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“Al primo schiaffo, scappate”. A Piacenza 17 donne accolte nella Casa Rifugio

L'avvocato Donatella Scardi, referente del Telefono Rosa di Piacenza, traccia il bilancio della situazione, a pochi giorni dal 25 novembre, data in cui ricorre la Giornata contro la violenza sulle Donne. 

“La cosa più difficile da accettare è che l’autore delle violenze sia il marito o il compagno, la persona con la quale si è costruita una famiglia, dei figli. Al primo schiaffo invece non bisogna indugiare, ma scappare”. L’avvocato Donatella Scardi, referente del Telefono Rosa di Piacenza, traccia il bilancio della situazione, a pochi giorni dal 25 novembre, data in cui ricorre la Giornata contro la violenza sulle Donne.

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“E’ un tema su cui riflettere non solo un giorno all’anno, ma tutti i giorni, perché ogni giorno si verificano tragedie che coinvolgono non solo le donne, ma anche i loro figli. Dal 2010 a oggi sono 1600 i bambini e i ragazzi minorenni rimasti orfani, dopo la morte della madre”.

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Nei giorni scorsi sono stati diffusi i dati del coordinamento regionale dei centri anti violenza dell’Emilia Romagna. Le donne accolte dal 1 gennaio al 31 ottobre 2016 sono in totale 2930. Di queste, il 36% è di origine straniera, mentre il 64% è di origine italiana. La grande maggioranza delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza della regione per chiedere aiuto subisce violenza da partner o ex partner, ricorda l’avvocato Scardi, nel contesto quindi di una relazione di intimità: si tratta infatti per lo più di donne sposate o conviventi con figli. 

La violenza si estende ai figli e alle figlie delle donne che la subiscono. I minori che hanno subito violenza o che hanno assistito agli atti di violenza compiuti nei confronto delle loro madri sono 1440. 

Per quanto riguarda le forme di violenza subite principalmente dalle donne, le più diffuse sono le violenze psicologiche (92,6%), seguite dalle violenze fisiche (65,2%), dalle violenze economiche (43,2%) e da quelle sessuali (13,9%). “Spesso le donne subito insieme tutti questi tipi di violenza – dice l’avvocato Scardi -. Quella economica consiste o nel vietare alla propria compagna di lavorare o nell’impedire alla stessa l’accesso alle risorse economiche. Il fine ultimo è lo stesso: minarne l’indipendenza e renderla isolata”. 

Per quanto riguarda la violenza estrema, il femminicidio, da gennaio 2016 a oggi in regione si contano 9 femminicidi e 4 tentati femminicidi. Nel 2015 i femminicidi erano stati 6. 

“A Piacenza le donne assistite dal nostro centro antiviolenza sono state, nel 2016, oltre 200. Abbiamo assistito a un netto aumento delle richieste di aiuto perché ora il nostro sportello, presente sullo Stradone Farnese 22 (telefono 0523/334833), resta aperto più a lungo rispetto al passato. Ora le donne – sottolinea l’avvocato Scardi – hanno più consapevolezza, prendono coraggio e si rivolgono a noi. Perché accadono questi episodi? Il perché è sempre il tema centrale. C’è un grosso problema culturale, di educazione. Prima le donne subivano e basta, accettavano di tutto. Ora non è più così. Al primo schiaffo bisogna scappare, anche se a colpirci è il marito, il compagno, la persona con cui abbiamo una famiglia. E’ questa la cosa più difficile da accettare”. 

Come si articola l’assistenza per le donne vittime di violenza? “Nei casi più gravi è prevista l’accoglienza in una struttura a indirizzo segreto, in cui è possibile restare per 5-6 mesi. Al momento sono 17 le donne inserite in questo percorso, e poi c’è una fase di seconda accoglienza. In caso, invece, di emergenza, con intervento delle forze dell’ordine o dei sanitari, gli operatori possono contattare il nostro personale grazie a un numero attivato solo per queste eventualità, al quale risponderà una nostra collaboratrice (grazie ai turni la reperibilità è garantita 24 ore su 24, ndr) che si farà carico di accogliere la donna vittima di violenza”.

FIGLI DELLA VIOLENZA: INCONTRO IN PROVINCIA – Giovedì 24 novembre alle ore 16, nella sala Consiglio della Provincia di Piacenza, si terrà l’incontro “Figli della violenza” per celebrare la ricorrenza della giornata internazionale contro la violenza alle donne

L’iniziativa è organizzata da CIF Piacenza e ACISJF Piacenza e porteranno la propria testimonianza rappresentanti dell’ambulatorio immigrati, servizi sociali e ostetricia. Dopo i saluti della Vice Presidente della Provincia Avv. Patrizia Calza , introdurranno i lavori la Presidente del CIF Provinciale Piacenza Bianca Zeni e la Presidente Comitato ACISJF Piacenza,  Giuseppina Schiavi.
 
L’incontro sarà così articolato:
• lettura sintetica di storie di donne migranti vittime di violenza o video di interviste (Protezione);
• sostegno vittime violenza (Amb. Immigrati dott. Donisi Alessandra e sostegno psicologico dott.ssa Marta Bettini);
• percorso nascita adeguato al caso (ostetrica dott.ssa Daini Elisa che ha fatto nascere i bambini);
• mancato riconoscimento di maternità e adozione (adozione/dono) dott.ssa Martina Colledani – Comune di Piacenza.
 

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