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Coldiretti: “Sempre più bio e occupati in agricoltura (+5,5%)”

Tracciato il punto di Coldiretti Piacenza in merito ai dati dell’annata agraria. Nel tradizionale appuntamento di fine anno a commentare l’andamento dei vari settori i dirigenti dell’Organizzazione agricola e delle strutture economiche del territorio

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Piacenza sempre più biologica, ma la siccità è un problema – Il bilancio di Coldiretti Piacenza

Tracciato il punto di Coldiretti Piacenza in merito ai dati dell’annata agraria. Nel tradizionale appuntamento di fine anno a commentare l’andamento dei vari settori i dirigenti dell’Organizzazione agricola e delle strutture economiche del territorio. 

Marco Crotti, presidente di Coldiretti Piacenza ha coordinato gli interventi di Gianmaria Sfolcini, presidente del Condifesa di Piacenza; Luigi Bisi, presidente del Consorzio Agrario Terrepadane; Giampiero Cremonesi, consigliere del Consorzio di Bonifica di Piacenza; Filippo Arata presidente di Ainpo; Andrea Testa membro di Giunta Coldiretti Piacenza; Gianluca Maserati, produttore vitivinicolo.

Premiata l’agricoltura sostenibile rispetto al 2015; il biologico infatti è sempre più protagonista tra le coltivazioni del territorio con domande di contributo Psr su circa 5.642 ettari di superficie coltivata; le aziende che in provincia di Piacenza producono e trasformano biologico sono aumentate del +17,60%. Importante in questo senso anche l’attività del consorzio agrario Terre Padane che si occupa di contribuire allo sviluppo dell’agricoltura nei territori in cui opera, attraverso il supporto alle aziende agricole e zootecniche per la creazione di filiere, fornendo servizi tecnici, manageriali, finanziari, finalizzati alla valorizzazione delle produzioni agricole italiane. Come ha sottolineato Luigi Bisi “Nei prossimi anni Terre Padane vuole rendere sostenibile il biologico attraverso l’assistenza tecnica ed economica”.

E’ stata un’annata siccitosa quella passata come ormai accade da alcuni anni per la carenza di precipitazioni sia piovose che nevose. Giampiero Cremonesi del Consorzio di Bonifica ha ancora una volta evidenziato la necessità di utilizzare il Trebbia per creare un deflusso minimo vitale che sia differenziato rispetto alle stagioni, aiutando così l’irrigazione e l’agricoltura. Tra i settori maggiormente penalizzati da questa mancanza d’acqua c’è senza dubbio quello dei pomodori.

L’Italia si conferma come uno dei leader mondiali di questo tipo di produzione e Piacenza la città fiore all’occhiello in Europa 10mila ettari di terra coltivati (di cui 3146 ettari contrattati da Ainpo), quasi mille in più rispetto a Parma. Come però ha evidenziato Filippo Arata la mancanza d’acqua è un grave problema che potrebbe compromettere la prossima campagna. “Per il terzo anno consecutivo nella nostra provincia durante il periodo autunnale/invernale vi è stata una carenza di precipitazioni, i pozzi sono in difficoltà e senza l’acqua è chiaro che il prodotto ne risente”.
 
Buone notizie dal comparto vitivinicolo e da quello caseario. Per quanto riguarda la produzione di vino, nonostante non siano ancora pervenuti i dati definitivi del 2016, la produzione dovrebbe segnare un incremento del 5% rispetto all’anno passato. “L’estate passata è stata caratterizzata da un clima particolare” – ha detto Gianluca Maserati – “il clima caldo di agosto con grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte garantirà infatti un prodotto eccelso”.

Un settore, quello vitivinicolo, che in futuro potrà beneficiare anche dell’approvazione del testo unico delle norme sul vino. “Approvato lo scorso anno il testo unico rappresenta uno strumento che permette di dimezzare il tempo dedicato alla burocrazia, portando benefici a tutto il sistema”.

Il settore caseario considerato un traino per tutto il mondo agricolo ha riportato un aumento nella produzione del 5% rispetto all’anno passato. “L’approvazione della norma per l’etichettatura obbligatoria del latte e dei suoi derivati è stato un importante passo avanti per la tutela di un prodotto che rappresenta un eccellenza italiana nel mondo” – ha affermato Andrea Testa – “in questo modo i grandi investimenti fatti potranno portare i loro frutti, ed infatti i prezzi delle Dop stanno già dando i primi segnali positivi con un aumento dei prezzi medi salito di quasi un punto percentuale in due mesi”.
 
In crescita anche il numero di lavoratori impiegati nel settore agricolo: i dipendenti nel 2016 sono infatti ben 3.332, con un incremento del 5,5 % rispetto all’anno scorso.

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