro il 2018 con il nuovo piano, in modo da sanare il vulnus di un Prit datato 1998. Garantisco fin da ora la disponibilità a tornare entro il prossimo semestre con una giornata di approfondimento, che si terrà in tutti i capoluoghi di Provincia per vedere se ci sono suggerimenti da recepire dai territori – dice l’assessore Donini -. Il tema aeroportuale, è già stato sviscerato ,quello su cui possiamo andare in profondità sono i temi da voi proposti: decongestionare le città a vantaggio anche della qualità dell’aria, migliorare la competitività dei territori”.

“Chi pensava che la mobilità privata sarebbe crollata si è dovuto ricredere. Oltre due terzi dei cittadini della Regione si muovono con auto privata, eppure l’Emilia Romagna è una delle pochissime regioni che tiene sul trasporto pubblico locale”. 

“Il Prit non è un piano di investimenti, quindi possono essere inserite le infrastrutture che rappresentano idee di sviluppo, da immaginare non da qui a 2 anni, ma da qui a 20. Non possiamo sostenere la richiesta continua di nuove strade, cerchiamo di fare quelle che servono. Puntiamo quindi a sostenere il trasporto pubblico, la cui velocità commerciale è un tema fondamentale, e puntiamo anche ad incrementare del 30% il trasporto merci su rotaia. Altro obiettivo importante è la riduzione della incidentalità e della mortalità stradale: gli incroci pericolosi devono diventare rotonde”. 

 

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