Baracchino, il giudice “sospende” la demolizione foto

Il giudice del Tribunale civile di Piacenza sospende la demolizione del Baracchino. L'amministrazione comunale replica che non cambierà decisione

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Il giudice del Tribunale civile di Piacenza sospende la demolizione del Baracchino di via Genova. Le decisione è arrivata nella mattinata di oggi, 9 novembre, nel corso dell’udienza fissata dopo il ricorso presentato dal gestore del locale pubblico Marco Bertorelli.

Il giudice ha accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza del Comune di Piacenza di demolizione della struttura, invitando le parti ad una ricomposizione bonaria del contenzioso.

Come si vede dalle foto, tuttavia, i lavori di smantellamento sono andati avanti in questi giorni. Il giudice ha diffidato l’amministrazione comunale dal proseguire fino alla prossima udienza, fissata per il 6 dicembre, quando entrerà nel merito della questione.

Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale aveva emanato un’ordinanza di demolizione della struttura, contestando al gestore il mancato rinnovo dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, scaduta il 29 luglio 2011.

Ne è scaturita una mobilitazione dei clienti del locale con una raccolta di firme e la presa di posizione del parlamentare Marco Bergonzi, per la difesa della struttura e del suo ruolo storico in quel contesto urbano.

Il gestore, Marco Bertoncelli, a cui sono stati addebitati i costi di smatellamento del chiosco, prima si è detto disponibile a “donarlo” al Comune, e in un secondo tempo ha presentato una richiesta di sospensione al Tribunale Civile dell’ordinanza di demolizione.

Il ricorso contesta la procedura adottata dall’amministrazione comunale, non corretta – secondo il ricorrrente – perchè il chiosco del Baracchino non insiste su un’area demaniale indisponibile.

Il giudice ha così deciso di accogliere la sospensiva, invitando le parti ad un confronto nell’udienza del 6 dicembre prossimo. Nella nota che segue, l’amministrazione comunale di Piacenza replica che non intende modificare le decisioni assunte. Ecco il testo

La posizione dell’Amministrazione Comunale: “Baracchino, prendiamo atto della decisione del Tribunale, ma non cambia la posizione dell’Amministrazione”
 
A seguito del ricorso presentato dal gestore sull’ordinanza di smantellamento del chiosco-bar “Baracchino”, il Giudice civile del Tribunale di Piacenza, Antonino Fazio, ha disposto la sospensione provvisoria con effetto immediato, fino all’udienza del 6 dicembre, quando il giudice entrerà nel merito della situazione, l’Amministrazione Comunale afferma quanto segue.

“L’Amministrazione prende atto della decisione del giudice e sospende qualsiasi intervento di smantellamento in attesa del pronunciamento definitivo del Tribunale. Ci saremmo meravigliati se il Giudice non avesse sospeso l’ordinanza senza tuttavia entrare nel merito dovendo giustamente avere il tempo di leggere le carte, non potendo decidere su due piedi e in ogni caso ribadiamo la convinzione che la fondatezza delle ragioni del Comune sarà riconosciuta.

Per questo tutto ciò non modifica la decisione assunta – anche in base a quanto scritto dall’Avvocatura Comunale – di smantellare, una volta avuto il via dal Tribunale, il chiosco-bar per tutelare un luogo storico della città, garantendone la fruizione nel pieno rispetto delle regole”.

Aggiunge: “Il ricorrente nonostante le ripetute sollecitazioni ricevute, non ha mai provveduto al rinnovo dell’autorizzazione all’occupazione di suolo pubblico, ricevuta il 29 luglio del 2002 e scaduta il 29 luglio 2011 proseguendo la sua attività in modo abusivo per ben cinque anni. Inoltre il provvedimento di demolizione del chiosco, nulla ha a che vedere con presunti divieti sanciti dal Regolamento urbanistico edilizio.

L’attuale struttura è fuori legge sotto diversi aspetti: per aver occupato abusivamente suolo pubblico molto più ampiamente della vecchia concessione, per non essere in regola sotto l’aspetto sanitario, né rispetto al codice della strada come vicinanza ad un grande incrocio; infine d’estate con i tavoli esterni intralcia la circolazione dei pedoni, senza aver mai corrisposto il dovuto canone, pertanto l’Amministrazione si attiene a quanto stabilito dal Tribunale di Piacenza, in attesa di poter agire come stabilito e cioè smantellando il manufatto”. 
 

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