Consiglio diviso sul nuovo polo logistico: “Uno scempio”. “No, opportunità”

Dopo la proposta (960mila metri quadri tra Le Mose e Roncaglia, 200 milioni di investimento e 700 posti di lavoro,) depositata nei giorni in Comune da una multinazionale di un fondo sovrano di Singapore

Più informazioni su

Favorevoli, contrari, e “attendisti”.

Divide il consiglio comunale il progetto per un nuovo polo logistico a Piacenza, dopo la proposta (960mila metri quadri tra Le Mose e Roncaglia, 200 milioni di investimento e 700 posti di lavoro,) depositata nei giorni in Comune da una multinazionale di un fondo sovrano di Singapore.

“Uno scempio” – lo definisce senza mezzi termini Carlo Pallavicini (Prc) -, mi auguro che tutte le forze oneste e responsabili della città convergano nello sforzo per fermarlo. Un secondo polo logistico è qualcosa di cui non abbiamo bisogno: oltre ad essere dannoso in termini di impermeabilizzazione del suolo e di incidenza sulle temperature del lato est della città sarebbe inutile perché non rappresenta sviluppo per la città”.

“Lo sviluppo non passa dal lavoro dequalificato, sviluppo sarebbe rilanciare il tessuto produttivo della nostra provincia che eccelleva a partire dall’agroalimentare e adesso viene divorato dai capannoni di cemento della logistica, dove lavorano persone che definisco nuovi schiavi, con contratti terribili”. 

Un passaggio, quello sulle “forze oneste”, che non è piaciuto a Marco Colosimo (Pc Viva): “Io sono onesto e mai mi scaglierò contro un ampliamento del polo logistico. Non sono disonesto, ma credo ad un determinato sviluppo della città: mi auguro che le persone interessate ad acquisire il terreno non leggano i giornali perché si troverebbero di fronte una situazione politica e istituzionale non accogliente. Il polo logistico può offrire alla città una vera opportunità di sviluppo”. 

In linea con Colosimo l’intervento di Paolo Garetti (Sveglia), che ha ricordato la “posizione strategica” di Piacenza: “Non sappiamo ancora chi deve venire,  cosa vuole fare, e sono subito barricate; è una opportunità, quantomeno va valutata”.

“Se vogliamo fare scappare la gente – ha attaccato Tommaso Foti (FdI) – diciamolo subito, la strada che si sta prendendo è quella di metterli in fuga senza nemmeno sapere cosa vogliono fare. Portiamo almeno rispetto per chi ha interesse ad un investimento sul territorio”.

“Se non viene la logistica a Piacenza non viene niente – ha detto senza mezzi termini Guglielmo Zucconi (Misto) – si parla di assumere 700 persone, poi c’è chi si lamenta perchè manca il lavoro”.

Anche sul fronte Pd la linea sembra essere quella di attendere maggiori informazioni sul progetto prima di valutarlo: “Quando avremo dei dati potremo esprimerci – ha affermato il capogruppo Claudio Ferrari – finora sto sentendo solo proclami, ma con questo atteggiamento di distinzione tra puri e impuri si costruisce ben poco”.

A Ferrari ha fatto eco Lucia Carella: “Sappiamo che esiste una richiesta, ma prima di spaventare e creare allarmismi e fantasmi cerchiamo di capire chi sono, cosa vogliono fare, e le modalità di una progettazione e di una pianificazione consona”.

Andrea Tagliaferri (Pcini per Dosi) ha invece annunciato la richiesta di convocazione per una commissione, chiamando come relatori il Politecnico e la Provincia, per valutare scenari presenti e futuri del polo logistico.

CENSIMENTO DEI CAPANNONI VUOTI – Un “censimento aggiornato di tutti gli immobili commerciali e capannoni industriali non utilizzati ed attualmente vuoti”. A chiederlo con una mozione i consiglieri del Movimento 5 Stelle dopo la recente richiesta di insediamento di un polo logistico di 960mila metri quadri tra Le Mose e Roncaglia

“Tale richiesta – spiegano – comporterebbe un enorme consumo di suolo agricolo a fronte di vantaggi economici irrilevanti per la comunità piacentina, come testimonia l’esperienza del polo logistico di Le Mose. Nel territorio piacentino esistono diverse zone industriali abbandonate. Pertanto esistono moltissimi capannoni vuoti e disponibili all’insediamento di nuove realtà industriali o commerciali”.

Richiamando la la nuova legge regionale urbanistica che “punta a ridurre fortemente le previsioni di nuove costruzioni al di fuori dei territori già urbanizzati, fissando al contempo nuove regole più semplici e veloci per la pianificazione dei Comuni e per favorire la qualità dei progetti, la legalità e la trasparenza”, i consiglieri pentastellati chiedono a sindaco e giunta di “contattare tutti i comuni piacentini e la Provincia per elaborare un censimento aggiornato di tutti gli immobili commerciali e capannoni industriali non utilizzati ed attualmente vuoti”.
 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.