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Massimo Fini ospite della Galleria Biffi Arte

Presenterà il suo ultimo libro “La modernità di un antimoderno. Tutto il pensiero di un ribelle” (Marsilio), che racchiude le sei opere più importanti dell’autore milanese. Saranno presenti i giornalisti Mauro Molinaroli e Giorgio Lambri

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“La democrazia continua a essere un modo sofisticato, accettabile, per fregare la povera gente con il suo consenso. Mi auguro che questa modo di intendere la politica vada a quel paese. Spero in un collasso del sistema che permetta ai più giovani di ricominciare”.

Così si esprime Massimo Fini che venerdì 25 novembre alle 18 alla Galleria Biffi Arte di Piacenza presenterà il suo ultimo libro “La modernità di un antimoderno. Tutto il pensiero di un ribelle” (Marsilio), che racchiude le sei opere più importanti dell’autore milanese. Saranno presenti i giornalisti Mauro Molinaroli e Giorgio Lambri. 

Oltre mille pagine con una prefazione del filosofo Salvatore Veca, a partire da “La ragione aveva torto?” (1985), sarcastico e documentato pamphlet contro l’Illuminismo, dove Fini anticipando i tempi demolì tutti i capisaldi della nostra società: la democrazia, l’economia, la tecnologia, la pretesa dell’Occidente di ergersi a cultura superiore, rispetto alla altre, anticipando temi che nel corso del tempo sono emersi con grande attualità.

Ora con questa raccolta Fini evidenzia in modo chiaro e lineare le ricadute che il modello occidentale ha avuto sulla nostra vita: nevrosi, depressione, alcolismo di massa, uso e abuso di psicofarmaci, droga. In passato questo autore ha anticipato il presente ma è spesso stato sottovalutato e oggi quelle che venivano considerate delle provocazioni, purtroppo, come si evince dalla sua monumentale opera, sono diventate delle inquietanti realtà.

Gli altri libri che compongono “La modernità…” sono “Elogio della guerra”, “Il Denaro. Sterco del demonio”, “Il vizio oscuro dell’Occidente”, “Sudditi” e “Il Ribelle dalla A alla Z”.

Dice in proposito Fini: “L’Occidente è sotto pressione, non è più in grado di controllare il mondo come ha preteso di fare per secoli”.

Fini ha sempre cercato di capire, è stato un assiduo studioso e un giornalista preparato, non ha mai smesso di andare oltre e come accade a chi spesso è avanti rispetto al pensiero dominante, non ha mai avuto la giusta considerazione: “E’ vero – sostiene – forse le mie considerazioni non hanno avuto la giusta valutazione, non sono state prese sul serio, perché io vado sempre nella direzione contraria e qualche volta mi sono domandato se non ero io ad aver preso la strada sbagliata. Ma riflettendoci di solito penso alla metafora dei roditori che si suicidano in massa seguendo il loro capo, quello che di fatto sta accadendo”. 

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