Il sindaco Calza: “Fatti gravissimi che non aiutano l’accoglienza”

"Non c'erano stati episodi di tensione in passato - commenta il sindaco di Gragnano, Patrizia Calza - ; fatti come questi rischiano di vanificare il lungo lavoro svolto per l'integrazione degli ospiti e per farli sentire ben accetti nella nostra comunità". 

“Sono fatti gravissimi che non aiutano l’accoglienza dei richiedenti asilo”; questo il commento del sindaco di Gragnano Trebbiense (Piacenza), Patrizia Calza, sull’accoltellamento tra profughi, ospiti di una struttura del paese, avvenuto la mattina del 28 dicembre. 

Accompagnata dal vicesindaco Marco Caviati, la Calza è arrivata subito nella palazzina dove si è verificato l’accoltellamento tra i due richiedenti asilo. Nell’edificio di via Roma sono attualmente ospitati dodici dei venti profughi dislocati a Gragnano.

“Avvenimenti come questi sconvolgono il clima di un intero paese, come un fulmine a ciel sereno – ha aggiunto il sindaco. Le persone coinvolte nei fatti di stamattina erano entrambe tranquille, prestavano servizio volontario nella pulizia delle strade e delle piazze”.

“Entrambi erano arrivati a Gragnano dal maggio scorso, erano di carattere mite e socievole – ha fatto notare – credo che quanto accaduto sia una reazione legata alla loro cultura”.

Il vicesindaco Caviati ha riferito che “la lite fra i due era iniziata – secondo quanto raccontato dai compagni – già nella serata di ieri, per questo avevano deciso di metterli a dormire separati, in due appartamenti distinti, poi nella mattinata il diverbio è ripreso fino al fatto di sangue”. 

Ad oggi sono venti i profughi accolti a Gragnano, di cui dodici collocati negli appartamenti della palazzina dove oggi è esplosa la violenta lite. 

“Non c’erano stati episodi di tensione in passato – conclude Calza – e purtroppo fatti come questo rischiano di vanificare il lungo lavoro svolto per l’integrazione degli ospiti e per farli sentire ben accetti nella nostra comunità, per domani era stato organizzato in municipio anche un momento conviviale con loro, peccato”.

Sul posto è arrivato anche il titolare della società che si occupa di accogliere i profughi, Osvaldo Bruschi, imprenditore edile che ha messo a disposizione in paese una serie di appartamenti sfitti per l’ospitalità dei richiendenti asilo.

Ha raccontato ai carabinieri che uno dei due giovani coinvolti nella lite aveva raggiunto in bicicletta il suo ufficio a Gragnanino per avvisarlo dell’accaduto. “E’ arrivato in ufficio da me – ha spiegato – ferito ad una mano, con il dito mignolo tranciato quasi di netto e mi ha raccontato della lite con il compagno. Io e mia moglie lo abbiamo medicato e poi abbiamo chiamato il 118”.

Anche lui si è detto dispiaciuto per quanto accaduto: “Ho subito avvisato la prefettura dei fatti – ha specificato – probabilmente fra i due litiganti c’erano vecchie ruggini riemerse tra ieri e oggi”.
 

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