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Secondo semestre: su la produzione industriale (+1,7%), male il commercio

L’indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere della provincia di Piacenza nel secondo trimestre dell’anno evidenzia tendenze positive con aumenti della produzione e del fatturato. Si rafforzano gli ordinativi dall’estero

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Sono disponibili i risultati dell’indagine congiunturale per il 2° Trimestre 2016. La rilevazione viene svolta da Unioncamere Emilia Romagna per conto delle Camere di commercio e mette in evidenza l’evoluzione dei principali indicatori economici. La nota stampa
 
Piacenza, 13 ottobre 2016 – L’indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere della provincia di Piacenza nel secondo trimestre dell’anno evidenzia tendenze positive con aumenti della produzione e del fatturato. Si rafforzano gli ordinativi dall’estero.

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Sono positivi gli esiti della rilevazione congiunturale nell’industria manifatturiera piacentina che nel periodo “aprile-giugno 2016” ha riscontrato un incremento tendenziale della produzione del +1,7%, dopo la fase di rallentamento che aveva caratterizzato il primo trimestre dell’anno.

Anche il fatturato e gli ordini sono ritornati a crescere, in sintonia con quanto accade in ambito regionale, con un particolare dinamismo per gli ordinativi esteri che risultano incrementati del +3%. Migliorano i giudizi espressi dagli imprenditori sugli andamenti produttivi e si rafforza il grado di utilizzo degli impianti.

Artigianato
 
Appare meno pesante l’andamento segnalato dalle imprese del comparto dell’artigianato rispetto agli ultimi periodi di rilevazione e la produzione, dopo il forte calo  rilevato a marzo (-5,7%), evidenzia una sostanziale stabilità con i livelli produttivi dello scorso anno (+0,2%). Anche il fatturato nel suo complesso si attesta su livelli di poco inferiori a quelli dello scorso anno (-0,3%), ma la componente estera  manifesta segnali positivi con un incremento del +1,5%.

Lo stesso trend si ripete per gli ordini che risultano stabili nel loro complesso, ma evidenziano una “spinta” della domanda dall’estero, che risulta accresciuta del +1,3%. Il portafoglio ordini assicura alle imprese un periodo di produzione pari a 4,2 settimane ed il grado di utilizzo degli impianti si attesta al 64% della capacità produttiva massima.

Costruzioni

Non si rileva ancora un chiaro segno di ripresa nel  settore delle costruzioni e i dati relativi al volume d’affari risultano di poco inferiori a quelli riscontrati lo scorso anno, con una riduzione pari a -0,3%, ma il dato è decisamente meno pesante rispetto a quello registrato nel trimestre precedente (-6,2%) e agli ultimi periodi di rilevazione del 2015. 

In ambito regionale il volume d’affari risulta invece in crescita, anche se con percentuali contenute, per il terzo trimestre consecutivo. Una nota positiva viene dall’artigianato delle costruzioni che nel periodo in esame ha riportato un incremento del +1,6% del volume d’affari. Migliorano i giudizi degli operatori del settore sull’andamento del volume d’affari, ma le previsioni sono prevalentemente orientate alla stabilità.
 
Commercio al dettaglio

Il commercio al dettaglio accusa una nuova flessione e anche nel secondo trimestre si rileva un calo delle vendite sia in ambito locale che regionale, con una riduzione percentuale dello 0,9% a Piacenza  e dello 0,3% in Emilia Romagna. Le valutazioni espresse dagli esercenti sono decisamente negative e quasi la metà degli intervistati rileva un calo delle vendite sia rispetto ai primi tre mesi dell’anno, sia rispetto allo stesso periodo del 2015.

Le aspettative per il prossimo trimestre sono ancora molto caute, infatti il 63,8% dei commercianti non prevede cambiamenti nel breve termine e solo il 15,7% si attende un incremento delle vendite, mentre il 20,6% ne attende una riduzione.
 

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