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Uccisa nel ’91, Corte Appello conferma: “Lo Stato risarcisca la madre”

La Corte di appello di Bologna ha respinto la tesi di Ministero della Giustizia e Presidenza del Consiglio contro l'indennizzo alla madre di Rossana Wade

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Lo Stato risarcisca la vittima di un reato violento perché la direttiva Ue 2004 garantisce “un indennizzo per le lesioni subite nel territorio di uno Stato membro”.

La Corte di appello di Bologna – secondo quanto riporta l’agenzia Ansa – ha respinto la tesi di Ministero della Giustizia e Presidenza del Consiglio contro l’indennizzo alla madre di Rossana Wade, uccisa nel ’91 a Fiorenzuola (Piacenza).

L’indennizzo, hanno stabilito i giudici confermando la sentenza di primo grado, va concesso anche se il reato è avvenuto prima del recepimento della norma, nel 2005, come spiegato dal legale della madre della vittima, Claudio Defilippi e contrariamente a quanto sostenevano Ministero della Giustizia e Presidenza del Consiglio.

L’omicida, Alex Maggiolini, fu condannato in via definitiva a 15 anni e otto mesi ma, essendo nullatenente, non era stato possibile aver alcun risarcimento.
   
Il giudice aveva condannato lo Stato italiano al pagamento di centomila euro “per il mancato recepimento della normativa comunitaria”. In appello la conferma.

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