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Di Battista (M5s) a Piacenza: “Prodi vota sì come le banche di affari” foto

In 500 persone ad ascoltare Alessandro Di Battista in piazza S. Antonino a Piacenza. L'esponente del Movimento 5 Stelle ha fatto tappa nella nostra città

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In 500 persone ad ascoltare Alessandro Di Battista in piazza S. Antonino a Piacenza. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha fatto tappa nella nostra città dopo le 20 e 30 col suo tour “Io dico No”, il lungo viaggio, iniziato il 10 novembre, per tutta la penisola da Nord a Sud, contro la riforma costituzionale sottoposta a referendum il 4 dicembre prossimo.

Un comizio collettivo quello del movimento di Beppe Grillo, con tante voci di attivisti e militanti che si sono alternate sul palco.

Alla domanda di commentare l’endorsement per il sì di Romano Prodi, Di Battista ha risposto: “Io combatto per le ragioni del no e non voglio dire nulla, è molto legato a Goldman Sachs e dato che le riforme sono portate avanti dalle banche di affari non mi sorprende. 

Voto no come l’Anpi, come Bersani, come gente che vota Sel, si tratta di riforme costituzionali e la Costituzione è stata approvata da rappresentanti del Pci, dei socialisti, da monarchici, da democristiani, non si può giudicare le motivazioni in base ai compagni di strada. Qualcuno dice ‘voi votate come Salvini’ e a questo si risponde ‘voi votate come Verdini’. Ma questa risposta è sbagliata perchè Verdini non solo vota queste riforme, ma le ha scritte che è tutta un’altra cosa.

L’unica cosa certa che succederà il 5 dicembre – ha aggiunto – è che cambieranno la legge elettorale perchè gli fanno paura i Cinque Stelle, loro hanno votato una legge elettorale che hanno definito come la migliore del mondo, oggi si rendono conto che forse potrebbe favorire noi la cambieranno. Questi padri della democrazia cambiano la legge elettorale in base ai sondaggi e non sulle richieste del popolo italiano. Se ragionano così sulla legge elettorale, lo stesso stanno facendo sulla Costituzione. 

Se dovessero vincere i sì, il giorno dopo il Senato sarebbe composto dal 65 % di senatori del Pd – ha attaccato Di Battista – senza che il popolo sia messo in condizione di votare, se questa per voi è democrazia.. I sondaggi non li ho mai guardati, per me è sempre stato Davide contro Golia. Noi abbiamo la rete, la piazza, un palco e la voce, di là controllano la Rai e i giornali. Noi non abbiamo nulla da rimproverarci, abbiamo seminato il massimo, ma di più non potevamo fare”.

Sul palco, prima di Di Battista, si sono alternati 12 parlamentari del M5s: Raffaella Sensoli, Massimo De Rosa, Enza Blundo, Dalila Nesci, Luigi Gallo, Michela Montevecchi, Mirko Busto, Maria Edera Spadoni, Michele dell’Orco, Danilo Toninelli e Carlo Sibilia. 

La prima a prendere la parola è stata la capogruppo in consiglio comunale Mirta Quagliaroli. La consigliera M5s ha ricordato la recente polemica sull’iniziativa, tenutasi all’Isii Marconi, che ha visto un dirigente del Comune di Piacenza tenere una lezione sul referendum. 

“Si è perso il senso della misura, della correttezza, del rispetto. Il fatto che ci ha lasciato amareggiati è tanto semplice quanto grave. Un dirigente comunale, nelle ore di lavoro, si è prestato per conto di un consigliere comunale, peraltro ex insegnante di religione di un Istituto Professionale, ad effettuare una lezione sulle modifiche referendarie  nell’Istituto e, con poco rispetto per gli studenti, per le loro famiglie, per le istituzioni scolastiche e comunali nonché per un’informazione corretta e pluralistica, pare abbia insistito in particolare su temi (per esempio quello dei risparmi previsti dal testo della riforma Costituzionale) tanto cari ad una sola delle voci del prossimo confronto referendario. Se confermato, l’episodio sarebbe grave: non è informazione, la mancanza di contraddittorio è “campagna elettorale”. Esiste anche una voce forte e chiara che si oppone a questa riforma, ma in questa, come in altre occasioni, pare non abbia avuto spazio. 
In consiglio comunale avevamo già denunciato il ripetersi di scorrettezze, più o meno gravi, durante questa campagna referendaria, ma a quanto pare per il sindaco il rispetto delle regole e in questa circostanza il diritto dei giovani cittadini ad una vera informazione non ha importanza.
Inviando un tecnico nessuno sembra possa permettersi di obiettare la sua terzietà, ma a parer nostro sarebbe stato più equilibrato un confronto tra le diverse voci a sostegno del si e del no”.

I VIDEO DI DI BATTISTA IN PIAZZA S. ANTONINO

 

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