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Referendum, Reggi: “Votare sì alla riforma anche solo per l’abolizione dei privilegi”

Coordinatori dei comitati per il sì, giovani, mamme, imprenditori, politici e comuni cittadini insieme per fare il punto sulle ultime tre settimane che mancano al voto del 4 dicembre. Una serata che ha visto la partecipazione di Roberto Reggi il quale ha illustrato i punti più dibattuti della riforma e quelli su cui spesso la gente chiede informazioni e chiarimenti. 

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Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dell’incontro a cui hanno preso parte i coordinatori dei comitati per il sì al referendum di Piacenza, in cui è intervenuto Roberto Reggi, direttore del demanio. 

La nota stampa – Reggi: “Si dovrebbe votare sì alla riforma anche solo per l’abolizione dei privilegi”

Coordinatori dei comitati per il sì, giovani, mamme, imprenditori, politici e comuni cittadini insieme per fare il punto sulle ultime tre settimane che mancano al voto del 4 dicembre. Una serata che ha visto la partecipazione di Roberto Reggi il quale ha illustrato i punti più dibattuti della riforma e quelli su cui spesso la gente chiede informazioni e chiarimenti.

“E’ un tema complesso che non può essere certamente esaurito durante un volantinaggio – ha sottolineato Reggi dando indicazioni ai comitati -; c’è purtroppo chi vota no a prescindere, ma tenteremo fino alla fine di smontare le bufale che sono circolate durante tutto questo periodo e che hanno generato confusione nelle persone. Non dobbiamo permettere che un cittadino voti no per paura, ne’ per altri motivi che nulla hanno a che vedere con la proposta di riformare e migliorare la Costituzione”.

“Abbiamo parlato per anni dei privilegi nella politica. Con questa riforma vengono in buona parte eliminati. Credo  che si dovrebbe votare Sì anche solo per questo motivo”. Reggi, da ex sindaco, si mostra sensibile anche al tema degli stipendi dei primi cittadini paragonati a quelli dei consiglieri regionali che guadagnano, in certi casi, tre volte tanto, pur avendo minori responsabilità. Eccetto l’Emilia-Romagna che è già in linea, tutte le altre regioni italiane si dovranno adeguare al ribasso per evitare inaccettabili disuguaglianze”. Secondo Reggi il nostro Paese con il Sì diventerebbe più equo per effetto di quel che prevede la riforma dell’articolo 117.

“Le materie concorrenti, tra cui energia e infrastrutture, per esempio, hanno generato centinaia di contenziosi tra Stato e Regioni, immobilizzando il sistema – ha ricordato -; inoltre, in questi ultimi 15 anni si sono create tante disparità: in tema di welfare e sanità attualmente esistono delle differenze inaccettabili nel rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini solo perché sono residenti in regioni diverse. Chi vota Sì sa che queste disuguaglianze verrebbero ragionevolmente sanate.

Con la riforma – ha chiarito – si passerà da un federalismo competitivo, che ha fatto solo danni, a un federalismo cooperativo che premierà le Regioni più virtuose”. Infine, un cenno su due temi altrettanto importanti come partecipazione e trasparenza. “Finalmente – ha detto Reggi – i disegni di legge di iniziativa popolare avranno la garanzia di essere discussi in Parlamento. L’introduzione del referendum propositivo lancia un messaggio chiaro: riavvicinare le persone alla politica”.

Motivo di apprezzamento, in particolare da parte degli amministratori, anche la questione sulla trasparenza: “un principio – ha sottolineato – garantito dalla legge 241 del ’90, ma che con la riforma assumerà dignità costituzionale”. Nel corso dell’incontro, è poi stato dato spazio al dibattito. “Alla fine – ha concluso Reggi – la cosa importante da fare in questo ultimo tratto di campagna che ci separa dal voto è aiutare la gente a superare le incertezze e dire la verità: la riforma è stata pensata per far vivere meglio le persone”.

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