69 anni di Polstrada, Siap: “Pene più severe non fanno calare gli incidenti”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del segretario provinciale del sindacato Siap di Piacenza Sandro Chiaravalloti sui 69 anni della Polizia Stradale

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera del segretario provinciale del sindacato Siap di Piacenza Sandro Chiaravalloti sui 69 anni della Polizia Stradale

IL TESTO – Oggi la Polizia Stradale compie 69 anni e la prego, oltre a poter fare un intervento sulla sicurezza stradale, di concedermi la possibilità di estendere gli auguri miei personali e di tutto il Siap a tutte le donne e uomini della Polstrada che negli anni hanno fornito un impegno costante, anche a caro prezzo, a favore della collettività sotto il piano della sicurezza stradale e, in particolar modo, nelle grandi arterie stradali.

Un servizio svolto con competenza e professionalità grazie alla abnegazione e al grande senso di appartenenza in una delle specialità più prestigiose della Polizia Di Stato che, a mio parere, insieme al servizio delle volanti e alla gazzelle dei CC, sono la punta di diamante del vero controllo del territorio, senza dimenticare il supporto dei colleghi della Polizia Municipale ai quali va la mia solidarietà in quanto, notizia recente, attraverso i loro sindacati, non sono ancora riusciti ad ottenere il riconoscimento delle “cause di servizio”.  

Un servizio, quello della Polstrada, che quotidianamente è mirato a salvare vite umane in un contesto dove troppe sono ancora le vittime e oggi, purtroppo, grazie alle nuove norme le vittime sono anche altre. Infatti, con le nuove norme del codice della strada, non è affatto diminuito il numero delle persone decedute in un sinistro stradale – dati Istat- , facendo emergere che  i provvedimenti estremamente punitivi non sempre sono la soluzione soprattutto quando, come in questo caso, le nuove norme stanno a mio parere producendo altre vittime: gli automobilisti in genere.   

Era sicuramente necessario che si facesse qualcosa per punire severamente chi, in stato di ebbrezza alcolica o non, dopo aver causato un incidente stradale ometteva il soccorso; o chi in stato alterato per vari motivi, sentendosi il campione del mondo di Formula 1, strappava via delle vite umane. Ma facendo leva su queste necessità, a mio modesto parere, si sono inasprite così tanto le norme, che stanno punendo severamente anche chi, banalmente, per un sinistro dovuto a semplici distrazioni o altro, ha prodotto ferite superiori a 40 giorni. 

Attraverso il mio lavoro, personalmente e sindacalmente, ho conosciuto e conosco persone che sono finiti in un tunnel da dove non si sa come ne usciranno, per semplici e banali sinistri che, proprio perché una delle persone coinvolte ha superato i 40 giorni di prognosi, si sono visti revocare la patente e avviare un iter penale per una semplice manovra che potrebbe capitare ad ognuno di noi.

Non solo, in questi casi, per il risarcimento dei danni, diventano ancor di più vittime i feriti stessi, che per vedersi risarcire un danno dovranno aspettare la fine del procedimento penale e forse, dopo questo, dover avviare un procedimento civile in un paese dove già i processi hanno durata biblica. 

Alla fine, forse, visto che i morti non calano, gli unici a guadagnarsi ancora sono le assicurazioni, in quanto con l’allungare delle procedure il cittadino ancor di più potrebbe essere costretto ad accettare proposte di risarcimento ridicole. Una domanda quindi giunge spontanea: chi ne ha giovato di tutto questo?  

Il Segretario Provinciale Siap
Sandro Chiaravalloti 

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