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Nando Mainardi presenta a Fiorenzuola il libro su Gaber

L'evento è organizzato dal Comune di Fiorenzuola nell'ambito delle iniziative su Giorgio Gaber in concomitanza con l'apertura della stagione teatrale

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E’ in programma domenica prossima 20 novembre (ore 18) al Teatro Verdi di Fiorenzuola (Piacenza) la presentazione del libro “La magnifica illusione. Giorgio Gaber e gli anni ’70” (ed. Vololibero) di Nando Mainardi.

L’evento è organizzato dal Comune di Fiorenzuola nell’ambito delle iniziative su Giorgio Gaber in concomitanza con l’apertura della stagione teatrale.

Presenta e coordina Giorgio Lambri, giornalista di Libertà. Intervengono, insieme all’autore, Chiara Ferrari, giornalista e studiosa della canzone autore e di protesta, e il cantautore Davide Zilli che eseguirà, nel corso della serata, alcuni classici di Gaber, Jannacci e della canzone milanese.

IL LIBRONel 1970 Giorgio Gaber abbandona il mercato discografico e la televisione per dedicarsi al teatro: è l’anno de Il Signor G.

E’ l’inizio di una fase totalmente nuova, in cui il cantautore milanese sceglie di confrontarsi attraverso i suoi spettacoli con il pubblico – costituito in gran parte dai giovani protagonisti del Sessantotto – sulla possibilità effettivamente di cambiare il mondo.

Ma la rivoluzione in cui crede Gaber è piuttosto distante dalle grandi certezze ideologiche che caratterizzano gli anni Settanta e mette al centro le persone, con il loro bagaglio quotidiano di dubbi, di speranze e di frustrazioni.

E’ la rivoluzione dei “cani sciolti”: per Gaber, e per tanti altri in quel decennio, la politica ha senso solo se rifiuta gli slogan, le istituzioni (tutte) e sa intrecciarsi intimamente con l’esistenza delle donne e degli uomini.

“La magnifica illusione” è il racconto del viaggio di Giorgio Gaber, ovvero di un ragazzo che voleva fare il rock and roll, che ha contribuito “all’invenzione” della canzone d’autore e che – favorito da quel prodigioso ribaltamento di senso che è stato il Sessantotto – è andato ben al di là dell’etichetta di “cantautore”, fino a diventare un intellettuale e un divulgatore provocatorio e mai scontato.

Questo libro analizza il passaggio, negli anni ’70, dalla prima fase della carriera di Giorgio Gaber alla nascita del Signor G; attraversa quel decennio e gli spettacoli del Teatro Canzone portati in scena e scritti in collaborazione con Sandro Luporini; si sofferma sulla rottura con la stagione della contestazione e sul ritiro temporaneo del cantautore milanese dalle scene teatrali; getta lo sguardo sui suoi tentativi, negli anni successivi, di inseguire ed inventare altre utopie – che in realtà portavano nuovamente alla scintilla originaria del Sessantotto – da cui ripartire per provare a cambiare il mondo

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