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Economia (terzo trimestre): bene industria, soffrono commercio e costruzioni

La rilevazione viene svolta da Unioncamere Italiana e Unioncamere Emilia Romagna per conto delle Camere di commercio e mette in evidenza l’evoluzione dei principali indicatori economici

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Sono disponibili i risultati dell’indagine congiunturale per il  3° Trimestre 2016 sull’economia di Piacenza – La nota stampa

La rilevazione viene svolta da Unioncamere Italiana e Unioncamere Emilia Romagna per conto delle Camere di commercio e mette in evidenza l’evoluzione dei principali indicatori economici.

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Piacenza, 28 Novembre 2016 –  Industria Manifatturiera piacentina: positivo il trend nel 3° Trimestre 2016.  Ancora in sofferenza i settori delle Costruzioni e del Commercio al dettaglio
 
Industria

Si confermano anche nel 3° trimestre del 2016 le dinamiche positive registrate nel comparto dell’industria manifatturiera piacentina, con un aumento della produzione del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2015, in continuità con l’incremento dell’1,7% già riscontrato nel secondo trimestre dell’anno.

Risultano in crescita anche il fatturato (+2,6%) e gli ordini  complessivi (+3,4%) e per questo aggregato è ancora la componente estera a dare un forte impulso con un aumento del 5% dei corrispondenti ordinativi. Anche in Emilia Romagna gli indicatori presi in esame evidenziano andamenti tutti positivi, ma con un’intensità inferiore rispetto agli esiti rilevati nella nostra provincia. Esaminando i giudizi espressi dagli imprenditori intervistati si registrano valutazioni abbastanza positive sia in termini congiunturali che tendenziali e quasi la metà delle imprese intervistate (45,8%) prevede aumenti della produzione nel  prossimo trimestre.
 
Artigianato

Piccoli segnali positivi trovano spazio anche per le imprese del comparto dell’artigianato che registra un incremento della produzione e degli ordini dell’1,4%. E  se il fatturato nel suo complesso si attesta su livelli prossimi a quelli dello scorso anno (+0,1%), si evidenzia una crescita delle esportazioni  che riscontrano un incremento del 3,9% in termini tendenziali. Gli ordini complessivi fanno rilevare un andamento positivo, con una crescita dell’1,4% e anche per questo indicatore appare decisamente più consistente la domanda di beni dall’estero, quest’ultima registra infatti un incremento del 3%. Si allunga il periodo di produzione assicurato dal portafoglio ordini e supera la soglia delle 5 settimane lavorative. Migliora la stima del grado di utilizzo degli impianti che si attesta al 65,6% della capacità produttiva.
 
Costruzioni

E’ negativo l’andamento riferito dalle imprese piacentine del  settore delle costruzioni e i dati relativi al volume d’affari evidenziano una riduzione del 2,9% rispetto ai valori dello scorso anno. Anche in regione questo indicatore ritorna in campo negativo dopo diversi trimestri in cui si erano riscontrate dinamiche lievemente positive e la riduzione rilevata è  pari a -0,8%.   I giudizi espressi degli imprenditori locali del settore sull’andamento del volume d’affari sono piuttosto “pesanti” e anche le previsioni per l’andamento del prossimo trimestre non fanno presagire cambiamenti significativi, mentre in ambito regionale si riscontra una una percezione meno negativa sia nei giudizi sul periodo appena concluso, sia per le previsioni sul prossimo trimestre.

Commercio al dettaglio

Non si interrompe la dinamica negativa rilevata dall’indagine congiunturale per il comparto del commercio al dettaglio e il dato delle vendite nel periodo luglio-settembre evidenzia una flessione del 2,1%, la terza consecutiva e la più consistente (a Marzo era stata pari a -0,1% e a Giugno -0,9%). La sequenza risulta negativa anche in regione, ma in questo territorio  la riduzione riscontrata a settembre è del -1% e nei due periodi precedenti era stata pari a -0,3%.

Le valutazioni espresse dagli esercenti locali sono decisamente negative e oltre la metà degli intervistati rileva un calo delle vendite sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto allo stesso periodo del 2015. Le aspettative per i prossimi tre mesi sono improntate alla cautela, infatti solo il 34,2% dei commercianti intervistati prevede un aumento delle vendite,  il 39,8% si aspetta una sostanziale stabilità e  più di un quarto (25,9%) prevede un calo.

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