In S.Ilario la testimonianza di papà Gianpietro: “Parlate con i vostri figli”

Quattro anni fa ha perso tragicamente il proprio figlio sedicenne, Emanuele e che da qui è ripartito per risvegliare le coscienze di tanti padri e di tanti figli: è il tema dell’incontro promosso dal Liceo e dalla Fondazione San Benedetto

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L’esperienza del signor Gianpietro che, quattro anni fa, ha perso tragicamente il proprio figlio sedicenne, Emanuele e che da qui è ripartito per risvegliare le coscienze di tanti padri e di tanti figli: è il tema dell’incontro promosso dal Liceo e dalla Fondazione San Benedetto, in collaborazione con il Comune di Piacenza a tutta la città in occasione delle Feste natalizie, in programma giovedì 22 dicembre alle ore 21 all’Auditorium S.Ilario.

LA STORIA – Provato dalla drammatica perdita del figlio che nel novembre 2013 si è tolto la vita buttandosi da un ponte nel fiume in piena a Gavardo, vicino a Salò (BS), sotto l’effetto della più imprevedibile delle droghe sintetiche, l’Lsd, il signor Gianpietro ha avuto la forza, dopo soli 8 giorni, di avviare  la Fondazione onlus Ema Pesciolinorosso (www.pesciolinorosso.org).

L’iniziativa nasce per essere di aiuto ai giovani attraverso la testimonianza di Papà Gianpietro agli adolescenti e ai genitori, attraverso la storia di Emanuele, per cui sono stati organizzati oltre 600 incontri in numerose città Italiane con un solo obiettivo: far riscoprire ai giovani il valore della vita e ai padri il valore della paternità e della famiglia. 

La Fondazione è impegnata nella creazione di lavoro per i giovani con progetti innovativi.

IL TEMA DELL’INCONTRO – L’ incontro con papà Gianpietro è dedicato ai tanti aspetti delicati e complessi del rapporto genitori e figli adolescenti, per una riflessione consapevole su cosa significa educare oggi, rispondendo al dolore con la vita, allontanando dai giovani le dipendenze, facendo dei propri errori e dolori dei punti di forza.

“In fondo spero di risvegliare le coscienze di tanti padri e di tanti figli – spiega Gianpietro -. Incontro uomini che, come facevo io anni fa, stanno investendo tutto il proprio tempo nel lavoro, per guadagnare di più, per il benessere della propria famiglia: questo era quello che mi dicevo anche io, ma in fondo è un’illusione. Cercavo la mia realizzazione personale, e spesso “non vedevo” la mia famiglia; la sera ero troppo stanco e per ascoltare i problemi di mio figlio. L’adolescenza è un periodo difficile, ma forse ne potremmo uscire tutti meglio. Spero sempre che chi ascolta la mia storia possa acquisire più consapevolezza e spero alla fine di essere “utile”, nel mio piccolo”.

Per Fabrizio Bertamoni, preside del Liceo San Benedetto di Piacenza “la possibilità di ascoltare una testimonianza così forte e tragica è un’occasione per tutti di noi di comprendere la forza dell’amore. L’amore di un genitore che mantiene in vita la parola del proprio figlio, scomparso drammaticamente per un terribile gioco che spesso sacrifica adolescenti senza difese”.

“Di fronte ad eventi inspiegabili come quello che ha coinvolto questa famiglia, dobbiamo tutti recuperare il dono della responsabilità verso gli altri, soprattutto verso i nostri figli, perché ognuno di loro ha bisogno di essere guardato senza inganni e senza illusioni”.

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