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Parole di valore: il Liceo Gioia premiato a Bologna   foto

Il progetto Parole nella pietra è nato dalla collaborazione tra Musei di Palazzo Farnese, Liceo Gioia e Archivio di Stato nell'ambito del concorso Io amo i Beni Culturali, indetto dall'IBC dell'Emilia Romagna, di cui è risultato tra i vincitori

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Il progetto Parole nella pietra è nato dalla collaborazione tra Musei di Palazzo Farnese, Liceo Gioia e Archivio di Stato nell’ambito del concorso Io amo i Beni Culturali, indetto dall’IBC dell’Emilia Romagna, di cui è risultato tra i vincitori.

Nei giorni scorsi le classi coinvolte hanno condiviso con gli altri premiati, nella sede della Regione, una giornata di presentazione e valorizzazione delle esperienze, pubblicate in un interessante volume ricco di immagini e visualizzabili sul sito dell’IBC dell’Emilia Romagna, Istituto per i beni artistici, culturali e naturali.

L’obiettivo dell’attività è stato valorizzare la sala delle epigrafi dei Musei Civici di Palazzo Farnese, ampliando l’allestimento e l’apparato didascalico a disposizione dei visitatori con la possibilità di migliorare la fruizione anche grazie alle nuove tecnologie, visualizzando i dati informativi in formato digitale sulla App “Piacenza”.

È stata questa un’occasione per i ragazzi delle classi 3 scientifico A, 3 classico B e 2 classico C del Liceo Melchiorre Gioia, guidati dalle insegnanti, Manuela Veneziani, Chiara Giublesi, Antonella Savini, Monica Massari e dalle operatrici dei Musei e dell’Archivio di Stato, Antonella Gigli, Francesca Fabbri e Anna Riva, per acquisire un metodo di ricerca, di studio scientifico e di catalogazione dei materiali esposti.

Sono state ampliate le conoscenze sull’argomento, attraverso l’analisi e la traduzione delle lastre epigrafiche, raccolte informazioni sui personaggi committenti delle epigrafi e sui diversi luoghi di provenienza per geolocalizzarle.

Tradurre le lastre ha suscitato una curiosità e un interesse che le traduzioni scolastiche, da manuale, non sempre riescono a fare.

Alcuni, inoltre, sotto la guida della professoressa Elena Gabbiani, si sono impegnati nella realizzazione di un modello 3D in scala 1:5 della lastra del Benvegnù proveniente dal castello di Montechiaro, allo scopo di offrire a tutti i visitatori, compresi i non vedenti, la possibilità di percepire anche con il tatto l’oggetto riprodotto.

La nuova sala era stata inuagurata prima dell’estate, con la festa dedicata proprio all’epigrafe del “Benvegnù” e al suo messaggio di ospitalità medioevale. In quest’occasione, tra abiti, musiche, danze, versi cortesi e una visita guidata alla collezione, animata da scenette a tema, era stato offerto al pubblico un piacevole ritorno al Medioevo.

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