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Incendi di auto in città, i carabinieri scoprono tre sfruttatori. Arrestati foto

Dall'incendio di autovetture nella zona di viale Dante a Piacenza del febbraio scorso i carabinieri di Piacenza hanno scoperto lo sfruttamento sul marciapiede di una 21enne

Dall’incendio di due autovetture nella zona di viale Dante a Piacenza i carabinieri dell’aliquota operativa del Norm di Piacenza hanno scoperto lo sfruttamento di una 21enne rumena, ad opera di tre persone, finite agli arresti.

Si tratta di un albanese di 32 anni, pregiudicato (già in carcere dal maggio scorso in seguito all’operazione Matrix), di una 26enne rumena, sempre pregiudicata (ai domiciliari) e di un 27enne rumeno, detenuto alle Novate.

Quest’ultimo, a gennaio 2016, aveva portato la giovane in Italia promettendole un futuro roseo, per poi costringerla, insieme ai complici, a prostituirsi alle porte della città, nella zona di Strada dell’Anselma. Tutti e tre sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento continuato e in concorso della prostituzione. I provvedimenti sono stati eseguiti dalle forze dell’ordine nella tarda serata di mercoledì 23 novembre.

L’INCENDIO DELLE AUTO – Le indagini sono partite in seguito al rogo di due autovetture, avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 febbraio 2016 nella zona di viale Dante: una Bmw, posteggiata in via Scoto, e un’auto parcheggiata lungo via Corneliana, a poche decine di metri di distanza l’una dall’altra.

Un evento apparso fin da subito doloso, compiuto versando della benzina sui veicoli; ragione per cui erano immediatamente scattati gli accertamenti dei militari sulla dinamica dell’episodio e poi sui  proprietari delle auto bruciate.

LA PROSTITUZIONE – Inizialmente era stato ipotizzato che potesse trattarsi di un tentativo di estorsione, ma la figura del 27enne rumeno, intestario della Bmw, ha condotto gli inquirenti ad un altro scenario, quello della prostituzione; “piaga sociale” molto diffusa a Piacenza, come hanno sottolineato i carabinieri in conferenza stampa, e concentrata nell’area industriale e della Caorsana. 

Dall’attività delle forze dell’ordine è emerso che il 27enne era implicato nello sfruttamento di una sua connazionale, attività che poteva essere collegata all’incendio del veicolo, ad opera di ignoti.

Non solo; l’altra auto data alle fiamme (appartenente ad una persona completamente estranea ai fatti) era molto simile a quella in uso alla donna ritenuta dagli investigatori complice dello sfruttamento.

Secondo i risultati delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Antonio Colonna, il 27enne aveva portato la ragazza in Italia con l’inganno, costringendola a vendersi sulla strada; inoltre monitorava costantemente il suo lavoro, avvalendosi del supporto del 32enne e dell’altra donna, che la ospitava nella sua abitazione.

La 21enne veniva accompagnata sul posto dagli sfruttatori, che nell’arco della giornata controllavavo più volte che tutto procedesse come da loro intenzioni. Dopodichè lasciavano alla lucciola il 50% dei contanti guadagnati, intascandosi il resto.

L’intenso lavoro degli uomini dell’Arma e gli importanti elementi raccolti nell’arco di pochi mesi, hanno portato all’emissione delle tre custodie cautelari; provvedimento che ha consentito alla giovane straniera di sottrarsi ai suoi oppressori e di disporre liberamente della propria vita.

Sono circa 30 gli arresti eseguiti dai carabinieri per sfruttamento della prostituzione dal 2013 ad oggi, come sottolineato dal capitano Stefano Bezzeccheri, comandante della compagnia di Piacenza e dal tenente Luca Delle Vedove, comandante del Norm, che hanno illustrato i dettagli dell’operazione, denominata “Pretty Woman”. 

INTERVISTA AI CARABINIERI

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