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Chiesa del Carmine, al Farnese una mostra sul percorso di recupero

La copertura finanziaria per la realizzazione dell'opera, di 5 milioni e 870mila euro, prevede un intervento con risorse proprie dell'Amministrazione per 1 milione e 270mila euro, nonché due distinti contributi della Regione Emilia-Romagna

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Una possibilità per scoprire più da vicino il patrimonio architettonico e il progetto di restauro dell’ex Chiesa di Santa Maria del Carmine a Piacenza.

Apre martedì 20 dicembre presso lo spazio espositivo di Palazzo Farnese, in concomitanza con un convegno in programma alla Cappella Ducale, la mostra che presenta lo stato dell’arte del percorso di recupero e riqualificazione dell’ex Carmine, attualmente giunto alla pubblicazione della gara d’appalto.

La copertura finanziaria per la realizzazione dell’opera, di 5 milioni e 870mila euro, prevede un intervento con risorse proprie dell’Amministrazione per 1 milione e 270mila euro, nonché due distinti contributi della Regione Emilia-Romagna: il primo, di 3 milioni di euro assegnato nel maggio 2014 come finanziamento relativo al consolidamento strutturale con fondi Dup, il secondo, di 1 milione e 600 mila euro, stanziato nel luglio 2016 e riferito all’Azione 6.7.1 “Interventi per la tutela, la valorizzazione e la messa in rete del patrimonio culturale” Asse 6 – Città attrattive partecipate dei fondi regionali Por Fesr 2014-2020).

“Il progetto di recupero e riqualificazione dell’ex Chiesa del Carmine – afferma il vicesindaco Francesco Timpano – comprende due distinti ambiti di intervento: da un lato, il recupero e il consolidamento strutturale dell’edificio e dall’altro, il suo riuso funzionale. Il progetto infatti è finalizzato alla realizzazione e all’attivazione di un Laboratorio aperto per la mobilità e la logistica sostenibile. Uno spazio urbano fruibile dai cittadini e dalle imprese, che vedrà la coesistenza di servizi di informazione su ambiente, mobilità, turismo ed eventi cittadini e di spazi attrezzati con tecnologia informatica avanzata, nel segno dell’innovazione e della sostenibilità”.

Nella Mostra, allestita sino al 9 gennaio e visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, il percorso si snoda attraverso quattro fasi principali che ripercorrono il metodo di lavoro seguito e che corrispondono ad altrettanti pannelli esplicativi tematici, per poi chiudersi con la proiezione di un video che illustra le principali fasi di studio e analisi ad oggi condotte.
 
LA STORIA – La chiesa di Santa Maria del Carmine, fondata a Piacenza nel 1334 dai Padri Carmelitani, sorge tra le odierne via Borghetto e piazza Casali.

Il complesso nasce in forme semplici rispecchiando la tipica architettura degli ordini mendicanti. In seguito alla soppressione degli ordini nel 1805 la chiesa viene prima adibita ad ospedale e poi a magazzino mentre il vicino convento diventa prima caserma e, dal 1807, Pubblico Macello.

Dal 1923 il convento diviene sede della organizzazione del Partito nazionale fascista e dagli anni ’50 ospita u ci statali no al 2006, anno in cui l’intero complesso viene abbandonato.

L’ex chiesa del Carmine rappresenta uno dei numerosi monumenti italiani che, dismessa la fruizione originaria, ha subito gli eventi della storia e purtroppo la trascuratezza dell’uomo. Dal periodo napoleonico ad oggi, l’edificio è stato destinato a numerose funzioni: ospedale militare, mattatoio, deposito di materiale di generi vari, autofficina, ecc.

Ognuno di questi usi ha ovviamente attivato una serie di modifiche alla fabbrica originale, innescando un duplice processo di degrado: quello causato dall’impropria utilizzazione e la trascurata manutenzione delle parti storiche che, evidentemente, non erano consone alle nuove destinazioni d’uso.

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