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“Diventiamo costruttori di pace” L’ultima omelia del 2016 del vescovo

Cattedrale di Piacenza: l'omelia del Vescovo mons. Gianni Ambrosio nella funzione di S. Silvestro

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Il testo dell’omelia pronunciata del Vescovo Gianni Ambrosio per le celebrazioni di S. Silvestro, nella Cattedrale di Piacenza
 
L’omelia – Carissimi fratelli, carissime sorelle
 
 Non è sempre facile riconoscere negli avvenimenti della nostra vita personale la presenza amorevole di Dio. Forse è ancora più difficile riconoscere questa presenza di Dio nei fatti che accadono nel mondo. Eppure Dio non è lontano. La festa del Natale del Signore Gesù ci ha immersi nell’amore di Dio che si è chinato su di noi ed è venuto ad abitare con noi, a far parte della nostra umanità. Gesù è l’Emmanuele, il Dio con noi.

Ma gli avvenimenti della vita sono spesso oscuri e complessi e soprattutto i nostri occhi non sono sempre vigili e attenti. Spesso poi non vediamo con gli occhi della fede gli avvenimenti che accadono Questa sera siamo qui in preghiera per vedere con gli occhi della fede l’anno che sta finendo e cantare il Te Deum, l’antico inno di lode che ha accompagnato la Chiesa nel corso dei secoli. Non siamo solo noi a rendere grazie, ma chiediamo l’aiuto di tutto il popolo di Dio, di tutti i santi e degli angeli.

Alle nostre voci che si innalzano a Dio per lodarlo e ringraziarlo, si uniscono tutte queste voci. Persino la creazione è invitata a unirsi alla nostra lode. Siamo così collocati dentro il grande fiume della storia della salvezza che è il disegno misterioso di Dio in cui trovano il loro posto anche le vicende della nostra vita e del mondo.
 
A otto giorni dal Natale, la pagina evangelica ci presenta ancora la nascita di Gesù a Betlemme. Nell’oscurità della notte, i pastori si mettono in cammino, vanno senza indugio, vedono e ascoltano, e poi glorificano e lodano Dio. In questo ultimo giorno dell’anno in cui diamo uno sguardo al passato, i pastori ci insegnano a non fermare la nostra attenzione sull’oscurità della notte, ma ad andare oltre, per scorgere i segni di Dio nelle vicende della storia e nelle situazioni della vita.

Sono certamente molte le oscurità e le miserie, sono molte le sofferenze di tante persone. Anche noi, come i pastori che hanno un cuore umile e fiducioso, riconosciamo l’amore di Dio che si manifesta nella luce di quel Bambino che nasce a Betlemme. Anche noi, pur nell’oscurità della notte, in mezzo a fatti che non comprendiamo, abbiamo la grazia di percepire che la presenza di Dio non viene mai meno.

Egli è la nostra salvezza, il nostro aiuto, la nostra luce. Abbiamo anche la possibilità di chiederci se ascoltiamo la voce di Dio e se collaboriamo al suo disegno di amore oppure se diamo troppo ascolto ai nostri progetti umani, al nostro punto di vista.
 
Rendiamo grazie per il Giubileo della Misericordia che si è concluso nel novembre scorso. Resta viva in noi la grazia del Signore che ha aperto il nostro cuore per accogliere la sua misericordia. L’anno giubilare ci ha fatto prendere coscienza che è la misericordia del Signore che ci dona la vita e la speranza, è il suo amore misericordioso che agisce in noi e ci dona la forza di compiere gesti di amore e di perdono.

Con l’invocazione che conclude il Te Deum, noi ci rivolgiamo fiduciosi al Signore dicendo: “Fiat misericordia tua, Domine, super nos; in Te, Domine, speravi”. “La tua misericordia, o Signore, sia sempre con noi; in Te, Signore, ho sperato”.
 
Carissimi fratelli e sorelle, termina un anno e un nuovo anno si apre davanti a noi. Proseguiamo il nostro cammino sospinti dal soffio dello Spirito Santo, che ci illumina e ci guida, e custoditi e sostenuti dall’intercessione della Vergine Santa. La liturgia pone l’anno vecchio e quello nuovo sotto lo sguardo di Maria.

La Chiesa ci invita a invocare Maria come la Theotokos, Madre di Dio, il titolo più importante e più antico di Maria. Sia lei, Madre del Signore Gesù, a presentare il nostro ringraziamento a Dio, sia lei a prenderci per mano per guidarci nel prossimo anno. Per la sua intercessione, scenda su di noi la benedizione che ci è stata presentata nella prima lettura: “Il Signore rivolga a te il suo sguardo e ti conceda pace”. Cosi non solo con le labbra ma con la vita possiamo lodare il Signore e diventare anche noi costruttori di pace con tutti coloro che incontreremo nel nuovo anno. Amen

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